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giovedì 17 ottobre 2013

I frutti del carcere

Post di Anna T.
Dalle mura di un carcere alle bancarelle di un mercato aperto in un grande cortile  del centro di Milano: un percorso non facile per far conoscere ai cittadini che cosa vuol dire lavorare nelle carceri  e uscire dal carcere per lavorare. L’iniziativa,  realizzata grazie all’impegno di Cittadini Solari X Milano e Comitati X Milano  negli spazi forniti  da  La Cordata,   intitolata appunto “I frutti del carcere” si è svolta  in un bel sabato di inizio autunno. In mostra, e in vendita, il mercato offriva quanto prodotto con il lavoro di detenuti, organizzati e coordinati da una ventina di cooperative sociali dai nomi talvolta suggestivi e significativi, quali Trasgressione o Si salvi chi vuole.
Tra  gli oggetti di artigianato e i cibi  esposti,  c’erano ad esempio articoli di legatoria, quali  agende e scatole, prodotti - nell’ambito di un progetto sostenuto da Ghe Pel Ling, Istituto studi di buddhismo tibetano - dai detenuti del carcere di San Vittore. C’erano anche  borse fatte nel carcere di Opera vendute in uno stand dal nome ironico Borseggi,  e poi bigiotteria, pane, pizze e focacce, dolci e cioccolato, frutta e verdura, salumi e formaggi.
Un esempio per tutti: l’ottimo pane prodotto nel carcere di Opera si chiama Pane buono, perché, si spiega in un volantino distribuito alla vendita “c’è del buono in tutti” e perché il pane, fatto con lievito madre e farine selezionate sotto la guida di un maestro panificatore da  uomini che hanno sbagliato e vogliono ricominciare  un nuovo percorso, “ha in sé qualcosa di potente e significativo”.
Oltre  alla possibilità di acquistare  produzioni carcerarie, contribuendo quindi a incoraggiare chi vuole dare un senso alla propria pena e creare la possibilità di avere un futuro quando uscirà dal carcere perché “imparare un lavoro in carcere è un buon modo per non tornarci più”, la giornata ha offerto, con dibattiti e testimonianze dirette di detenuti, l’occasione per avvicinarsi ad una realtà che molti di noi conoscono assai poco. Si è così scoperto  che nel carcere di  Bollate è stato creato  un vivaio che produce piante da fiore, erbe ornamentali e una piccola collezione di rose antiche, offrendo anche servizi esterni quali  la progettazione e manutenzione di terrazzi e giardini. Oppure che il Gruppo della  Trasgressione (costituito da detenuti, ex detenuti e liberi cittadini) organizza incontri con gli studenti delle scuole. O anche che, ancora a Bollate, è attivo un laboratorio teatrale, al quale partecipano  gli attori detenuti della compagnia, aperto anche ad allievi esterni. E infine, ci ha dato l’opportunità di conoscere le parole di un detenuto che - con una storia di droga e rapine alle spalle - scrive di aver trovato “nuove motivazioni che mi hanno dato la forza e l’appagamento per andare avanti ...  e la consapevolezza che a volte sarà dura ma che ne varrà la pena”.
Anna T.

30 commenti:

Antonella S. ha detto...

Questo dovrebbe essere il vero significato del carcere, non semplice condanna a trascorrere anni a far nulla tra quattro mura ma un modo per reimparare la vita attraverso il proprio lavoro e la propria creatività ed iniziare fin da lì a costruirsi un nuovo futuro.

Bella iniziativa.
Buona giornata.
Antonella

nanussa ha detto...

bella iniziativa!!

ciao ambra felice giornata :)

Melinda Santilli ha detto...

Un'ottima iniziativa, dal momento che in carcere non vanno solo soggetti irrecuperabili!
Un abbraccio

❀~ Simo ♥~ ha detto...

Un post molto significativo come l'iniziativa intrapresa.

EriKa Napoletano ha detto...

Grande iniziativa, cara Anna, il cui esempio dovrebbe essere seguito anche in altre città.

il monticiano ha detto...

La detenzione non deve essere solo punitiva ma piuttosto deve servire a redimere e a reinserire nella società un numero sempre più numeroso di persone.

Luigi ha detto...

ma che belle queste iniziative: ce ne sono alcune simili anche a Verona e credo che promuoverle sia uno dei servizi migliori che si possa rendere alla società!!!

Paolo Falconi ha detto...

Iniziative che avvicinano, cadere pregiudizi, sensibilizzare l'opinione pubblica sulla natura dei problemi di chi è chiamato a scontare una pena, che non per questo cessano di essere uomini e donne con necessità, aspirazioni, sogni ...

Tomaso ha detto...

È sempre difficile dare una risposta, è giusto che paghino ma nello stesso tempo dare a loro la possibilità di rifarsi un domani, ci sono quelli che lo meritano! Ma ahimè non tutti.
Buon pomeriggio cara Anna.
Tomaso

Cavaliere oscuro del web ha detto...

