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Benvenuti nel blog collettivo creato da Ambra

domenica 3 ottobre 2010

Un’abitudine tutta italiana

Le vacanze che preferisco sono quelle nelle grandi città del mondo, possibilmente fuori dagli itinerari turistici classici, per comprendere e vivere al massimo lo spirito delle società che mi ospitano.
Non avendo grandi possibilità per ora non ne ho viste molte, ne cito alcune: Bruxelles, Berlino, Lisbona e quest’anno Barcellona.
Immagino che le prossime saranno Londra e Parigi, poi vorrei vedere Madrid e Atene.
In questi viaggi ho notato un comune denominatore che differenzia queste società in modo molto marcato rispetto a città italiane come Milano e Roma.
La cosa principale che si evidenzia è l’atteggiamento nei confronti della propria città e quello verso il turista.
In entrambi i casi si nota all’estero rispetto e ordine, anche a Lisbona e a Barcellona, società che gli economisti indicano come molto più povere ed arretrate della nostra, per salire sugli autobus si forma una fila rigorosa che si rispetta fino al proprio turno. Se non hai il biglietto lo puoi fare direttamente sul mezzo, i semafori funzionano tutta la notte senza dare l’impressione che lo Stato dopo una certa ora si ritiri dai suoi obblighi, i taxi hanno prezzi ragionevoli e si fermano ad un cenno della mano, le reti dei trasporti pubblici sono capillari e razionali, le indicazioni anche per uno che non conosce le lingue sono più chiare e semplici a Berlino che a Milano.
Altre cose che saltano subito all’occhio come vistose differenze sono i dipendenti delle stazioni metropolitane, distinguibili da divise appariscenti e pronti a farsi in quattro per dare aiuto al turista.
Per quanto riguarda i prezzi degli alberghi non c’è alcun confronto che possa essere nemmeno lontanamente fatto con la situazione italiana, ho soggiornato in un albergo quattro stelle nel centro di Berlino e quest’anno in un due stelle (ugualmente centrale) di Barcellona, la pulizia, la gentilezza e l’abbordabilità delle tariffe è stata in entrambi i casi molto superiore a quella di un qualsiasi albergo della riviera romagnola.
Nei ristoranti medesima impressione, non ci sono sorprese quando presentano il conto, non approfittano di bevande e coperto per duplicare la cifra, lo scontrino fiscale non devi mai richiederlo e nessuno ha mai cercato di ingannarmi con listini modificati o voci aggiuntive delle quali ti accorgi solo alla fine.
Probabilmente l’atteggiamento del turista che visita una città è spinto da entusiasmo che porta a vedere solo le cose positive, ma anche considerato questo aspetto sono troppi e troppo evidenti le differenze tra le città che ho visitato e quelle italiane per non sottolineare una differenza di mentalità abbastanza rilevante.
Soprattutto a Berlino e Barcellona ho notato che le risorse pubbliche vengono impiegate per tenere alti, direi altissimi, i servizi delle città.
Parlo di servizi pubblici, ma anche di sicurezza delle strade, pianificazione urbanistica, controllo del territorio, arredo urbano, qualità dei materiali usati (a Barcellona non c’è un buco per le strade ed anche i tombini sono allineati in modo da non dare noia all’andatura dell’automobilista, per non parlare delle barriere architettoniche e della gestione della viabilità).
Nella città spagnola ho soprattutto notato la quasi assenza di cartelloni pubblicitari, la città è alberata e quello che vedi non sono cartelli commerciali o armadietti di plastica fatiscenti con le centraline dei semafori (sono interrate, vedi solo un tombino), ma la splendida architettura della città (evidentemente regolata da piani urbanistici più che da speculazione edilizia) e le razionali indicazioni stradali.
Tutte le risorse che nel nostro paese vengono impiegate per dare appalti ad aziende amiche che forniscono prodotti inutili o scadenti al cittadino a prezzi esorbitanti, altrove sono investimenti utili e funzionali che servono a tutti, cittadini o turisti che siano.
Sono cose che si vedono subito, è come se si toccasse con mano in che cosa vanno a finire le tasse pagate dal cittadino, lo vedi per le strade, è una cosa che utilizzi tutti i giorni e che serve per elevare e semplificare la tua vita quotidiana.
Il rispetto per le proprie città, all’estero, si evidenzia nel rispetto per il turista che si reca a visitarle, è come se lo si volesse ringraziare per la sua visita e si capissero le sue motivazioni.
In Italia la mancanza di rispetto per il territorio, abbandonato alla speculazione degli affaristi e delle mafie, si traduce nell’incapacità di comprendere le motivazioni del turista che viene quindi disprezzato (cosa sarà venuto a fare qui questo idiota?) e visto come occasione di furto o truffa.
Non vorrei dare l’impressione di idealizzare le città estere nei confronti delle nostre, per questo bisognerebbe chiedere a chi abita lì ed a chi si reca in Italia come turista per avere una visione obiettiva al massimo, questo non toglie che alcuni dati di fatto siano talmente evidenti da risultare perfino sconcertanti se confrontati, soprattutto considerata l’elevata richiesta di tasse al cittadino italiano e l’impossibilità di vedere concretamente in che cosa vengono impiegate, è questo il sintomo della patologia corruttiva e criminale della nostra società, ben oltre la soglia fisiologica degli altri paesi occidentali, Portogallo compreso.
Soprattutto quest’anno il rientro a Milano è stato abbastanza deprimente, e non tanto per la fine delle vacanze, quanto proprio per il confronto tra il mio arrivo nella stazione centrale di Barcellona, pulita, razionale, con commessi che aiutano nell’utilizzo dell’acquisto del biglietto e nelle indicazioni delle linee metropolitane di fortissimo impatto visivo e chiarezza, e l’arrivo a Milano, nella stazione centrale, buia, cupa, umida, con disordine e disorientamento di gente che vaga alla ricerca di un percorso, nelle linee metropolitane segnalate in modo irrazionale (tanto che ho dovuto rifare lo stesso percorso due volte prima di trovare il collegamento tra linea gialla e linea rossa!), gli unici investimenti (e cospicui) che si vedono alla stazione di Milano, come in tutta la città, sono quelli relativi al commercio, alle pubblicità, agli slalom tra negozi vari ed esercizi commerciali, non sei un cittadino che sta fruendo di un servizio e che deve essere agevolato al massimo, sei un povero diavolo che capita lì per caso e del quale si deve approfittare (estorcere) il più possibile.
Ecco, è questa la conclusione delle mie riflessioni.
E’ questa la differenza più evidente tra l’Italia e gli altri paesi.
Fabio

