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Benvenuti nel blog collettivo creato da Ambra

lunedì 1 novembre 2010

Il labirinto del Sole Nascente

Un giorno al supermercato c'era una coppia di giovani giapponesi che cercava della verdura. Nessuno dei due aveva né il guanto né il sacchetto; sentivo una signora che
già a voce abbastanza alta e con tono sgradevole protestava contro questa presunta mancanza d'igiene.
Volevo evitare che qualcuno lo facesse notare loro in malo modo così con un sorriso ho detto loro che ci volevano i guanti. Mi hanno guardato smarriti, subitamente impauriti. Ho mostrato loro dove erano guanti e sacchetti accentuando il mio sorriso. Li hanno presi, ma non hanno perso l'aria un po' impaurita. Allora di colpo ho rivissuto il mio soggiorno a Tokyo e i ricordi non convenzionali che la città mi ha lasciato. 
Tokyo, una città che molti miei amici - che lì hanno anche vissuto - amano per l'efficienza, il rigore, la pulizia, la puntualità, persino per la cucina. Una città dove per le vie ci sono dei posaceneri ogni 3-4 metri, una città dove non è difficile vivere perché i servizi funzionano, tutti.
Camminavo per le strade di Tokyo con l'amico che vi aveva vissuto e che me l'ha fatta conoscere. Mi camminava una moltitudine di persone al fianco, perché la città conta oltre 12 milioni di abitanti e non ero completamente a mio agio in quella folla. Camminavo rasente al muro e ogni volta che incrociavo un uomo ricevevo quasi una spinta per allontanarmi dal muro. La prima e la seconda volta non ci feci caso, pensai che i maleducati sono dappertutto, ma la terza volta chiesi il perché al mio amico, persona molto compita. Sorrise e mi rispose "Sei una donna, non conti niente, sei tu che devi spostarti, non un uomo". Capite che già per questo era un Paese che non mi si confaceva e poi a conferma di un presente e pesante maschilismo nei confronti delle donne, nuovi e diversi episodi. Le donne camminano un passo dietro al loro uomo. Quando escono dal lavoro gli impiegati - se non tutti, moltissimi - si ritrovano nei locali del quartiere a luci rosse ed è uno spettacolo notare per le strade la ronda dei taxi che a centinaia percorrono continuamente le vie "calde" in attesa dei clienti che ben presto usciranno ubriachi o quasi dai locali in cerca di un taxi per rientrare a casa dove la moglie nel frattempo si occupa da sola dei figli e di tutto.
Alla mente mi tornano visioni di una grande ospitalità nei miei confronti, attenta, cortese. Ricordo una visione incredibile, l'apertura dei grandi magazzini, alcune persone che attendono all'esterno, l'altoparlante che annuncia "Ci scusiamo, onorabilissimi clienti, di farvi attendere. Tra pochi minuti apriremo le porte e saremo molto felici ed onorati della vostra presenza" Le porte si aprono e ca. 30 persone, direttore,  commesse e impiegati schierati su una linea perfettamente diritta davanti alle grandi porte d'ingresso si inchinano come un sol uomo ripetendo all'unisono "Benvenuti, siamo onorati della vostra presenza".
Ma ricordo anche una scena nella metropolitana dove attendevo il treno.
Una ragazza  barcollava sul marciapiede quasi deserto della stazione. A un certo punto si era girata in un angolo per vomitare. Forse era ubriaca o forse era incinta e stava male. In mezzo secondo si sono materializzati due vigili o poliziotti che chissà dov'erano prima, l'hanno afferrata per un braccio, le hanno messo in mano uno straccio del pavimento e l'hanno piegata verso il terreno premendole sulla spalla e presumo le abbiano detto di pulire. La scena è durata qualche minuto: lei cercava di lavare il pavimento, il poliziotto la spingeva a rialzarsi, la tirava verso la toilette dove presumibilmente doveva sciacquare lo straccio, poi la riportava nell'angolo e la piegava verso il basso. Il tutto per 4 o 5 volte.
Certo non c'è da augurarsi che avvenga come in Italia dove chi sporca lascia tranquillamente ovunque il suo sudiciume o quello del suo cane. E’ vero.
Ma quella scena nel metro era intrisa di una violenza e una sopraffazione che mi aveva fatto star male.
Non so, amo l'efficienza, l'educazione, la cortesia, la pulizia, ma vorrei che nascessero da un comportamento indotto dalla buona educazione ricevuta dai genitori e non da una costrizione minacciosa.
Disapprovo la sporcizia per le strade creata dagli uomini, ma anche il detto "il fine giustifica i mezzi".

