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giovedì 12 dicembre 2013

L'insostenibile leggerezza della versatilità
Cap. 7 da "Il Precario Mannaro"

courtesy
Post di Cristina
Forza mokina! Oggi andiamo a fare la revisione! Bruum! Il rumore della marmitta bucata echeggia nel parcheggio sotto casa. “Alura basta! Fai riparare quel bidun lì” mi urla dal 4° piano la donna-bigodino nel suo idioma nordico.
Arrivo dal mio amico meccanico che è praticamente lo zio Jessie di Hazzard con la parlata sicula, “Eccoti Crischtina bedda, la pandina per la revisione purtasti?” “Si Calli (il nome d’arte di Calogero) quanto tempo ci vuole per fare tutto?” “La marmitta te la prucuri oggi e il tempo fare u’ restante. Passa domani Crischtì!” “Molto bene. A domani”.
Torno a casa a piedi e una volta arrivata mi precipito subito a leggere gli annunci di lavoro. Dunque vediamo “Azienda grafica cerca impiegata commerciale bilingue: prima lingua inglese seconda lingua inglese commerciale, zona di lavoro Fresè” “Prima lingua inglese e seconda lingua inglese commerciale? Uh ma chi ha scritto questo annuncio, Paperoga insieme al tacchino Ciccio?”, un po’ perplessa mi dico “Perché no” e rispondo all’annuncio...neanche il tempo di un click e mi squilla il cellulare “Buongiorno, è la GeccaLavoro la chiamo perché ha risposto all’inserzione per Fresè. Può andare già questo pomeriggio alle ore 15, la ricerca è davvero urgente!” “Ossapevo! Oggi che sono senza mokina” Imbarazzatissima rispondo: “Ehm mi scusi ho un problema per il pomeriggio, ho la macchina fuori uso fino a domani e….” “Si ma che rispondete a fare voialtri a questi annunci se poi non volete lavorare?” starnazza con acidità il genio artefice dell’annuncio “Eh no! Signorina qui si sbaglia! La mia auto oggi sta facendo la revisione e me la consegneranno domani mattina!” rispondo a questo punto con fermezza cercando di prendere a bastonate il precario mannaro che inizia a scalpitare con irruenza “nennella ma c’hai veramente nu bello coraggio a dire che quella che non tiene voglia di faticare sono io, ma fammi nu caspita e’ favore!” “Occhei, allora ci aggiorniamo!” e chiude la comunicazione con indisponenza. “San Gennà mandami giù una secchiata di acqua ghiacciata che sennò esplodo!”.
Trascorsa una mezz’oretta suona di nuovo il telefono e mi ritrovo a parlare con la paperella all’aceto balsamico “Izzo senta in via stra-eccezionale la signora Gatti ha dato la disponibilità per riceverla domani  alle 15.30. L’azienda è la Graficarte di Fresè. Puntualità Ovvio!” CLICK...resto con in mano il telefono e intono la canzoncina romagnola “Tu sei la mia simpatia, paperella miaaa!”. Mi riprendo subito, dai è sempre un colloquio, allora va bene  anche un po’ di acidità...”ma stasera mi faccio na tisanella e spazzo via l’acidella, accussì domani sono una stella!” E arriva il giorno dopo. Per questo colloquio, considerato che piove da 7 giorni, opto per il pantalone classico grigio fumo, dolcevita nero e stivale. I capelli, visto che con l’umido diventano ispidi come quelli di Mafalda, meglio legarli con una bella coda, seppur ogni volta che mi specchio e mi vedo con questi capelli tirati mi sento come un’attrice di un film muto degli anni ’30. Pazienza non ci sono alternative!
Vado da Calli a ritirare“à creatura a quattro ruote”e come al solito quando vado a ritirare l’auto, come regalo, me la consegna lavata e incerata. Crischtì lo sai che per tia sempre u’ massimo faccio!” “Ma Calli! Io ti ringrazio ma piove a dirotto è un peccato che hai fatto tutto questo lavoro per nulla” “Scivula megghio la pioggia sulla lamiera incerata e poi pè mia sempre un piacere è”. Ringrazio nuovamente Calli, esco con la mokina smagliante e mi dirigo con calma verso Fresè.
Giungo alla Graficarte in perfetto orario, parcheggio mokina, la guardo e penso “Ma sì accussì bella e lucida che ti avvolgerei nel domopack per proteggerti la vernice da questa pioggia acida e battente!” Intanto citofono “Si? dica!” “Buongiorno sono Izzo ho un colloquio con la signora Gatti” “Si un attimo solo”, passano circa dieci minuti ma non mi apre nessuno, quindi mi faccio coraggio e citofono nuovamente “Ehm sono sempre Izzo e…” “Lo so!” mi rispondono con tono titubante “ma sto aspettando l’autorizzazione da parte della signora per aprirle e al momento è al telefono, deve pazientare”. Prego?! Ho capito bene? L’autorizzazione per aprire il cancello? Avrò mica sbagliato indirizzo e citofonato al bunker dei servizi segreti...di Fresè?!!! Oltretutto “chiove a zeffunni! E lo stesso non mi aprono? Se entro cinque minuti di orologio non si degnano di aprirmi mi catapulto dentro la mokina!”
Molto bene! I cinque minuti sono ampiamente trascorsi quindi“stateme buòn guagliò!” mi giro ed entro in auto, accendo, metto la prima e ovviamente vedo spalancarsi il cancello. Spengo il motore “E mò c’aggia fa? Fantozzi che entra a orecchie basse o à femmena tosta che per principio se ne va? Evvabbuò magari è stata solo una incomprensione meglio che non me lo faccio sfuggire stu colloquio!”. Scendo mi armo di ombrello e varco la soglia “Si accomodi pure al piano superiore la signora Gatti è lì ad attenderla” squittisce una ragazzina dietro il bancone della reception quasi più alto di lei.
