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Benvenuti nel blog collettivo creato da Ambra

giovedì 2 ottobre 2008

Nella sofferenza si crea il dialogo

Considerazioni di un frequentatore del blog.
Prendersi cura di anziani negli ultimi anni della loro vita, non deve essere facile, mi ritrovo a pensare. Allo stesso tempo cerco di immaginare la situazione dal
punto di vista degli anziani italiani : non deve essere facile neppure per loro permettere ad una persona straniera, spesso limitata nella comunicazione per un problema linguistico, di entrare a far parte del loro mondo, negli ultimi anni di vita, magari poco prima di morire. E’ uno scambio di sofferenze permeato da una intimita’ con la quale ho scarsa dimistichezza, qualcosa di molto profondo e importante, impossibile da cogliere. In questi momenti di profonda solitudine, tra due persone provenienti da mondi diversi, si instaura un vero dialogo interculturale che supera con grande immediatezza tutte le discussioni presenti in tutti i paesi europei su questo tema. E’ un processo delicato, sottile e quasi impercettibile. Uno dei due mondi, quello piu’ ricco, sta esternando la propria sofferenza connotata trasversalmente da un profondo senso di solitudine, l’altro, quello economicamente piu’ povero, ma piu’ ricco per contenuti etici, valoriali, accetta di porsi al servizio di questa sofferenza con grande responsabilita’ e lievità.
Roberta
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1 commento:

Ambra ha detto...

Caro Anonimo, quello di cui tu ci parli è il connubio tra il solitario e l'indigente. Entrambi subiscono il fastidio se non la dimenticanza della società: il vecchio forse perché non ha più niente da dare, anzi chiede e l'altro perché non corrisponde per nulla ai miti imposti dalla società. Ci siamo dimenticati che i vecchi sono portatori di esperienza e di ricordi e che fino all'altro ieri il nostro mestiere era quello dell'emigrante, né più né meno come quelli che guardiamo ora dall'alto del nostro benessere vero o finto che sia. Non dico nulla di nuovo affermando che siamo una società vecchia e anche corrotta, destinata a scomparire, come ci insegna la storia, per lasciare il posto a questi giovani combattenti che, con grande dignità e pazienza, si occupano dei nostri vecchi.

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