E con questo comunque vorrei precisare che non si può dare un “giudizio” su un Paese solo con questi pochi elementi che io ho citato. 
Ma devo anche dire che il Giappone che io amo è un altro, è quello di Akira Kurosawa.  Ecco qualche sequenza tratta dal suo bellissimo film "Sogni".
Ambra

37 commenti:

Stella ha detto...

Molto interessante il tuo racconto.
I pro e i contro ci sono in tutti i Paesi...

Lufantasygioie ha detto...

l'oriente mi ha sempre affascinato,soprattutto Cina e Giappone.
Ma credo che questi Paesi per quato belli ed efficienti,palesemente Comunisti,mentalmente retograti,non siano il mio modello di paese nel quale vorrei vivere o prendere come esempio.
Mi chiedo se a sporcare quel pavimento fosse stato un'uomo,i vigili si sarebbero comportati nello stesso modo?
azzardo una risposta:NO!
Buona giornata
Lu

nanussa ha detto...

molto interessante...non sono mai stata in Giappone, si ci sono pro e contro in ogni paese ma ci sara' sempre un posto dove ognuno di noi si trova meglio.
ciao e buona domenica :)

il monticiano ha detto...

Se non si può dare un "giudizio" su un Paese con quello che hai citato a me piacerebbe però che i cittadini degli altri Paesi quando
vengono nel nostro facessero altrettanto.

Alive2 ha detto...

Ci sono stato. Anni fa. Non bisogna mai dire quello che si pensa davanti all’altro. E l'uso dei mezzi pubblici... Non si fuma, non si mangia, non si parla in treno. Però il rispetto delle tradizioni con la loro tranquillità, i rituali compiuti in modo così lento e sereno, quei giardini statici curati alla perfezione è affascinante quanto terribile.
Hai ragione su Kurosawa. Pienamente.

Alby

Gabe ha detto...

A volte guardiamo solo all'apparenza e non vediamo oltre.....
Il tuo racconto è un invito alla riflessione.

Sandra Maccaferri ha detto...

La lettura del tuo racconto ha piano pino fatto spazio ad una leggera angoscia. Soprattutto l'episodio della metro. E poi anche la gentilezza ingessata e formale (almeno il mio filtro italiano la legge così) dei commessi e gli spintoni..che dire degli spintoni. Tutti gli aspetti positivi che descrivi sono sicuramente encomiabili. Ma...
Sono curiosa nei confronti di questo mondo che non conosco e spero di poterci andare prima prima o poi

luciana ha detto...

Ma le tue terribili, per me , esperienze giapponesi a quanto tempo fa si riferiscono? Spero a tanti anni fa e che nel frattempo gli uomini non scostino più le donne per strada!!!!Terribile!!!
Luciana

Antonella ha detto...

Come te, anch'io amo il Giappone di Akira Kurosawa... La realtà purtroppo è ben diversa e le scene che hai descritto mi hanno disgustata! Tempo fa in un documentario veniva ripresa una scena orribile... un feto morto abbandonato sul bordo di un marciapiede e tutti gli passavano accanto indifferenti!!! Non amo questa gente!
Un caro abbraccio!

Lufantasygioie ha detto...

ciao Ambra
grazie di aver aderito al candy,ma mi dovresti indicare il nome del bracciale che hai scelto....
grazie
lu

Cavaliere oscuro del web ha detto...

In ogni Paese del mondo ci sono i pro e contro.Dolce notte,saluti a presto

Tizyana - Azzurraa ha detto...

"Amo l'efficienza, l'educazione, la cortesia, la pulizia, ma vorrei che nascessero da un comportamento indotto dalla buona educazione ricevuta dai genitori e non da una costrizione minacciosa." Una frase da incorniciare.