Salgo per la scala a chiocciola che mi indica la segretaria e mi ritrovo davvero in un bell’ufficio! Con tanto di scrivania di cristallo, parquet pregiato, una bella finestrona che per fortuna esiste, perché per il momento sono nella penombra...romantico o inquietante, come accoglienza? “Buongiorno…” proferisco timorosa senza ricevere nessuna risposta, quindi simulo un piccolo colpo di tosse sperando che arrivi qualcuno, ma nulla. Trascorre ancora qualche minuto e al limite della sopportazione dico a denti stretti “Mò basta! Fuori ti fanno attendere sotto la pioggia, qua ti lasciano al buio! Ora sono davvero stufa!”, non faccio in tempo a terminare la frase che una specie di raschiapentole con tanto di misero scialle rosso sulle spalle pieno di pelucchi di ogni genere fa il suo ingresso accendendo la luce “Piacere sono Gatti” “Piacere mio, Izzo” e ovviamente al di là della presentazione neanche una parola per il modo, quantomeno strano con cui sono stata accolta, esce dalle labbra salsicciose e spellate della madama sciatta. Anzi, la sciura incalza dicendo “Lei è qui per cosa?” “Ma chest’ è fuori di testa! Ma come qui per cosa? Ma che domande fa? Mi verrebbe da rispondergli non si ricorda per la festa in maschera, in macchina ho pure ò custume è Pulcinella!”. Cerco ancora una volta di contenermi e quasi mordendomi la lingua rispondo “Sono qui per l’annuncio di impiegata commerciale uso lingua inglese” “Ah  sì vabbè, ma l’annuncio diciamo è relativo, in quanto noi bene ancora non sappiamo cosa stiamo ricercando, sa il mondo del lavoro è in continuo movimento e allora spesso spostiamo i commerciali in amministrazione e gli amministrativi al commerciale”. “Ma che è ò gioco dei cantoni che facevamo in cortile durante la ricreazione alle scuole elementari, ma chest’ che sta dicendo?”.
Intanto la raschiapentole prosegue “Siamo un’azienda versatile...” e spalanca le due salsicce spellate che ha al posto delle labbra, mettendo in mostra una dentatura composta da 64 denti, praticamente ò doppio di una dentatura normale considerato che i dentizzulli suoi sono uno sopra all’altro stile giocatori di rugby quando fanno ò mucchione per acchiappare la palla…è che biggiù! “...e poi sa in sostanza dipende anche da molte cose, tipo lei è una donna farà dei figli, ne ha già parlato con suo marito in proposito vero?” “Uè nennella ma fai nà bella cosa: ò liett matrimoniale è bello grande se vuoi ti facciamo spazio in mezzo a noi così senti di che parliamo! Ma cose è pazz!”
Insomma sono qui per un colloquio o per parlare della mia vita privata?! Va bene la pazienza, ma qui stiamo andando un po’ troppo oltre e comincio a fare fatica a trattenere il precario mannaro che oramai scalpita furibondo, cosi’ rispondo “Sinceramente non capisco l’attinenza della sua domanda, oserei dire molto indiscreta, rispetto allo scopo professionale dell’appuntamento di oggi!” “Ma questo è il punto signora Izzo! Noi abbiamo bisogno di gente versatile! Disposta a cambiare reparto molto spesso, che ci dia garanzie, che non ha alcun tipo di progetto familiare, che garantisca la presenza sempre, in poche parole che sia così brava da assicurarci di non ammalarsi mai! Altrimenti come già accaduto, saremo costretti a…”
“Ah è mò ho capito tutto signora Gatti!” “Fantastico! Molto bene! Quindi lei…” “Ho capito perché sono stata quindici minuti sotto la pioggia ad attendere che un’anima pia mi aprisse il cancello, volevate verificare subito se sono fragile di salute e mi prendo facilmente il raffreddore, vero? Ho anche capito che bisogna essere versatili nella vostra azienda, ma quello che è più importante è essere versatili senza figli, mariti, genitori, cani e gatti, insomma senza impedimenti di tipo “umano” che possano interferire con il lavoro...Del resto poi lei stessa è un chiaro esempio di versatilità da un lato imprenditrice dall’altro una Pigotta spettinata che si diverte un mondo con queste farse che dovrebbero essere secondo lei dei colloqui di lavoro!
A questo punto la signora Gatti strabuzza gli occhi, sciattamente struccati e collosi, e spalanca i due wurstel labiali. Io la guardo con un’aria mista tra la rabbia e la commiserazione, mi alzo e le dico solo “Capito sciattona? Statt’ buòn io non ho altro tempo da perdere!” e click le spengo pure la luce, del resto sono na uagliona educata lascio sempre le cose come le ho trovate! Quindi me ne vado e scendendo giù per la scala a chiocciola rovisto nella mia borsa cercando un chupa chupa che avevo preventivamente portato con me, gusto coca cola e…..ironia!
Cristina
Il Precario Mannaro - Prologo
Cap. 2 - Cristina Jones
Cap. 3 -   Alta Tecnologia
Cap. 4 - A luci soffuse 
Cap. 5 -   Incontri spinosi
Cap. 6 - La Fattoria


