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venerdì 8 ottobre 2010

Elogio della follia (vera)

Ma esser folli che significa? la follia è la normalità, il conformismo, gli schemi a cui dobbiamo o meglio vogliamo sottostare tutti i giorni.
Se potessimo guardarci realmente da
fuori come siamo capiremmo che in realtà non siamo nemmeno quello che agli altri "quei maledetti altri" piacerebbe noi fossimo.
Ci sforziamo ogni giorno per essere quello che nel profondo di noi stessi in realtà non siamo, nella speranza di dare al prossimo la percezione di quello che noi auspichiamo pensino di noi, non rendendoci conto che perdiamo in realtà quello che fondamentalmente siamo.
Cerchiamo di accontentare la società, la famiglia, il datore di lavoro illudendoci che questo sia veramente l'essenza della nostra felicità..una ricerca continua e spasmodica di conferme, approvazioni che facciamo nostre non vedendo nella loro profondità che pure queste son dettate solo da biechi conformismi del tipo "che bisogna dire che bisogna fare"... ma preferiamo non andare oltre, restare nella condizione di "ignoranza convenevole"  fermandoci al semplice commento positivo e condurre così in tal modo la nostra vita.
Ma non è follia questa? Reprimersi, castrarsi anche in situazioni in cui se ne potrebbe fare decisamente a meno? non ascoltando davvero il proprio cuore nel profondo? Mettere da parte se stessi. Guardarsi allo specchio e illudersi di vedere riflessa "la propria" immagine? (mi vien da chiedermi : propria? ma siete sicuri di essere proprio voi)?
Io ritengo che la follia sia questa...quella che tutti definiscono normalità.
Cristina
Dipinto"Nozze di Cana" di Paolo Veronese
Particolare "Il buffone" da Museo dei Ragazzi
Palazzo Vecchio . Firenze

8 commenti:

Giada ha detto...

Questo post mi ha fatto pensare alle catene che ci fabbrichiamo e ci mettiamo da soli (anche io lo faccio, ahimè).
Mi ha fatto venire in mente anche la "piccola ape furibonda" Alda Merini...
Un caro saluto, Giada

Cavaliere oscuro del web ha detto...

La mancanza di proprie idee e reprimere il prorio io è veramente una follia.Io sinceramente sono molto anticonformista e devo sempre avere una mia idea ,anche se a volte rimane solo il mio parere contro tutti.Serena giornata a presto

enrico ha detto...

ma la follia non c'è più è stata abolita per legge.

Carla, i colori...pensieri della mia mente. ha detto...

Putroppo nella vita ci troviamo molte volte a reprimere noi stessi oppure ad assumere atteggiamenti diversi "per il quieto vivere".
Ho lavorato per tantissimi anni, praticamente tutta la vita, ed il lavoro tanto d'ufficio tanto razionale, mi portava a contenere tutto il mio entusiasmo creativo...ma per la conservazione del posto di lavoro e naturalmente tutti i doveri che ne derivavano (reddito per la famiglia)ho dovuto soccombore e "tarpare" la mia personalità, mascherando anche a volte il desiderio di buttare in pattumeria tante cartacce.
Io non so se è follia...(ho i miei dubbi)..

ciaoooo e buon pomeriggio

nanussa ha detto...

ciao, quando ero adolescente 15-16 anni vivevo come ero io realmente, la maggior parte andavo contro regole....io vivevo bene ma gli altri mi vedevano diversa perche' forse "loro" erano folli.
Purtroppo crescendo e con il passare degli anni mi sono accorta che quella mia normalita' non era capita e non funzionava nella societa' moderna.
Purtroppo il mondo di oggi e' pieno di falsita', apparenza, sei giudicato da come ti vesti oppure se ricopri un ruolo importante, etc
ma non sei mai apprezzato per quello senti dentro.
La maggior parte della gente si adegua .....in caso contrario non potrebbe esistere nella societa', non potrebbe lavorare, avere amici, etc.
si hai ragione siamo tutti folli!!
Questa e' la vera follia.

Sandra Maccaferri ha detto...

E' forse di poco valore ma mi viene da citare , di getto, un banale e forse trito luogo comune quale "in medio stat virtus".
Non nel senso di imparare a "barcamenarsi" ma ...un po' più "alla Orazio" : c'è una misura nelle cose.
Le interazioni sociali sono assolutamente necessarie per vivere in modo equilibrato e ciò comporta degli aggiustamenti e delle limature al proprio sentire ed ai comportamenti. Questo non può e non deve voler dire cieco conformismo . E' l'abile esecizio dell'equilibrio tra l'esprimere se stessi in piena libertà e le barriere che sembrano a volte stritolarci.

Carmine Volpe ha detto...

Credo che bisogna andare oltre le aspettative degli altri, è un processo un po' lungo di elaborazione personale, magari c'è chi ci arriva prima per altri e non è facile, ma il mettere in discussione aiuta, personalmemte è stato come se la vita mi avesse chiesto di fare qualcosa per me e non per soddisfare le aspettative altri, io ci sono arrivato a 45 anni suonati e della mia "follia" non sono per nulla pentito.

Cristina ha detto...

Grazie mille per le vostre risposte, è vero a volte come si suol dire per sopravvivere bisogna dare "un colpo al cerchio ed un colpo alla botte ed attaccare il carro dove vuole il padrone"...l'importante è essere consapevoli a mio avviso che si tratta di una costrizione dettata da situazioni a cui non possiamo negarci per svariati motivi...quello che a mio avviso "fa paura" è l'autoconvincimento di esserne felici

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