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martedì 1 ottobre 2013

Il Piave mormorò


Post di Giovanni
Alcuni giornali e qualche distratta rubrica televisiva ha cominciato ad accennare all’approssimarsi dei 100 anni della prima guerra mondiale.
Un avvenimento che mi ha creato sempre una certa emozione (anche se ho vissuto purtroppo anche la seconda) per l’intrecciarsi di un avvenimento storico con il ricordo dei racconti dei miei genitori .
Mio padre partecipò a quella guerra e “sento” i suoi racconti (alle volte atroci, se no che guerra era?) e quelli di mia madre.
Dopo aver conseguito la laurea in ingegneria fu chiamato sotto le armi.
I racconti di mio padre e di mia madre si completavano a vicenda.
In questo racconto accennerò ad un fenomeno di telepatia e farò un esempio di come il destino decide delle nostre vite.
Mia madre aveva visto partire per il fronte l’allora suo fidanzato che dopo aver conseguito il grado di sottotenente di artiglieria era stato subito spedito in prima linea sul Montello (sì sull’altura che domina il Piave  “il Piave mormorò non passa lo straniero ….” cantavano i soldati). [*]
In una notte di fine ottobre del 1918 mia madre fece un sogno che tanto ebbe a turbarla (telepatia). Sognò mio padre in gravissimo pericolo: proprio quella notte egli guadava il Piave sotto il fuoco nemico. Accompagnava gli “Arditi” con il compito di segnalarne la posizione alla sua batteria.
Sul Piave fu fermato l’esercito Austriaco , che dopo la rotta di Caporetto, era dilagato in Friuli. [**]
Sul Piave combatteva anche il padre di mia moglie. Il destino aveva stabilito che in seguito quei due giovani ufficiali sul Montello si sarebbero imparentati per via del mio matrimonio.
Io sono nato in Sicilia, mia moglie a Udine “la capitale della guerra”.
Mi astengo dall’accennare agli orrori di quella  notte sul Piave. Mi basta aver adombrato l’aspetto sentimentale.
Giovanni

[*] L’inno contribuì a sollevare il morale delle truppe al punto che il Generale Armando Diaz, comandante supremo, inviò un telegramma all’autore scrivendo che egli (G. Gaeta) aveva giovato alla riscossa più di quanto avesse potuto fare lui stesso.
[**] L’attacco italiano nella notte del 24 ottobre 1918 fu decisivo. L’esercito austriaco stremato dai combattimenti con gli alleati fu sbaragliato. Quella notte passò alla storia come “LA VITTORIA DI VITTORIO VENETO”. Una delle poche glorie nazionali.
Voglio ricordare che mio padre fu uno degli ultimi “cavalieri di Vittorio Veneto”. Una onorificenza concessa negli anni 50 ai combattenti.
Spero che qualche erede di quei combattenti legga queste righe . Mi unirei a loro per un ricordo commosso. Forse non solo io....


32 commenti:

Melinda Santilli ha detto...

Bellissimo post, è un pezzo di memoria che dev'essere conservato per il nostro paese, per non dimenticare.
Grazie

Tomaso ha detto...

Caro Giovanni, un post che tutti dovrebbero leggere, e non dimenticare che è stato li l'inizio della nostra unita Italia. Quei giovano cosi detti! del 99 hanno datola loro giovane vita, per una Italia, che purtroppo oggi non si riconosce più.
Tomaso

Galatea ha detto...

A volte è comodo dimenticare, è molto meno doloroso, ma è anche più pericoloso perché senza memoria tutto può ripetersi. Noi italiani abbiamo la facilità di dimenticare con molta facilità.

Cavaliere oscuro del web ha detto...

Bisogna ricordare sempre, finché le atrocità della guerra non si ripetano, ma spesso l'uomo ha la memoria corta.
Saluti a presto.

EriKa Napoletano ha detto...

Anche mia madre mi raccontava spesso delle atrocità della guerra, delle paure, delle rinunce...Grazie, Giovanni, per aver condiviso con noi questi tuoi ricordi. Un caro saluto a tutti.

nanussa ha detto...

la guerra che orrore...... sai me ne parlava spesso mio nonno.....
l'uomo puo' essere davvero feroce e con la guerra si vede tutta la sua natura vera!!

un caro saluto.

RobbyRoby ha detto...

Grazie per questo post. Che atrocità, che orrore la guerra. Mia nonna mi parlava della prima guerra mondiale-

Carla, i colori...pensieri della mia mente. ha detto...

Ottimo...il ricordare non è mai abbastanza...e non si devono mai annullare le pagine di storia. ciaooo

Gabe ha detto...

grazie di aver condiviso con noi questo pezzo di storia

Beatris ha detto...

Pagine di storia, di orrori, di atrocità, di paure e di povertà che la guerra ha lasciato nella memoria di tanti nostri cari, non svaniranno mai... e tanti loro racconti saranno ricordi per le nostre menti!
Quanti terribili racconti fatti da mio padre della seconda guerra mondiale...
Buona giornata da Beatris

Rakel ha detto...

Sono pezzi di storie e di memorie vissute dai nostri padri.
Bisogna sempre ricordarle.
Buona giornata
Rachele

Fiori di zagara ha detto...

La memoria del passato ci deve guidare nel futuro ,poichè niente avviene se non c'è un legame di ciò che è stato : la storia degli uomini nasce da quello che è stato seminato. Passato presente e futuro sono legati indissolubilmente. Buona giornata

doc ha detto...