26 commenti:

Tomaso ha detto...

Cara Cristina, bello questo lungo racconto, vedo che ce dell'ironia sicuramente questo aiuta a superare le mille difficoltà quotidiane.
Prima di tutto con questo freddo è necessario state molto attenti di non prendersi un malanno
poi ogni cosa si potrà sistemare.
Ciao e buona giornata cara amica.
Tomaso

C. Pepe ha detto...

Il tuo modo di scrivere regala sempre sorrisi anche dove scenderebbe una lacrima :) C, xoxo.
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Cavaliere oscuro del web ha detto...

I tuoi racconti sono scritti in maniera encomiabile e con la giusta ironia.
Saluti a presto.

Carmine Volpe ha detto...

proprio belli questi racconti, unica cosa che posso dire è che in genere quando mi sono capitate persone così hanno chiuso le aziende poco dopo

nanussa ha detto...

bel racconto.
ciao buon pomeriggio :)

paola prosperi ha detto...

sembra di essere al tuo fianco leggendo e vivere il racconto in real time! sei fortissima

Cristina Izzo ha detto...

I vostri commenti mi commuovono ma nello stesso tempo mi incoraggiano a non arrendermi nella ricerca e nel contempo a condividere con tutti voi queste mie esperienze.

EriKa Napoletano ha detto...

Brava come sempre, cara Cristina.

