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martedì 2 febbraio 2010

L’uomo che verrà

Un film appena uscito che vale la pena di vedere: "L'uomo che verrà". La trama è narrata dai libri di storia. Ripercorre le tragiche vicende della strage di Marzabotto.
In un'atmosfera da "Albero degli zoccoli" di Olmi, però calata in una piccola comunità degli Appennini bolognesi, si dipana la tragedia della ferocia che non risparmia nessuno: uomini, donne, bambini, vecchi inermi.
Risalta la figura di una piccola muta, Martina, resa muta da un trauma psicologico precedente: la morte di un fratellino. Lei riuscirà a sopravvivere e a salvare un nuovo fratellino nato nella rappresaglia nazista. La necessità di una salvifica ninna nanna per il piccolo le ridarà la voce per l’opportunità vitale di un uomo che verrà.

Dialoghi, fotografia, attori di grande livello. Insomma la possibilità, per chi non ha vissuto l’esperienza della guerra, di pensare. Come fanno pensare i ricordi in materia dei nostri nonni, dei nostri genitori e perché no, dei nostri assistiti. Beneficio di grande peso specifico per noi volontari a fronte di un piccolo tempo dedicato.
Doc

1 commento:

laura belli ha detto...

Non ho molto da aggiungere a quello che dice Doc. Valeva veramente la pena di vederlo e di rivivere l'atmosfera contadina di allora.

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