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sabato 14 marzo 2009

El giouech de la ragnatela

Ecco il resoconto di un altro pomeriggio in Curato d’Ars con un gruppo di anziani del Giambellino.
Evviva, anche stavolta abbiamo fatto tombola! Giornate come quella di ieri ti
riempiono di gioia e soddisfazione perché percepisci di aver svolto una missione veramente utile con valenze sociali decisamente importanti.
Quando all’inizio delle nostre riunioni riceviamo alla spicciolata i nostri ospiti, temiamo sempre che alla fine siano piu’ i volontari degli invitati;arrivano alla spicciolata,uno,due,quattro……dieci etc; alla fine ieri ci siamo trovati in 17(dicasi diciassette) tutti simpatici personaggi,che hanno fugato i nostri timori relativi alla partecipazione e hanno contribuito a creare un simpatico “Pomeriggio Assieme”.
Si, tengo a sottolineare assieme, perché ogni volta che ci si ritrova il gruppo si cementa,si scioglie,chiacchera e,quel che piu’ conta ,ogni persona si apre sempre piu’ e ci conduce ,con vari mezzi, foto,ricordi,storie ed altro attraverso il suo mondo e la sua storia facendoci vivere palpabili emozioni.
Fa bene a noi e fa bene a loro.
E’ bello constatare che via via che ci si frequenta aumenta la partecipazione dei singoli,sono alla fine loro a condurre le nostre riunioni e noi ne siamo i registi che lanciano gli stimoli.
Bello,veramente bello e gratificante!
Ma veniamo alla cronaca .Avevamo in programma visione di foto, lettura di poesia dialettali e,fuori programma,canti popolari e “el giouech de la ragnatela”.
L’introduzione vien fatta dalla nostra Secondina che estrae un vecchio foglio dattiloscritto e ci legge una spassosa poesia piena di doppi sensi;che birbante la nostra levatrice! Ci facciamo un sacco di risate ma,guarda un po’ che combinazione, le rime appena lette sono la traduzione Italiana di una poesia Milanese di cui avevo portato il testo che,dopo una doverosa lettura in originale,dono a Secondina che ne va fiera.Naturalmente se il testo Italiano aveva creato ilarità,la lettura del Milanese ha fornito una semi sbracatura!
E via col Milanese; un po sul serio e un po sul faceto,con l’Intermezzo “de parol Grass” autorizzate dalla censura della nostra Carla,”dominus ecclesiae S.Curato d’Ars”, con poesie,proverbi e detti vari
Ce la siamo veramente goduta.
Dimenticavo che abbiamo anche avuto un intermezzo di preghiera molto apprezzato da tutti i convenuti.
A questo punto,ecco la “Ragnatela”,gioco che consiste nel dipanare un gomitolo,gettandolo da un convenuto all’altro;ognuno deve trattenere il filo che gli è strato porto creando cosi’un intreccio di fili denominato “Ragnatela dell’amicizia”. Ricevendo la matassa ognuno doveva esprimere un desiderio o fare un commento;bello, simpatico e apprezzato.Naturalmente la Ragnatela e strettamente “Patented” da Maria Grazia.A questo punto,su richiesta del noto “Gigolot” il nostro Mario Castagna,canzoni popolari su libretto non di Verdi ma di Ambra. Va male ai convenuti dato che toccava al sottoscritto,stonato come una campana, dare l’incipit. Per grazia di Dio la mia voce si confondeva e veniva sopraffatta da tutti gli astanti e allora,”Va la che vai bene”.
Merenda e poi,tra una ciacola e l’altra tutti a casa con la promessa che ci si ritroverà Martedì 24 febbraio e le nostre signore si sono impegnate a portarci le “Chiacchere”.
N.B. Un tangibile risultato positivo: Due signore che hanno dichiarato di sentirsi sole, hanno deciso di incontrarsi e frequentarsi.Un’istanza: a gran voce si richiede una gita fuori porta.
Sandro Bertolotti
Image cc by praeerica NonCommercialShareAlike
     

3 commenti:

carloesse75 ha detto...

un bel post
Carlo

Ida ha detto...

Un evviva per tutta la squadra! Una lettura così semplice ed immediata fa proprio bene al cuore. Mi sembrava proprio di essere presente in quell'atmosfera gioiosa.
Ida

mimma ha detto...

Certo, che bello passare dal timore di una riunione con un numero esiguo di partecipanti alla ... richiesta corale di una gita fuori porta!
Complimenti: siete stati proprio bravi a "costruire una ragnatela" che, anzichè bloccare e intimidire i vostri anziani, ha saputo farli sentire protetti e uniti, invogliandoli ad aprirsi e tirar fuori i loro racconti.

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