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martedì 24 novembre 2015

Non è la giovinezza


Giovanni Carpanetto, Giovinezza, 1909
Quando è orario d'ufficio, per la strada, al supermercato, incontri solo vecchi.
Sul bus ci sono solo loro e, a volte, c'è chi si arrabbia col manovratore perché non accosta vicino al marciapiede. E non importa se non lo può fare per via del parcheggio selvaggio di qualcuno proprio dove c'è la fermata dell'autobus. Il vecchio non vede, non giustifica.
E' diventato irragionevole, pensa solo che per lui scendere è più faticoso e ne ha colpa l'autista. E' diventato egoista. Spesso i vecchi sono rabbiosi, forse proprio a causa delle mille limitazioni, dei muscoli che si debilitano, delle ossa che diventano fragili e ad ogni movimento fanno male.

Ma se sali sul tram o su un qualunque mezzo pubblico nell'orario di uscita dalla scuola, alla prima fermata, esso si riempie in un attimo di ragazzi. Hanno i visi dalle guance lisce, gli occhi brillanti, lo sguardo vivace, si spingono, schiamazzano, ridono e parlano a voce alta. Fanno simpatia e allegria.
Non puoi fare a meno di sentire quello che si dicono, parlano un loro linguaggio, hanno il cellulare in mano che a tratti li richiama al loro circuito personale, speciale. Qualche volta è la mamma che chiama, per sapere se sono già vicini a casa, sapendoli affamati per il pranzo. Vivono con leggerezza, quasi non si accorgono degli altri, proiettati all'interno del loro cerchio.
Le loro voci infastidiscono solo quelli che non ricordano più la loro giovinezza.

A tratti li guardo con una sorta di malinconia. Così lontana dalla mia, la loro percezione di vita!

Un giorno mi ha telefonato un amico carissimo. Non lo sentivo da tempo e la sua voce è stata come una folata di gioia. Gli ho chiesto "Come stai?". Mi ha risposto "Invecchio".
Quella parola mi è penetrata dentro dandomi il senso e la misura del suo significato.

Nostalgia della giovinezza? No, non rimpiango la gioventù, che è comunque un'epoca difficile della vita, perché ancora non hai gli strumenti per difenderti dalla sofferenza o quanto meno per riuscire a resistere ad essa.
No, non la rimpiango affatto. E' qualcosa d'altro e di diverso.

E' l'aver vissuto con scarsa consapevolezza i giorni di una stagione che si è bruciata in un attimo.
E' quello che potevo fare e non ho fatto durante la mia giovinezza, perché anch'io l'ho vissuta con leggerezza, distratta dall'ansia di vita che mi premeva d'intorno, disattenta, proiettata nel cerchio delle mie emozioni, senza curarmi d'altro.
Ecco, è questo quello che rimpiango.

Ambra



41 commenti:

Cavaliere oscuro del web ha detto...

Ognuno di noi ha qualche rimpianto, ma ogni età ha i suoi pro e contro.
Saluti a presto.

Arwen Elfa ha detto...

Non è detto che la vecchiaia abbia solo lati negativi, quantunque essi siano quelli che di solito vengono più sottolineati. Invece io penso che ogni età abbia pregi e contemporaneamente difetti .....
Un saluto grande Ambra, buon pomeriggio e migliore settimana appena iniziata

silvia de angelis ha detto...

Ogni epoca della vita ha le sue peculiarità, che è difficile, in quel momento, vivere nella loro particolare essenza....solo la velocità del tempo che passa, sa segnare quei battiti, in una dimensione di profonda consapevolezza...
Molto bello leggerti, Ambra, e condivise le tue attente osservazioni
Un abbraccio, cara,silvia

Beatris ha detto...

Conto gli anni che passano e sorrido, non ho rimpianti e sono grata, riconoscente alla vita!
Bellissimo post!
Un abbraccio e buon pomeriggio da eatris

Pino ha detto...