14 commenti:

Carmine Volpe ha detto...

un dieci e lode per questo post. quello che tu dici è una triste realtà in Italia il turista si sente "rubato" non è dappertutto cosi ma in molte zone si, io ricordo una spiaggia nel lazio dove per scendere dovevi pagare, non è per l'euro che devi dare ma è per la modlaità, visto che la scala per andarci era rotta. Ricordo un albergo a taormina 4 stelle stanza da 6mq 300 euro. Oggi il turista è cambiato e quindi sceglie con maggiore misura la politica del turismo ahimè no

Cavaliere oscuro del web ha detto...

In Italia ci sono molte risorse non sfruttate e condivido con le tue riflessioni.Bisogna avere più rispetto del turista,solo cosi si riesce a mantenere prospettive buone anche per il futuro.Felice serata,saluti a presto

Stella ha detto...

Abbiamo tanto da imparare noi italiani!

il monticiano ha detto...

Io oltre ad esserci nato, risiedo a Roma da ottant'anni e non hai tutti i torti riguardo quello da te scritto in questo post. Qualcuno se ne risentirà, com'è ovvio, ma credo, la mia è un'opinione del tutto personale, che ci si senta qui come saziati dal turismo e si finisce col dire "tanto qui ci vengono da tutte le parti del mondo, comunque".
La nostra Stazionme centrale Termini è come quella di Milano se non peggio, un bazar.
Riguardo il post precedente e ai versi di Giorgio, varie volte la "Signora in nero" mi è passata vicino e non è stato piacevole.

