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Benvenuti nel blog collettivo creato da Ambra

venerdì 29 gennaio 2010

Figlio per un po’

Una storia di affido piena di malinconia.
Un bimbo di un anno e mezzo tolto alla famiglia d’origine, dato in affido dai servizi sociali, per tre mesi, ad una seconda famiglia, tolto a questa famiglia dal tribunale perché “non si attaccasse troppo”, mandato in una struttura, non si sa per quanto tempo, forse tanto, in attesa di una decisione lunga quanto i tempi di una burocrazia imperturbabile.

Testimonianza di un’indifferenza della giustizia alla solitudine e agli affetti di un bimbo.
Il video è girato da Antonella Morichetti.

9 commenti:

Fabrizio ha detto...

Non sto a commentare quello che penso sulle decisioni becere ,come al solito,di una magistratura incompetente e totalmente cieca verso i normali sentimenti di un bambino felice(come documenta ampiamente il video) e una madre temporanea che sprizza amore e affetto per un bimo che prima o poi dovrà lasciare. Mi hanno colpito gli occhi pieni di dolcezza della madre(mi piace chiamarla così perchè è,seppure temporanea, una madre mervigliosa)ma anche la naturalezza e il vero affetto paterno che esprimeva il "padre"Insomma al di là del giudizio dei giudici questo bambino non poteva crescere in un ambiente famigliare migliore,purtroppo non sarà così e immagino il dolore dei "genitori" di non poter profondere amore come hanno fatto in questi mesi.Un pò di tempo fà ho scritto un post dove parlavo di"love and compassion".....ecco intendevo dire questo che ho visto!!!!!

Maria ha detto...

Conosco un'esperienza come questaanche se non direttamente.Ho trovato molto toccante e commovente la voce di questa giovane mamma che a un certo punto dice:"tanto non è che tu puoi decidere quanto amare un bambino". E' proprio così,è una storia dolorosa e voglio che questa mamma sappia che la capisco fino in fondo.
Maria

luciana ha detto...

Ho avuto in affido una ragazza per 2 anni e devo dire che almeno nel mio caso, le assistenti sociali e le psicologhe sono state di una pochezza strabiliante.
E chi ne fa le spese sono i bambini.......
Luciana

Ida ha detto...

Toccanti le espressioni di questa mamma e di questo papà! Ma quanto male può fare la stupida burocrazia e i tanto più stupidi burocrati?
Ida

anna ha detto...

non conosco le procedure di affido ma da quello che si capisce da questa storia commovente mi sembra ci sia molto di incompetenza sugli aspetti emotivi e sui bisogni dei bambini e degli adulti. Mi vengono dal cuore gli auguri per questo bimbo perché ritrovi gli affetti che gli sono stati negati. Bellissimi questi genitori e complimenti anche a Antonella per questo bellissimo video.
anna

doc ha detto...

Ho lavorato per più di vent'anni nel campo dell'affido e le cose almeno quì a milano non danno adito a situazioni di crudeltà. L'istituto dell'affido è più psicologicamente complesso di quello dell'adozione e forse del processo stesso della genitorialità. Tutti i provvedimenti sono seguiti dai magistrati minorili con l'ausilio di neuropsichiatri infantili,psicologi e assistenti sociali.Ci sono gruppi di aiuto per genitori affidatari più strutturati che a Seneca. Non mi stupisco che forse per ragioni ad attinenza psico-giuridica ,chi di dovere abbia pensato ad altra collocazione del piccolo. Credo che bisognerebbe stare più attenti a diffondere video che fanno appello alla rapida reazione degli" spettatori" o meglio di un pubblico che visceralmente emette superficiali sentenze. Non escludo che ci siano sacche di incompetenza degli operatori ma come ripeto il problema"affido" è di estrema complessità. Doc

Raffaella ha detto...

Sono d'accordo, l'istituzione dell'affido non è un istituzione che dà adito a crudeltà. Però, il Tribunale dei Minorenni della regione in cui vive la coppia del video, per principio mette sempre i neonati in una struttura e mai in affido familiare, lasciando che stiano magari per anni in casa famiglia, crescendo senza figure di riferimento affettivo. La decisione di metterlo con la coppia era stata dell'assistente sociale, non del tribunale, il giudice poi ha disposto diversamente. Quanto al diffondere video che fanno leva su reazioni viscerali di chi non conosce l'affido, persino le associazioni di famiglie affidatarie della regione di pertinenza, che si occupano di affidi da anni, non condividono questa politica del tribunale e da tempo spingono per modificarla e per permettere anche ai piccolissimi di crescere all'interno di una famiglia in attesa di chiarire la loro situazione. Si tratta, ripeto, di un caso particolare, di una politica particolare seguita solo da uno o pochi Tribunali, molti altri danno in affido anche i neonati scegliendo famiglie che vengono preparate appositamente.La famiglia in questione non era stata preparata ad accogliere un neonato perchè nessuna famiglia viene formata in tal senso, dato che il Tribunale non utilizza questo tipo di affidi. Si potrebbe obiettare che l'assistente sociale non doveva agire senza consenso del Tribunale, ma si è trattata di un'emergenza, posti in struttura non ce n'erano.
La madre affidataria per un po'.

anna ha detto...

Una breve osservazione a chi si firma Doc. Per quanto non si possa che ritenere più che corretto quello che dici, considerato anche che mi sembra tu parli da esperto, mi chiedo se hai mai vissuto in prima persona e sulla tua pelle la condizione di affido o adozione o semplicemente di genitorialità con tutto lo strascico emotivo che ne consegue e che nasce dal rapporto stretto tra genitori e bimbi piccoli. Il video rappresenta una realtà, è molto misurato oltre che fatto molto bene e trovo che la sua diffusione si limita a segnalare un caso che ha scatenato tensioni ed emozioni , che non è sicuramente un’eccezione e sul quale comunque è bene riflettere. Anna

usagi ha detto...

ciao Ambra!!!
grazie mille per aver lasciato il commento e per il "likaggio", devo mettere anche io un gadget del genere e sicuramente ricambierò. :) il blog è bellissimo davvero complimenti vivissimi, nonostante i post espandibili siano in ferie rende tantissimo!!! grazie a presto ;)

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