Ci vorrebbero più iniziative simili.
Saluti a presto.

Lufantasygioie ha detto...

dare un senso ad una vita che è stata inutile e dannosa per la società,mi sembra corretto e giusto.
Che ben vengano queste iniziative.
lu

Ambra ha detto...

C'ero anch'io a questo bellissimo mercatino dei carcerati. Potevano essere delle normali bancarelle di articoli d'artigianato di grande qualità, se non fosse che c'era uno schieramento di polizia, vedendo il quale non potevi non sapere di cosa si trattava. Mentre alcuni di loro evidentemente si godevano quella insperata, anche se momentanea, libertà, altri avevano come una cappa che li avvolgeva, forse i più disperati. E' stato bello esserci e dare un riconoscimento sia alle persone che all'iniziativa, acquistando qualcosa.

Cristina ha detto...

Ma dai! ma che bella iniziativa! Peccato averla persa mannaggia!

Galatea ha detto...

Ci vorrebbero più iniziative di questo genere, molti sono ancora recuperabili e lo meritano, ma altri non lo meritano per niente, scusate forse sono troppo dura.

José María Souza Costa ha detto...

Ciao.

Hum, vim ao teu espaço, para lhe desejar um fim de semana bom. Com sol. Sorridente. Com muita Paz Espiritual. Que a compreensão seja a continuidade de uma vida, com paz, sonhos e esperanças. Sempre.
Bom tempo de verão, para quem está na região Sul, Suldeste, Centro Oeste e outras, precisa adiantar o relógio, e para quem não está nessas regiões. Contentamentos, por que Vida segue, sempre e sempre.
Abraços, abraçados.

riri ha detto...

Iniziative che danno un senso ed uno scopo future, perchè il carcere sia educativo ed insegni anche un mestiere. Grazie per questo toccante post. Un caro saluto tutti voi.

Nella Crosiglia ha detto...

Trovo giustissima questa iniziativa , penso che ormai da molti anni sia introdotta in carcere,ma la cosa nuova e' portare i prodotti al consumatore attraverso mercatini o iniziative del genere, che oltrechè donare denaro , spronano appunto il carcerato a migliorarsi.
Sempre iniziative favolose la nostra Ambra!
Bacissimo!

stefanomassa ha detto...

interessante, molto interessante ;)

Sciarada ha detto...

Ciao Anna, ottimi frutti di una società civile che dovrebbe espandersi sempre di più.
Ciao Ambra, un abbraccio a tutti voi; bellissimo header!

Sandra M. ha detto...

Mi spiace proprio di non averlo visto, questo mercatino. Racconti e descrivi l'esempio di come dovrebbe essere, e dove dovrebbe portare, la "carcerazione" : perché senza speranza per il futuro , anche il pagare il debito alla società non ha alcun senso. Così come non ha alcun senso (lasciando perdere la pena di morte, ovviamente) l'ergastolo.

Sandra M. ha detto...

Mi dimentico sempre di scrivere : bellissima la foto dell'intestazione...che luogo è?

Pino Palumbo ha detto...

Interessante post...che fa vedere il carcere come un luogo di "ripartenza" e non di fine!
Un luogo dove "...uomini che hanno sbagliato e vogliono ricominciare un nuovo percorso, “ha in sé qualcosa di potente e significativo”...."
...e questo dovrebbe valere in tutti gli ambiti...quando qualcuno riconosce di aver sbagliato, si deve dare una seconda occasione...!

Ciao a tutti.
Ciao Ambra...

Mirta Luce nel cuore ha detto...

Un carissimo saluto per te!!
¡Un gran saludo para ti!

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Barbara Mugnai ha detto...

...è proprio vero che il lavoro NOBILITA l'uomo...
il FARE accresce l'autostima e la creatività regala spazi reali o virtuali di grande libertà.
Questo tema mi tocca molto e chissà se un giorno avrò l'opportunità di collaborare con qualche struttura penitenziaria... sarebbe un grande onore..
Un saluto e grazie ad Anna per questo post
Barbara

Pupottina ha detto...

bella iniziativa

Carmine Volpe ha detto...

ci passerò appena possibile è una cosa che mi piace

@enio ha detto...

bela iniziativa, peccato che in carcere solo una piccola minoranza è in grado di fare qualcosa

francesco zaffuto ha detto...

le carceri sono una esclusione a cui manca un poi, questa iniziativa si inquadra nel poi, un possibile futuro migliore per quelli che stanno in carcere e per chi sta fuori dal carcere.

Vilma Bellucci ha detto...

Una bella iniziativa, credo che questo tipo di rintegrazione sia importante
bel post... un caro saluto
Vilma

Sandra M. ha detto...

Ciao Anna, sono contenta di rivederti a Milano. A domani!

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