Ambra ha detto...

Ciao Fabio. Non posso che condividere le tue osservazioni sull’ordine, l’organizzazione, il senso civico, la ottimale gestione delle risorse in Barcellona così come la mancanza di una segnaletica razionale e il caos che caratterizzano la Stazione Centrale di Milano o quella di altre città italiane.
Tuttavia l’Italia non è solo questo, ma questo è un altro discorso.
In realtà, se non conoscessi Barcellona, sarebbe difficile per me cogliere dalle tue parole lo “spirito della società” che vi abita e più ampiamente della città, che, sì, ha tutte le caratteristiche di un governo cittadino responsabile, ma non si distingue sotto questo aspetto dalla maggioranza delle città europee.
Così si ha una visione piuttosto limitata di Barcellona, di lei si ha un profilo politico-amministrativo che non riesce ad evocare l’atmosfera e “lo spirito della società” che in questa città favolosa vive, lavora e si diverte.
La differenza con altre città del mondo con le quali c’è il comune denominatore di ordine ed organizzazione, la fa la storia, la tradizione e i segni lasciati da chi in quella città nelle varie epoche ha vissuto e che ha prodotto la società di oggi.
Una società che ogni giorno si confronta non solo con una viabilità che rende il traffico scorrevole, ma anche con la sua architettura antica e moderna, i suoi musei, le mostre e gli eventi di varia natura ospitati nei suoi palazzi più importanti, così come il paesaggio e l’ambiente in cui giace.
Senza dimenticare poi la sua caratteristica arte gastronomica con i ristorantini dove si può gustare un menu catalano che mette insieme i sapori di mare con quelli di terra come la paella o i locali dove si gustano le tapas.
Parlare di Barcellona seguendo solo le tracce del buon governo locale e ignorando quelle particolarissime ed uniche al mondo di Guadì - solo per fare un esempio – non riesce a completare il quadro della società locale né a tratteggiarne lo “spirito”.
Se no qual è la differenza fra Barcellona e Berlino, caratterizzate entrambe da “rispetto e ordine” eppure profondamente diverse?

Dual ha detto...

Condivido con te l' idea che le vacanze vanno fatte lontano dagli intinerari turistici per capire davvero il paese e le usanze che trovi. Un saluto ed un sorriso
Gio'

Erika ha detto...

Molte volte vengo accusata di essere esterofila. In Italia ci sono tanti bei posti da vedere, lo so benissimo ... Ma, come dici tu, all'estero gli alberghi costano molto meno che da noi, in molti paesi al ristorante non si pagano il servizio ed il coperto (vedi la Germania dove sono stata recentemente),se devi attraversare la strada gli automobilisti si fermano molti metri prima delle strisce pedonali e non si spostano fino a quando tu non sei passato dall'altra parte.Durante i miei viaggi in Europa ed in Giappone , quando mi fermavo per controllare una mappa o cercare una via, molti sono stati i passanti che si fermavano chiedendomi: Can I help you?
A Stoccarda, nella stazione della metropolitana ci sono degli addetti che ti aiutano nella scelta dell'acquisto dei biglietti presso i distributori automatici.E poi ammiro la pulizia: non vedi mai una carta, una cicca per terra. E questo non solo nelle capitali ma anche nei paesini che amo andare a scoprire.
Sono meridionale ma spesso me ne vergogno: ogni volta che prendo un volo da Bari, quando arrivo a destinazione e percorro il corridoio per raggiungere l'uscita, per terra, lungo le varie file di poltrone, ci sono carte,, bicchieri, fazzoletti, fogli di quotidiani , briciole ...Siamo incivili, purtroppo.
Qualche tempo fa ho sentito alla TV che soggiornare una settimana a Lampedusa costava, in un appartamentino, 2000€ a settimana. Non ti sembra esagerato? Ecco perchè io preferisco andare in Croazia o in Grecia.
Un caro saluto
erika

Pupottina ha detto...

hai proprio ragione!
la mente degli italiani funziona così.

buon inizio settimana ^___________^

enrico ha detto...

