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venerdì 6 novembre 2009

Found raising

Il video che potete visionare qui sotto è stato suggerito da Luca Baroni, un video “autoesplicativo” che pone un pesante accento, anche se espresso ironicamente secondo Luca, su uno degli aspetti della nostra società.


a cura di Luca Baroni

8 commenti:

fabrizio ha detto...

...misembra demenziale e offensivo per chi fà del found raising professionale!!!!!!

Luca B. ha detto...

ciao Fabrizio
la scena è tratta dal film "L'aereo più pazzo del mondo", che è un film comico. Tipico del genere comico è l'esasperazione parossistica e paradossale di situazioni e comportamenti. Secondo me (e non solo secondo me) uno dei problemi che emergono puntualmente in ambito del sociale, è quello di "prendersi troppo sul serio". Un po' di ironia e di autoironia non guasta!

Fabio ha detto...

Buonasera a tutti. Penso che in una società libera si possa criticare tutto, e lo si debba fare con spirito di miglioramento o di denuncia. Nell'ambito del volontariato in generale non è detto che ci siano persone migliori di altre, è però indubbio che si occupano di aspetti e di persone che le istituzioni e le famiglie hanno abbandonato in uno stato di bisogno.
In una società evoluta il volontariato non dovrebbe esistere, se ci pensiamo è drammatico che bisogni primari delle persone vengano lasciati alla "volontarietà" e quindi "all'arbitrio" di altre.
Ma il tema non è questo, il tema è quello che ci spiega Luca, cioè se il mondo del volontariato non si prenda troppo sul serio, a volte.
Come ho scritto non è detto che chi fa volontariato sia migliore nell'animo di altri che non lo fanno. Ma, al di la' delle valutazioni sui soggetti e sulle loro motivazioni, il risultato del loro lavoro è importante per chi lo riceve, questo è indubbio.
Sui tanti aspetti che in una società libera siamo chiamati a denunciare e sul quali siamo invitati a riflettere penso sia molto più pressante il tema del "non volontariato" cioè di chi, nella sua vita, non vede la necessità di fare nulla di gratuito per il prossimo inteso come individuo anonimo e scollegato da rapporti di conoscenza/parentela/vicinato.
Possiamo criticare la supponenza di chi fa volontariato credendosi migliore di altri, ma rimango scioccato di fronte alla leggerezza con la quale chi non fa volontariato non ne sente alcuna necessità.
Questo è il tema che sento maggiormente e che, ancora oggi, mi lascia un po' sbigottito.

Luca B. ha detto...

ciao Fabio
la scelta di quella scena nasce dall'esperienza personale di chi si muove a Milano a piedi o con i mezzi pubblici. In metrò: sale il/la mendicante (anche i mendicanti fanno "found rising"! - a beneficio di loro e della loro famiglia...) e "Senza casa, senza lavoro...". Scende e ne sale un altro che canta e/o suona (a volte molto bene). E così via. Camminando: contro il maltrattamento agli animali, a favore di comunità per tossicodipendenti, per un mondo più pulito ed ecologico, per aiutare i bambini del Terzo Mondo, per sostenere...Tutte cause assolutamente nobili e condivisibili. Ma, e qui ti propongo un altro tema, prova a ribaltare o comunque a cambiare il tuo punto di vista e a metterti nei panni di una persona qualunque, che magari sta tornando a casa dopo una dura giornata di lavoro, che ha problemi nel far quadrare i conti, che magari ha qualche familiare ammalato. Bè, a un certo punto questa persona ha diritto a sentirsi un pochino aggredito! Secondo me c'è una sorta di egocentrismo in molte persone che operano nel sociale dato dal fatto che si arroccano nel loro castello fatto di determinati valori e convinzioni e, così arroccati e difesi e chiusi, rischiano di fare più male che bene alle persone di cui si occupano, e anche a se stessi...

Ambra ha detto...