Rita B. ha detto...

Aiuto!Mi fa tremendamente paura,non vorrei proprio andarci!Preferisco una cacca di cane per strada piuttosto che un trattamento come ha ricevuto quella povera ragazza che sicuramente( ubriaca o meno) bene non stava!Inoltre non so se sarei capace di tacere se continuano a spingermi contro un muro ,non credo, penso che ricambierei lo spintone e sarebbe peggio per me immagino!:)))))!Grazie post interessante! Un bacione!

mimmosonic ha detto...

Non c'è di che...ciao.

Paola ha detto...

non sono sicura se il mio commento è passato! comunque ti lascio ancora il mio abbraccio

Paola ha detto...

Infatti cara Ambra non è passato: dicevo che il Giappone mi affascina da sempre, ma il tuo racconto così intenso, ha confermato il senso di inquietudine che mi dà il pensiero di poterci un giorno andare...ti ri-abbraccio

Sciarada ha detto...

Buongiorno Ambra, che modo coinvolgente e bello che hai di raccontare le cose, si percepiscono a pieno le sensazioni che hai vissuto. L'efficenza, la pulizia ... acquistano un valore solo nel rispetto della persona che non deve avere genere maschile o femminile, razza o colore!

Ambra ha detto...

@ Stella
Grazie Stella, del tuo passaggio.
@ Lu
Non lo so quale sarebbe stata la reazione se fosse stato un uomo. Certe differenze o meglio disuguaglianze resistono anche da noi.
@ Nanussa
Certo. E la mia impressione è sicuramente legata alla mia mentalità, al mio stato d'animo in quel momento, ecc. Tanto è vero che conosco molti amici, sia uomini che donne, che amano il Giappone
@ il monticiano
Sono d'accordo con te, ma sembra che non tutti la pensino allo stesso modo
@ Alive 2
Io non riesco ad avere un'opinione positiva o una negativa su questo Paese, ma mi fa piacere che anche tu condivida il mio amore per Kurosawa.

Ambra ha detto...

@ Gabe
Quello che dici è vero, spesso ci si limita ad una impressione superficiale senza curarsi di approfondirla
@ Sandra
Il tuo filtro italiano è anche il mio e mi hanno sempre infastidito gli inchini obbligati per salutarsi. Ma 30 persone che si inchinano contemporaneamente, credimi, sono davvero uno spettacolo
@ Luciana
No l'ultima mia visita in Giappone risale a 5 o 6 anni fa e non credo sia cambiato nulla nel frattempo
@ Antonella
Sicuramente è una cultura e una società molto diversa dalla nostra, nel bene e nel male.
@ Lu
Grazie del passaggio. Il mio secondo nome è Smemorella

Ambra ha detto...

@ Cavaliere
Il tuo passaggio mi fa sempre piacere
@ Tizyana
Come si dice "troppo buona". Grazie.
@ Rita B.
Come te, se qualcuno mi fa un torto reagisco, ma questo atteggiamento così insolito - abituata come sono a ben altro trattamento - mi ha lasciato stordita e senza parole e da allora ogni volta che sono stata in Giappone camminavo all'esterno
@ mimmosonic
Grazie della tua visita
@ Paola
Io trovo che sia un Paese molto lontano dalla nostra mentalità
@ Sciarada
Hai ragione, direi che la cosa più importante è il rispetto degli altri e in un'accezione più ampia, il rispetto della natura, degli animali e insomma degli esseri viventi.

mimì ha detto...

Mi hai lasciata senza parole con il tuo post cara Ambra,sono piena di curiosità verso il Giappone,ma i due episodi che racconti lasciano un senso di inquietudine e comunque sono pienamente d'accordo con te circa la necessità di un'educazione sentita e non imposta.Un sorriso.

Ambra ha detto...

Ciao Mimì. Purtroppo dubito che venga da sé un atteggiamento di responsabilità e di coscienza civica. "res omnia res nullius" già lo sostenevano i romani.

Elettra ha detto...

