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lunedì 28 dicembre 2009

L’ignoto che verrà

E’ da un po’ di tempo che, al concludersi di un anno e all’ apprestarmi ad entrare in un altro, provo un irrazionale senso di paura e quasi di vertigine.
Poi tutto passa nel giro di poco, ma la sensazione è uguale a quella che ho quando
inizio un viaggio in un Paese poco conosciuto.
Sicuramente ad oggi l’atmosfera che si respira non è delle migliori per guardare al futuro, bombardati come siamo da notizie catastrofiche, pessimistiche, ansiogene e ricche di sospetti.
Ma allora penso che se i contemporanei delle invasioni barbariche, delle crociate, delle guerre intestine del Rinascimento, della Rivoluzione francese, delle guerre civili, ecc. avessero avuto la televisione con tutti i suoi TG e le sue trasmissioni pseudo informative e i suoi astiosi dibattiti e avessero letto i giornali ricchi di articoli pieni di allarmismi e incertezze, sicuramente avrebbero avuto le mie paure ad affrontare un nuovo anno.
Comunque Buon Anno.
Donata Povoleri
cc alicepopkorn NoDerivs

1 commento:

Ambra ha detto...

Quanto all'ansia verso quello che riserva il futuro, non credo sia andata meglio per i nostri antenati. Certo non potevano leggere il giornale o, peggio, ascoltare il telegiornale. Ma quanto ad avvenimenti che presagivano disastri tremendi nei secoli non sono affatto mancati. E i disastri si sono puntualmente verificati. Guerre e battaglie ininterrotte, la peste, il vaiolo, le impiccagioni. Comunque è vero che ogni cambiamento sia reale che simbolico rappresenta un po' la morte di qualcosa e la paura di quello che segue e che non conosciamo e sono quindi d'accordo, cara Donata, con i tuoi sentimenti.

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