Sono reduce da un giro in Friuli finalizzato a visitare i luoghi della memoria della prima guerra mondiale.Mi avevano sollecitato a ciò i reportages pubblicati su Repubblica da il grande scrittore di viaggi che è Rumiz.Ciò che mi ha colpito è stata la sine cura con cui sono trattati i luoghi di una memoria storica di popolo.Ricordo che abbiamo avuto 600000 morti prevalentemente soldati,per una guerra forse evitabile.Di converso ho visto il miglior museo della grande guerra didatticamente perfetto a Caporetto che ora è in Slovenia. Pure il cimitero di guerra italiano ,a Caporetto,è meglio tenuto di Redipuglia.Comprendo molto bene la sollecitazione affettiva insita nel post di Giovanni e il suo richiamo alla memoria.doc

Ambra ha detto...

La mia memoria della guerra, la seconda, è indiretta (sono nata insieme a lei) e passa attraverso l'ansia che, ancora piccolissima, percepivo in mia madre e a raggio più ampio, attraverso la turbolenza legata ad alcuni eventi, che avvertivo intorno a me per la strada o tra i discorsi della gente, dal significato a me magari incomprensibile, ma fluenti di angosce e terrore.
Non è la memoria che impedisce il ripetersi della guerra, altrimenti oggi non ce ne sarebbero più. Le guerre non rappresentano solo un pezzo di storia, ma anche una spaventosa inutile esperienza vissuta da milioni di persone a più riprese nell'arco dei secoli. La memoria "deve" essere tramandata alle generazioni future ad onore e rispetto di chi per destino e per disgrazia ha dovuto vivere la guerra sulla propria pelle. E sono stati tanti.

Pupottina ha detto...

una bella ed interessante testimonianza storica!

Lufantasygioie ha detto...

quante lezioni di vita...la guerra e le sue tragedie...ma l'uomo non ha mai imparato niente
Lu

nonno enio ha detto...

il Piave mormorò: non passa lo straniero...

☼ France ha detto...

Bonjour que de tristesse en regardant ta photo bisou et bonne journée

Alessandra ha detto...

bello il tuo racconto..molto emozionante..un passato sempre presente nel cuore di chi ha vissuto quei tempi

Giovanni ha detto...

Cari amici grazie per aver condiviso con me oltre che il ripudio della guerra in generale, anche il ricordo un poco sbiadito ( specie per le generazioni più giovani o meno vecchie) dei ragazzi del ‘99 Artefici della vittoria di VITTORIO VENETO.
Giovanni

il monticiano ha detto...

...e quella del '15-'18 credo, fu l'unica guerra che l'Italia vinse grazie agli eroici soldati di ogni parte d'Italia.
Un salutone e grazie per questo ricordo,
aldo.

CQUEK ha detto...

thanks for sharing.

José María Souza Costa ha detto...

Ciao, buongiorno.

In primo luogo, voglio augurarvi un buon fine settimana. Lo splendore della luce divina, illumina la sua anima. Il sole, è la compensazione dei vostri pensieri. Sto aspettando per voi nel mio blog, è il tuo commento che nobilita spazio Aqueel.
Abbracci dal Brasile.

@enio ha detto...

ambra, aspettando il momento che tu riprenda a postare di là, ti auguro un buon fine settimana

Carmine Volpe ha detto...

bel racconto fra storia e racconto personale molto avvicenti fatti di storie molto italiane, anche io quella guerra la conosco dai ricordi di mio nonno che ha raccontato tutti i dettagli, è la memoria degli eventi che non bisogna dimenticare perchè siamo tutti figli di quei fatti di quelli eventi che ci appartengono

Nella Crosiglia ha detto...

Ma che bella storia Giovanni, fatta di amore , guerra , destino, ricordi.
Quei ricordi che noi dimentichiamo spesso..troppo spesso..
Grazie di cuore!!!!!

Alessandra ha detto...

Anche mio padre ci raccontava sempre, a me e ai miei fratelli....Lui ha partecipato alla seconda...e sempre ci ha parlato di grande solidarietà ed amicizia tra soldati, tra la gente, risparmiando a noi bambini il racconto degli orrori che vide e che portò comunque dentro di sé per tutta la vita. I nostri padri sono stati dei grandi.....dove sono finite le persone come queste?

Costantino ha detto...

Tanti bravi ragazzi uccisi o feriti...è questa la guerra!
Speriamo che non ce ne siano più di guerre.

cristina ha detto...

grazie Giovanni per avere condiviso con noi questo emozionante spaccato di storia

Sandra M. ha detto...

Anche io "sento" la voce della mia nonna: lei era nata nel 1900, sicché la sua giovinezza passò tra ben due guerre mondiali. Mi parlava spesso, soprattutto, ..." di quei bambinetti del '99 ", i richiamati appena diciottenni. "Quelle povere mamme..." diceva sempre la nonna.

Elio ha detto...

Ciao Giovanni, c'era anche mio nonno il quale mi parlava sempre dell'incompetenza di certi ufficiali che li mandavano all'attacco senza prima aver fatto una ricognizione. Alla fine tutto si è risolto, ma, come dice Tomaso, gli uomini non hanno imparato niente. Dalla seconda guerra mondiale in poi non c'è mai stato un periodo di vera pace. E se fossero le multinazionali delle armi che le provocano? Buon fine settimana.

Anonimo ha detto...

grazie quei ragazzi de 99 erano eroi italiani di cui dobbiamo esserno fieri ricordarli sempre , nella speranza che gli italiani tornino ad avere i valori di allora oggi inesisteti

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