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sabato 16 gennaio 2010

Il lusso di invecchiare

Son entrata da poco a far parte della Croce Bianca dove faccio volontariato ....anche lì! mi è capitato un servizio a casa di due coniugi molto anziani con un figlio cerebroleso affetto anche da epilessia, il ragazzo aveva avuto un malore e lo abbiamo portato in ospedale ovviamente accompagnato dai suoi genitori.
La mamma come tutte le mamme era di una dolcezza incredibile con questo ragazzo che ben poco capiva che cosa stesse succedendo ...diceva solo BOM BOM BOM....ed ogni suo BOM echeggiava nell'ambulanza. Ho incrociato lo sguardo dei due anziani genitori ed ho capito il loro dramma : non possono permettersi il lusso di invecchiare, non possono permettersi di rilassarsi, di vivere con serenità i loro giorni, che sarebbe giusto potessero trascorrere con serenità magari guardando la televisione. Fare un giretto breve al parco, mangiare una pastina alla sera e andare a letto presto....non possono! devono restare arzilli nel senso negativo della parola, guardinghi , non possono permettersi di rilassarsi abbassare la guardia e devono restare paradossalmente PURTROPPO GIOVANI ...
Dopo questa esperienza ho realizzato che bisogna dare il giusto peso alle cose e situazioni che ci presenta la vita ma soprattutto ho capito che anche avere la possibilità di invecchiare tutto sommato può essere davvero un lusso .
Cristina Izzo 
image cc by RossinaBossioB

3 commenti:

Ambra ha detto...

Quello che dici è vero, Cristina. Deve essere un dolore atroce per una madre (o un padre) sapere che un giorno, inesorabilmente, non potrà più occuparsi del suo povero figlio e sapere che resterà in balìa di se stesso.
Ma tu hai un bel coraggio a fare la volontaria in situazioni come queste!

Fabio ha detto...

grazie Cristina, per avrer condiviso questa esperienza e questa riflessione con noi. Anche questi due temi, quello della malattia e quello dell'accudimento familiare sono molto importanti

Winter ha detto...

Leggendo la testimonianza di Cristina, penso a quanta angoscia devono provare questi genitori. Certo, angoscia per il presente: la loro vita è presumibilmente da sempre in funzione di quella del figlio, non possono neppure indulgere ai più semplici "piaceri" di una modesta, tranquilla vecchiaia (il giretto al parco, la minestrina serale, un po' di lettura e di televisione, forse una partita a carte o le parole crociate). Ma probabilmente l'angoscia più grande è per quel futuro ormai non più così lontano, per il poi: chi si prenderà cura del loro eterno ragazzo, chi lo colmerà di carezze e di sguardi affettuosi, chi riuscirà a interpretare il suo BOM BOM BOM? Chi dopo di loro?

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