E' bellissimo questo tuo post Ambra. Il tuo racconto sulla diversità dell'approccio alla vita, differentemente a 15 anni o 70, mi fan sentire parte di quella cerchia di giovani, come mi ritrovo "al tuo posto" seduto sull'autobus a guardare e sentire gli schiamazzi di quei ragazzi...e sorriderne facendolo, perché la mia giovinezza la ricordo sempre volentieri, anche se un po' malinconicamente. Le tue riflessioni sulla giovinezza scaturite dal tuo carissimo amico sono tenerissime e vere! Capisco la "folata di gioia" che hai provato nel risentire la sua voce dopo tanto tempo. A giugno io ho vissuto un incontro con i miei vecchi compagni di classe. Tieni presente che, dopo 35 anni, per quanto mi riguarda era la prima volta che li rivedevo. Ecco, ripensa alla tua "folata di gioia" e moltiplicala per 35 anni e 18 vecchi amici!
Qui descrivo l'incontro...se ti va... http://pinopalumbo.blogspot.it/2015/06/bisogna-perdersi-per-ritrovarsi.html
E' sempre bello leggere i tuoi scritti; sempre pieni, concreti e profondi. Anche quando le storie possono "sembrare ordinarie".
Ciao Ambra.

Pino ha detto...

Ah dimenticavo...è stato talmente emozionante per tutti che il 30 di ottobre ci siamo ritrovati nuovamente ed è stato ancora bello. Ci siamo riproposti di rifarlo almeno 2 volte l'anno. Nel frattempo, quando si dice che la tecnologia oggi aiuta, continuiamo a stare in contatto (quasi quotidiano) tramite il gruppo creato su whatsapp. Il grande Pizzul direbbe....Ehhhh!...tutto molto bello... e credetemi che è così.

Carlo ha detto...

Lettura che fa riflettere. Ciao Ambra e buon pomeriggio.

Dunque, i vecchi. Quelli che vivono in una società che non li considera, non li assiste adeguatamente, non ha nulla da proporre agli stessi, li dimentica. Anziani che spesso vivono senza neanche il supporto della famiglia, dei figli, come accadeva tanto ma tanto tempo fa. Perché oggi la "famiglia" è quella che è e, nella migliore delle ipotesi, in perenne corsa contro il tempo ed i problemi. La loro rabbia verso un mondo che li rifiuta, li dimentica, li emargina, è più che giustificata.

Poi, i giovani. Ecco, li guardo è l'unica certezza che sento di avere, è che non cambierei per nessun motivo la mia giovinezza con la loro. Non mi infastidiscono affatto. Tutt'altro, provo compassione per loro. Non invidio la loro giovinezza, è tragicamente inconsapevole quanto la nostra, semmai la nostra sia stata inconsapevole e non lo credo, non come la loro comunque.

Perché se è pur vero che siamo stati "distratti dall'ansia di vita" e preda delle "emozioni", non credo che queste siano da considerare "leggerezze" ma, semmai, consapevole attenzione alla vita che ci scorreva intorno.

Consapevolezza per un mondo che ci attendeva e che, forse, volevamo raggiungere in fretta. Mentre questi, i giovani d'oggi, sembrano vivere in un altro mondo, popolato da presenze e linguaggi virtuali, realtà impalpabile, senza calore, emozioni, odore. Tragicamente assenti, distanti e senza interessi reali, senza passioni concrete, tangibili... che non siano quegli apparecchietti tecnologici che consentono loro di essere in collegamento costante con quel mondo virtuale.

No, nessuna invidia e nessuna insofferenza nei loro confronti. Solo compassione.

Francesco Zaffuto ha detto...

Sono vecchio e non lo so. Un tempo quando ero giovane, mi dicevano che ero vecchio perché non desideravo un mondo nuovo, solo uno più giusto; oggi da vecchio, per lo stesso desiderio, mi sento dire che ho delle stupide illusioni giovanili. Giammai avrei potuto pensare 50 anni fa che sarei stato vecchio in un mondo dove all'ordine del giorno ci sta sempre la disoccupazione con il contorno di una guerra di religione. No, non sono vecchio, sono un giovane stupido e con scarsissime forze fisiche.
ciao

Rita B ha detto...

Ciao Ambra, meraviglioso questo post perche' mi porta a varie riflessioni!

La prima è questa:ci sono persone anziane che dimostrano meno anni, ma non dipende dall'aspetto ma dal loro atteggiamento verso la vita, sono proiettate oltre, come avessero vent'anni, nonostante gli acciacchi che tu hai menzionato!
E' comprensibile comunque che sentire il proprio corpo non rispondere piu' e vedersi cambiare possa generare "rabbia" e "astio", non verso qualcuno ma verso il destino che comunque ci accomuna tutti ma che non tutti riusciamo ad accettare!