Ciao a tutti.
Mi sembra che qui sia stato spostato il problema. Si sta processando il volontariato come se questo fosse sinonimo di chiusura in sé e pericolosità per gli altri.
Per ritornare al tema del post e al rapido e immediato commento di Fabrizio, credo sia necessario sottolineare che l’ironia è tale quando è leggera, le ci vuole poco per diventare sarcasmo e cinismo.
Io non riesco a condividere dell’”ironia” se questa viene fatta sulla umiliazione o sulla sofferenza di alcuni. Questa nostra società opulenta – nonostante la crisi mondiale – è caratterizzata dagli eccessi, dal “troppo”, troppa pubblicità, troppa ricchezza per i calciatori, troppa povertà nel terzo mondo, troppi sprechi, troppo inquinamento … troppe richieste di danaro – per la strada, per posta, per telefono …
Questi eccessi sembrano renderci indifferenti l’uno all’altro, quasi impossibilitati a credere che esistano necessità che noi non abbiamo e che possano nascere da ingiustizie sociali. Così – volontari o non volontari – diciamo no con fastidio, con un gesto della mano, senza guardare in faccia chi si rivolge a noi. Passiamo oltre fingendo di non vedere e di non sentire come se la persona fosse un insetto.
E’ vero, le richieste di danaro e non solo, ci piovono in testa da ogni parte e sono pressanti, è sicuramente facile sentirsi aggrediti e difficile uscire dalla propria visione del mondo per vedere i problemi di un altro. Ce ne stiamo arroccati nel nostro più o meno grande benessere chiudendo le porte per difenderci non da ladri ed assassini, ma da gente che si rivolge a noi, per lavoro o per necessità.
Per concludere, mi sembra che se il messaggio demistificante del video voleva essere di divertire rappresentando l’assurdo, avendo toccato i bisogni di alcuni componenti della nostra società, ha trasmesso invece l’invito a considerare i “postulanti” senza alcuna indulgenza e con una buona dose di cinismo.

Fabio ha detto...

Ciao Luca,
no, non mi sento aggredito da questa gente, sono comunque libero di scegliere se dare peso alle loro richieste oppure no, se poi queste richieste generassero in me un senso di colpa, beh, non posso certo responsabilizzare loro per questo.
Io sono per una filosofia della visibilità: se un fenomeno esiste è bene, è indispensabile che sia visibile, sta all'individuo poi scegliere, e se si sente aggredito secondo me è solo perchè ha una falsa coscienza, non penso che di fronte ad una persona che si umilia andando a chiedere la carità, oppure di fronte a qualcuno che chiede con insistenza un aiuto per qualche disparata causa io possa sentirmi turbato nella mia tranquillità o nel mio deisiderio di non pensare o non vedere cio' che comuqnue esiste come necessità, legittima o meno, dell'altro.
Non sto dicendo che vadano assecondati, ma non possiamo impedirgli di essere visibili e quindi di esistere.
La mia necessità di stare tranquillo dopo una giornata di lavoro è certamente più in basso, in una scala di bisogni, rispetto a quella di chi, in mezzo al trambusto di una metropolitana, chiede l'adesione a qualche campagna che per lui è molto importante.
Potrei essere io, domani, in mezzo a quel trambusto, magari senza lavoro, senza casa, o disperato perchè qualcuno raccolga il mio appello o, semplicemente, si accorga della mia esistenza.

Luca B. ha detto...

ciao Ambra e ciao a tutti
non sono d'accordo con te su alcuni punti. 1) Secondo me il fatto che tu viva questi dialoghi scaturiti dal video come un "processo al volontariato" è dovuto a tuoi schemi e percezioni, non a un'oggettiva analisi della situazione.2) Idem per quanto riguarda la tua opinione che si tratti di un'identificazione di volontariato come "chiusura in sé e pericolosità per gli altri". Io ho parlato di "molte persone che operano nel sociale". Eviterei le generalizzaizoni, fonti, quelle sì, di pregiudizi di ogni sorta. 3) Che tu, me o chiunque altro, si arroghi il diritto di stabilire i confini tra l'ironia accettabile e quella no, mi sembra, perdonami il gioco di parole, inaccettabile.

Luca B. ha detto...

ciao Fabio e ciao a tutti
non metto in dubbio che tu "non ti senta aggredito". Infatti, come ho specificato, il mio discorso riguarda chi non ha, e ha il diritto di non avere, particolari attitudini ad attività in ambito sociale. E sono d'accordo anche su un altro punto: sentirsi aggrediti, o offesi, da affermazioni, situazioni, opinioni, persone differenti da noi spesso è segno di una "falsa coscienza".

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