Proprio oggi ho sentito che domani l'iraniana Sakinet verrà giustiziata per adulterio , quindi è vero che non è bene giudicare usi , costumi ,tradizioni e leggi di altri paesi ,ma in questo caso mi sento di esprimere il mio dissenso assoluto insieme alla mia indignazione verso coloro che permettono queste barbarie.

Giada ha detto...

Il Giappone è un Paese dalle mille contraddizioni. Da una parte, molto evoluto (anche se recentemente si sta riprendendo da una gravissima crisi economica, dopo il boom del passato) dall'altro ci sono questi aspetti, assai poco simpatici, che hai descritto...
Ammetto di non conoscere molto bene la cultura di questo Paese.
Penso che queste notevoli differenze etiche, siano dovute anche al fatto che il Giappone solo recentemente si è aperto al resto del mondo... credo che, col passare degli anni, la sua fortissima identità tenderà a stemperarsi in qualche modo. E speriamo che non succedano più episodi come quello descritto da te, veramente angosciante.
Per ora, voglio anch'io pensare al Giappone come la patria della mitica scrittrice Banana Yoshimoto, di Kurosawa e del grandissimo Hayao Miyazaki.
Un carissimo saluto,
Giada

Alessandra ha detto...

Dopo il tuo racconto mi viene in mente che purtroppo la sana, opportuna, giusta "via di mezzo" non c'è mai! Si vive agli estremi, troppo da una parte o troppo dall'altra e forse questo fa anche comprendere come il semplice "buon senso" ormai sia solo un'utopia.

utente ha detto...

è un malanno di stagione ... al supermercato detesto quelli che assaggiano l'uva. C'è di tutto, dai ragazzini un po' bulletti, agli anzianetti che fra il rischiare alla cassa con qualcosa sotto il cappotto e spendere anche per la frutta, assaggiano cose piccole. I fichi secchi sono i più energetici. Passano e ripassano fra i banchi, con guanto e un sacchetto che mai riempiranno. Assaggiano, il prezzo della mia uva sarà gravato anche di quegli assaggi. Il supermercato non è una san Vincenzo. Ognuno dietro i propri guai, e poi tutti al Roxy bar e se non è Roxy sarà il Karbush, forse non sarà whisky ma the alla menta.
La società si sta imbarbarendo (mi dico), impariamo solo il peggio da qualsiasi "cultura" incontriamo. Fa comodo imparare i trucchi degli altri per sbarcare il lunario, e non certo il bon ton con il quale non si va da nessuna parte. In metro, la gente non si sposta, prende posizione, il rischio è di non scendere o di non salire. Perdite di tempo che si assommano a altre perdite di tempo, insopportabili a fine giornata. Qui la metro non c'è, ma nulla cambia, viaggiamo tutti con lo stesso software. Non sopporto quelli che mi vengono addosso con il carrello per farmi capire che vogliono vedere anche loro, che vogliono strada ma non hanno il clacson, che mi invitano ad andare avanti ... e mi adeguo. Alla cassa, raccolgo la roba e la butto nel carrello, quello dietro da segni di insofferenza, ha fretta, forse ero un pò impaziente anch'io con quello che mi precedeva (gli ho rubato 10 buoni centimetri di nastro con la mia spesa). Esco, non si sposta più nessuno nemmeno nei parcheggi figurarsi per strada. Chi ha l'Audi passa sempre (forse è solo una fissa, forse perchè l'aveva un antipatico che lavorava con me anni fa). Siamo in continua dimostrazione di forza. Confesso sono uno di noi. Leoni marini spiaggiati, con o senza guanti, ma sostanzialmente molto diversi e inimitabili nell'essere uguali. Forse mi sono allargato anche qui, forse c'è un altro commento in colonna che cerca di entrare.

Erika ha detto...