Di certo la mentalità italiano verso il turismo è una mentalità di rapina, dovuta alla convinzione che tanto con quello che abbiamo, vengono lo stesso. Una mentalità miope di cui cominciamo a vedere le conseguenze, quando il turismo cresce a casa dei nostri vicini e langue da noi. Per il resto e per come siamo governati, pare con sconcerto che agli italiani vada bene così....
Per le capitali, ti suggerirei Praga che a mio parere a parte Parigi Londra e Roma, ovviamente,mi è parsa la più bella d'Europa (mi manca solo Tirana , La Valletta e Kishinau, ma credo che non entrino nella top ten)

Fabio ha detto...

ciao Ragazzi, grazie a tutti per i commenti.
@Ambra, capisco bene quello che dici, ma la nostra attenzione si sofferma maggiormente su quelle che sono le nostre sensibilità e le nostre "priorità mentali". A me interessa poco il clima storico o gastronomico o artistico, sarebbe troppo deterministico dare la spiegazione di come siamo trovando spiegazioni a posteriori nella storia, perchè storie molto simili hanno prodotto risultati opposti.
Preferisco guardare l'oggi in prospettiva del futuro, per responsabilizzare tutti bisognerebbe a mio avviso smettere di guardare alla storia e dire che siamo il prodotto di essa. Siamo il prodotto di come ci comportiamo quotidianamente, del nostro voto, del nostro vivere ogni giorno. Questo è il mio pensiero, ed ognuno è responsabile al 100% della realtà che viviamo.

Sette Passi ha detto...

Ciao Fabio,
forse mi conosci già. Il tuo articolo, che ho trovato oltre che interessante molto concreto e diretto, parla infondo di una triste realtà ... tutto potrebbe ridursi al solito luogo comune, mafia, mal governo ecc ecc. ma la verità è che per l'80% degli italiani le cose stanno bene come stanno ... solo il 10% della popolazione avrebbe il coraggio di gridare " BASTA " ( e lo fa )ad un fenomeno che, come da te esaurientemente esposto, riguarda ben oltre che l'urbanistica e il turismo!Oltretutto mi chiedo se " uccide " di più la mafia o l'omertà!... ma so che non ti dico nulla di nuovo. Sono con te, in ogni tua singola frase, ma se ti va concedimi una piccola critica: molti turisti stranieri, fanno da noi quello per cui verrebbero multati o arrestati nel loro paese ... ma questa è tutta un'altra storia, posso solo dire che qui da noi è Natale tutto l'anno! Lo sanno tutti che chi sbaglia, paga poco e male! Complimenti per il tuo bellissimo articolo. ciao.

nanussa ha detto...

Il post e' molto interessante, certo si potrebbe parlare per ore.

Sandra Maccaferri ha detto...

Amo l'immersione nelle città del mondo; ma per periodi brevi, magari (potendo) frequenti e ripetuti: Preferisco i silenzi e gli spazi "larghi" con profondi orizzonti tipici di luoghi con poca fauna umana. Le città che citi sono mooolto diverse tra loro ma è vero che il senso di civile convivenza, che tu hai rilevato, le possa accomunare. Ora, io manco da Milano da parecchio. Soprattutto non frequento più da molti anni luoghi nevralgici quali le stazioni metro e dei treni...tanto degrado?
Certo le cattive abitudini e lo scarso senso civico, è vero, un po' ci appartengono. E' amgnifico, quasi ovunque in Europa, poter contare su ordinate e pazienti file in ogni luogo pubblico, per esempio, dal fornaio piuttosto che alla fermata del bus. Anch'io invidio tutto ciò.

Blogger ha detto...

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