Ma soprattutto leggendoti condivido il tuo pensiero perche' ricordo un fatto di quando ero ragazzina: io e le mie due amicone preferite spesso uscivamo la sera d'estate e al ritorno ci fermavamo sui gradini fuori casa a parlare ridere per ore per una sciocchezza!! Se qualcuno da una finestra brontolava per i nostri schiamazzi, mia nonna ogni volta diceva:" Ma lasciatele ridere! Brave "bambine" ridete divertitevi che questo tempo vola via in un attimo!"
Ed è vero, ma mentre si vive quel tempo non ci si rende conto, si è proprio immersi nel proprio mondo!E anche a me succede a volte di voler tornare indietro per immaginare di fare cose a cui in quel momento non pensavo!

Ma è proprio come in una canzone di Venditti dove dice:

....fidati di me perche' questo tempo
e questa vita vooolaaaaaa..!

Baci volanti tua Bozzola!

cristiana2011 ha detto...

Neanche io rimpiango la giovinezza , a meno di non avere la macchina del tempo e poter tornare indietro, è inutile.

E' importante capire in tempo che la giovinezza risiede, deve risiedere, nella mente, altrimenti si rischia di non capire gli altri, quelli più giovani, e anche quelli più anziani . Mi peserebbe molto se mi guardassero con commiserazione per delle reazioni datate.
Cristiana

nanussa ha detto...

un bellissimo post molto profondo.....

penso che chi rimpiange la gioventu' e' perche' il nostro cervello cancella i momenti no e ci fa ricordare solo il bello.......... penso che ogni eta' ha i suoi pro e contro e non dipende dalla nostra eta' la vita spensierata ma dalla vita come la viviamo......... si puo' essere felici a 100 anni se siamo soddisfatti di tutto e infelicissimi a 20 se si e' insoddisfatti...

ReAnto R ha detto...

" perché anch'io l'ho vissuta con leggerezza, distratta dall'ansia di vita che mi premeva d'intorno, disattenta, proiettata nel cerchio delle mie emozioni, senza curarmi d'altro." Forse un po' tutti l'abbiamo vissuta cosi e credo che sia anche normale visto che è la giovinezza. Bellissimo post, grazie

Annamaria ha detto...

Davvero bellissimo questo tuo post, cara Ambra, nella sua assoluta sincerità.
Neppure io rimpiango la giovinezza in sè e penso che l'età adulta dia strumenti più solidi e maggiore consapevolezza di tante cose. Capisco il tuo rammarico di aver vissuto certi periodi di corsa e un po' distrattamente, ma credo che questo sia tipico dell'età.
Importante per me è che il fuoco della giovinezza non si spenga in noi col passare del tempo, ma continui ad animarci come passione per la vita che, ora, l'età e le esperienze ci fanno vivere in modo più concreto.
Grazie e un abbraccio!!!

UIFPW08 ha detto...

La vita regale emozioni e sorrisi dentro tanti ricordi.
Questo devono rimanere sempre in noi ogni giorno. Grazie della visita Ambra sei sempre molto gentile. A presto
Maurizio

Carmine Volpe ha detto...

touche!! sai sempre cogliere nel segno, devo dire che è anche la mia stessa riflessione, avessi avuto un minimo in più di consapevolezza, cerco di dirlo ai miei nipoti che hanno diciotto, vent'anni, ma vedo che non comprendono quello che cerco di spiegarli, forse la giovinezza va vissuta proprio cosi sull'onda delle emozioni che ora invece non riesco più a fare

Carlos Portillo - podi ha detto...

Quello che si poteva aver fatto e non si è fatto... Quando guardo una foto di me, da bambino, penso "in quel bambino c'erano tutte le possibilità del mondo per il suo futuro, ma soltanto da quel ragazzetto ne ha risultato una via... Le altre strade, potevano essere state migliori o peggiori, non si sa...

Ciao,
podi-.

Cristina Deboni ha detto...