Ciao Ambra, no so quanto tempo fa tu ci sia andata. Io e mio figlio ci siamo stati nel 2005 e sinceramente non ho assistito , per fortuna, a scene ti questo tipo. Anzi, ho riscontrato tanta gentilezza, cortesia, disponibilità. Non sono stata mai spinta per strada eppure ho camminato su marciapiedi molto affollati. Durante il viaggio di ritorno dovevo salire parecchi gradini all'interno della stazione ferroviaria per prendere lo Skyliner e raggiungere l'aeroporto. Avevo una valigia piuttosto grande e pesante ed un giapponese, avendo visto che ero in difficoltà, si è avvicinato e, nonostante io non volessi, ha preso il mio bagaglio e me lo ha portato fino in cima alla scala.
In Italia mi è succcessa la stessa cosa ma nessuno mi ha aiutata....
Un caro saluto
erika

Ambra ha detto...

@Elettra
Sakinet non è stata ancora giustiziata. Speriamo che il clamore suscitato da questo caso serva a frenare l'impiccagione. Ma quello della condanna a morte è un metodo che basta da solo a "qualificare" un Paese.
@Giada
Hai detto bene che è un Paese dalle mille contraddizioni. Io forse ne ho visto l'aspetto più appariscente e più sgradevole. Anche perché le mie visite in Giappone si sono fermate a Tokyo.
@Alessandra
Molta saggezza nelle tue parole
@utente
E' vero che ti sei ... allargato, ma per dire delle cose molto interessanti che almeno in parte condivido e quando non condivido è per un pessimismo a forti tinte dove non c'è possibilità di riscatto
@Erika
Non so che dirti Erika. Gli episodi che ho raccontato li ho visti con i miei occhi. Forse, essendo con un amico che fino a poco prima aveva vissuto a Tokyo per una decina d'anni, mi ha mostrato i lati della città che ai turisti normalmente sfuggono.
Ripeto comunque che questi episodi non sono sufficienti a tratteggiare la fisionomia di un Paese.

doc ha detto...

non credo che ci possa stupire molto del maschilismo del sol levante.ne ho abbastanza ,quì,nella mia patria.basta vedere la sprezzante satiriasi senile del nostro premier nonchè la sua datata,banale,omofobia.

Ambra ha detto...

Ciao Doc. Fa piacere risentirti. Non solo hai ragione ma direi che il maschilismo italiano, così bene impersonato dal modello che hai citato, supera qualsiasi altro esempio.

Anna Righeblu ha detto...

Gli episodi che riferisci sono inquietanti, vero, ma provo ad immaginare lo stupore che potrebbero suscitare, in un orientale, certe presunte libertà italiche...
Un caro saluto

Ambra ha detto...

@ Anna
Anche questo è vero. Ci sono aspetti penosi per non dire di peggio nei comportamenti che vediamo ogni giorno nelle nostre città. Senza parlare poi dello spettacolo pietoso che ci offre ininterrottamente la nostra classe politica.

Talamasca ha detto...

Davvero molto interessante questo spaccato di vita giapponese così diversa dalla nostra, molto diversa. Direi che qua è l'esatto contrario, con la scusa della libertà di movimento e pensiero si può essere anche maleducati e scortesi che alla fine cresciamo anche i ns figli così. Impariamo a imbrogliare perchè veniamo imbrogliati, siamo spietati verso i malvagi perchè sappiamo di non essere protetti dalle istituzioni preposte a farlo e per questo non conosciamo vie di mezzo.
Non so tra le due quale genere di vita scegliere :(

Ciao Ambra, buona giornata

Talamasca ha detto...

Ovviamente per il comportamento maschile nei confronti delle donne non esiste giustificazione...dai, alla fine sto meglio qua ;) ahahah
Ciao, baci

Carmine Volpe ha detto...

ambra un magnifico racconto, sopratutto un esperienza diretta, devo essere sincero ci sono stato due volte due sogiorni brevi,ma avevo percepito un basso livello di progresso sociale, perchè quello economico è evidente, come la stratificazione sociale, bello un bel post

Ambra ha detto...

@ Talamasca
Ciao Talamasca. Si, sono due stili di vita molto diversi e comunque il prodotto delle diverse culture. E come qualcun altro ha detto, ogni cosa ha le due facce, quella positiva e quella negativa.
@ Carmine Volpe
Grazie Carmine del tuo apprezzamento e della tua visita. Ci risentiamo presto.

Blogger ha detto...

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