Cristina Izzo ha detto...

grazie Erika e tu dolce come sempre :)

nonno enio ha detto...

quando un racconto, pur fantasioso, si rispecchia nella cruda realtà dei giorni nostri dove un essere umano diventa una "cosa" di proprietà dell'azienda. Negli anni 90, quando ero ancora nel consiglio di fabbrica di una ditta di Milano, mi battevo col "padrone" per far assumere i precari ad ogni rinnovo di contratto.... ma allora erano altri tempi, gli scioperi avevano un altro significato e i "parun dalle belle braghe bianche" se volevano produrre dovevano tenerne conto... quanti blocchi ai cancelli alle 7 del mattino... tutti quegli sforzi vanificati oggi dove l'operaio è considerato una cosa "usa e getta"

Lufantasygioie ha detto...

sei stata fin troppo paziente.
Fuori al portone ad aspettare e col temporale,poi....stiamo scherzando?
Buona giornata
lu

Sciarada ha detto...

Ciao Cristina, sugli idioti che hai incontrato non mi pronuncio perché sarebbe tempo sprecato, a te invece dico che se fossi un datore di lavoro, ti assumerei immediatamente oltre che per la professionalità anche per la simpatia e per il valore aggiunto delle lingue parlate: siciliano e napoletano! :-)
Ciao Ambra, un bacio a voi!

Cristina Izzo ha detto...

Si oramai siamo tutti solo dei numeri ed e' veramente dura! Ma io non mi arrendo facilmente.

Cristina Izzo ha detto...

Gia'! Ma la pazienza e' la virtu' dei forti ed io sono tosta! E poi come diceva il grande Toto' volevo vedere stu stupido dove voleva arrivare...

Cristina Izzo ha detto...

Allora aggiornero' il cv! Oltre alle tre lingue indicate aggiungero' pure i due dialetti! E nella sezione INTERESSI invece "assidua produttrice di ironia". Che ne pensi?

il monticiano ha detto...

Qusto post è un enome pezzo di bravura dove c'è di tutto, ironia, simpatia, triste realtà, verità intervallata da qualche battuta nei dialetti siculo-napoletano.
Mi somo molto divertito anche se l'argomento prinicipale è serio.

il monticiano ha detto...

ps. figlio di genitori entrambi siciliani il mio secondo nome è Calogero - (Caliddru)

Carlo ha detto...

Un altro fantastico capitolo di un racconto che, poi, è la storia del quotidiano vivere di tanti giovani. E non solo. Sono sempre piacevoli queste letture, divertenti nonostante gli argomenti che trattano siano di quelli drammatici, del lavoro e dello sfruttamento di chi cerca lavoro. E fanno pensare che, forse, è con l'ironia che dobbiamo vincere questo sistema assurdo in cui viviamo. Ironia e forza d'animo che, sicuramente, non ti mancano.

Buon fine settimana a te ed un saluto anche ad Ambra.

IlCalesse ha detto...

Una lettura brillante e gustosamente ironica!
Buona domenica!
Luci@

raffaella. p. ha detto...

"Bella", mi hai fatto morire.
Sei bravissima... molto ironica e con un pizzico di colore partenopeo...che dire... complimenti... sei fantastica.
Buona domenica

Cristina Izzo ha detto...

Grazie Caliddru per i tuoi complimenti, mi fa piacere averti divertito con le mie "dure" vicissitudini.

Cristina Izzo ha detto...

@ Carlo, IlCalesse, raffaella. p. innanzitutto grazie mille per i complimenti. Continuate a seguirmi ne ho ancora delle "belle" da raccontare....

Ninfa ha detto...

I tuoi racconti mi fanno sempre sorridere perchè sono scritti con grande vivacità, scorrevolezza, bravura...nonchè ironia in abbondanza. Le frasi in dialetto poi danno quella carica in più. Certo ci sarebbe allo stesso tempo da piangere al pensiero che tutto questo è triste realtà. In bocca al lupo per i prossimi colloqui Cristina, arriverà pure quello buono?!

Stefania ha detto...

che bella scrittura. ti aspetto da me. sempre.

Elio ha detto...

Ciao Cristina, sai quanti di questi colloqui ho avuto quando sono uscito dalla scuola nel lontano 1963? L'unica cosa che non potevano dirmi era che avrei potuto restare in cinta (lol). Approfitto per farti un grande augurio di Buon Natale e felice Anno Nuovo e ti prego di girarlo anche ad Ambra ed agli altri colleghi.

Cristina Izzo ha detto...

@ Ninfa grazie mille per l'in bocca al lupo...arriverà pure quello buono? DEVE!
@ Stefania grazie anche a te...ora ci provo a "visitarti"
@ Elio grazie per gli incoraggiamenti sei simpaticissimo :)

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