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venerdì 28 novembre 2008

Nevicata a Milano....

Ebbene sì, oggi 28 novembre a Milano nevica! Ma non una nevicata timida come quella dell’altra mattina, che si è esaurita in poco più di un’ora: oggi è proprio una nevicata con i fiocchi, nel senso letterale della parola. E così, a metà mattina, mi sono
regalata uno “snow break” per soffermarmi a guardare dal mio balcone la neve che scendeva copiosa, per ammirare i tetti e i giardini dietro casa ormai ammantati di bianco (e anche per fotografarli!) e per riandare con la memoria ad altra neve …
Soprattutto la neve che cadeva in abbondanza e ripetutamente su Milano durante i miei inverni da bambina: al ritorno da scuola non vedevi l’ora di correre giù in cortile per combattere a palle di neve insieme agli altri bambini o per realizzare improbabili pupazzi di neve o per provare a mangiarla la neve. Ma in quei pomeriggi il buio della sera scendeva sempre troppo presto e faceva sempre un freddo cagnaccio, anche perché noi bambine degli anni ’50 non avevamo cappotti di soffice piumino corredati da cappuccio e guanti, non indossavamo ancor pantaloni e collant di lana, non portavamo stivaletti dopo-sci: i nostri pur caldi cappottini di stoffa e, sotto, le gonnelline arrivavano a malapena a coprire le ginocchia, mentre guanti e berretti di lana si infradiciavano in un attimo, lo stesso valeva per le nostre scarpe (si chiamavano polacchini allora) e relativi calzettoni di lana. E di sopra alla fine, ad aspettarti, c’era sempre la ramanzina della mamma che preventivava ogni genere di malanno invernale, ma anche un bel bagno caldo. Quanta allegria e quanto divertimento però, e il tutto gratuito, piovuto dal cielo!
Adesso, quelle poche volte ormai che a Milano nevica (questa nevicata di novembre mi sembra abbastanza eccezionale), a parte qualche breve pausa riflessivo-contemplativa come quella di stamattina, mi vien da pensare principalmente ai disagi provocati dalla neve: orrida fanghiglia che le auto contribuiscono a schizzarti addosso, sottili e infide lastre di ghiaccio con conseguenti cadute e scivoloni, i pronto-soccorso e le sale gessi degli ospedali intasati da pazienti fratturati, traffico in tilt su strade urbane ed extra-urbane e … chi più ne ha, ne metta.
Ma il ricordo della magia della neve vista da bambini credo che resti abbastanza incancellabile: anche la signora anziana che vado a trovare per conto di Seneca, tra i ricordi più vividi della sua infanzia, lei siciliana nata e cresciuta a pochi chilometri da Catania, non ha quello del sole e del mare della sua isola, ma mi parla spesso della tanta neve che allora imbiancava il suo paesino alle pendici dell’Etna, neve che diventava spunto per tanti, nuovi, indimenticabili giochi.
Stelladineve

6 commenti:

silvia ha detto...

purtroppo sono rimasta delusa da voi
ho chiesto di fare un0'esperienza di volontariato si si ti chiamiamo e poi nulla...
bravi, è cosi che la gente mette a disposizione buona volonta e tempo libero.. e voi...

Ida ha detto...

Sì cara bambina degli anni 50, eravamo proprio felici con poco, vero?
Ho voglia di raccontarvi un piccolo episodio che ho vissuto giovedi mattina: sale con me in ascensore un bell'uomo manager sui 40/50 anni, molto elegante. Scambio di battute sul feddo cagnaccio, sulla possibilità che nevichi ed ecco che mi risponde "magari! io adoro la neve anche in città. I miei amici mi dicono che sono matto perché provoca disagio ma io quando nevica mi sento proprio come un bambino e sono felice". Esclamo "io pure" e quando scende gli regalo un bel "viva i bambini".
Questa piccola grande cosa mi ha scaldato il cuore per tutto il giorno!
Ida

Ambra ha detto...

@Silvia:
Cara Silvia, il Team del Blog è composto da volontari come te.
Ho letto con dispiacere il tuo commento e poiché noi ci occupiamo solo di mantenere aggiornato appunto il blog e non interferiamo nell'attività dell'associazione, ho evidenziato il tuo problema in Seneca e si metteranno in contatto con te. Capisco il tuo disappunto, purtroppo però succede che quando si presentano nuovi volontari, in quel momento tutti gli assistiti hanno già un volontario che si occupa di loro. Ci si attiva allora sul fronte degli anziani, ma non sempre i risultati sono così immediati, bisogna avere un po' di pazienza perché si ha a che fare con organismi pubblici.
Vedrai che la cosa si risolverà.

Ambra ha detto...

@Stelladineve:
Grazie Stelladineve, di aver evocato dal profondo ricordi bellissimi sepolti sotto montagne di mille altri ricordi. Erano i tempi della nostra infanzia, tutto era diverso: la società che ci circondava, le abitudini di vita, il traffico quasi inesistente, persino il clima, il tempo. Nevicava spesso e in quel silenzio ovattato che subito si creava, sembrava di vivere in una favola bianca.

LA CRI ha detto...

io sono un po' più giovane di voi ma ricordo sempre con paicere la mitica nevicata del 1985....Rammento Milano in quel paesaggio quasi lunare..in quel period facevo fisioterapia al piccolo cottolengo Don Orione e con un'amica della mia età che era sulla sedia a rotelle siamo uscite nel cortile dell'Istituto e siamo andate a "mangiare la neve"...allora Milano era più pulita e anche la neve era più bella, più candida e più soffice ...e forse pure io ero più simile alla "neve di allora"....

Blogger ha detto...

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