Interessante il tuo post. Ho compassione per i vecchi, fanno fatica a scendere o salire dall'autobus, a volte sono anche 80 enni e a volte l'autista potrebbe essere più cortese, che se volessero, possono davvero avvicinarsi al marciapiede. Quando ho smesso di lavorare ho notato anch'io come il mondo del giorno è popolato da persone anziane e la cosa che mi sorprende di più, visto che ultimamente esco poco la sera, quando rivedo molti coetanei che pensavo fossero spariti.
I ragazzi mi danno gioia per la loro vitalità, del sò tutto io, hanno la luce che brilla negli occhi e ridono per niente. Si sentono importanti con poco, fanno comunella e non restano quasi mai soli. Si cercano e stanno vicini anche se guardano spesso il cellulare. Dopo una certa età questo non succede più.
Ciao Cri : )

@enio ha detto...

purtroppo il mondo è fatto a scale, diceva la mia mamma, c'è chi scende e c'è chi sale.... beata gioventù beati i tempi della mia gioventù... se sono passati in fretta sti anni, ieri festeggiavo i miei 68 e facevo le stesse riflessioni

Stefyp. ha detto...

Purtroppo credo che per tutti, chi più chi meno, la giovinezza sia stata come una folata di vento caldo...passato così in fretta da non avere avuto il tempo di assaporarlo, sentirlo penetrare nella pelle...la vita questo ci offre..solo con la maturità sappiamo apprezzare certe cose...e la maturità giunge sempre troppo tardi..quando il tempo se n'è già volato via. Buona giornata a te, Stefania

Luigi ha detto...

cara Ambra devi assolutamente leggere "Piccoli esperimenti di felicità", di Hendrik Groen, sono sicuro che ti piacerà molto!!!
Un abbraccio

Farfalla Legger@ ha detto...

Meraviglioso questo post. Anche io rimpiango la gioventù solo per quel che non ho fatto e potevo fare, ma considerando che la mia giovinezza non è stata delle migliori, sono già contenta di come l'ho vissuta. Per il resto ti confesso che sono contenta di essere diventata vecchia perchè ora posso dire e fare ciò che mi pare (nei limite della buona educazione ovviamente) e vivere senza più preoccuparmi del futuro ma solo dell'oggi.
Per esempio in questo momento sto godendo nell'aver letto il tuo bellissimo post. Ciò che mi circonda assume un'importanza relativa
Baciobacio cara <3

Rita B ha detto...

Son tornata a leggere anche altri commenti perche' l'argomento è bello e interessante!

In un commento che condivido ho letto che è normale questa leggerezza che si possiede quando si è giovani infatti è proprio la famosa "dolce ala della giovinezza"!

Ma che devo dirti, cara Ambra, io con una magia del mago Silvan un giretto indietro me lo farei eccome!Avrei ancora mia mamma, mio papa' che era un burbero ma timido e comunque come me molto ironico e mi faceva ridere un sacco!

Anche perche' io l'infanzia coi miei non l'ho vissuta, erano lontani a causa del loro lavoro! Ho iniziato a vivere con loro a 11 anni!Quindi la mia eta' dell'oro è stata proprio l'adolescenza a Bozzolo, un paesucolo di 4 gatti ma rimasto indelebile nel mio cuore!

Quindi se Silvan con un "sim sala bim" mi facesse retrocedere a moviola un pochetto non in pianta stabile ovviamente, sapendo tutto del dopo, mi gusterei quegli attimi come una sbrisolona "pucciata" nel marsala!

Vabbeh ho divagato ma è colpa mia se un discorso tira l'altro?Tu lanci il sasso e noi non vediamo l'ora di raccoglierlo per dipingerci o scriverci sopra qualcosa!

Ok ..baci tua Bozzola:))))

Cettina G. ha detto...

Cara Ambra ho letto con interesse il tuo post e con altrettanto interesse i vari commenti apprezzando ciascuno di essi ,fai il confronto con due età estreme direi ,ognuna con sua peculiarità,evidentemente viene subito più facile dire che si preferisce la giovinezza, però la maturità presenta delle sfaccettature altrettanto positive se si vive senza rimpianti e nel suo godimento privo di riserve.
Complimenti per il post che aiuta a delle intelligenti riflessioni.
Un abbraccio

Nella Crosiglia ha detto...

Hai centrato esattamente la questione Ambrina mia, anche se per fortuna non ho rimpianti , ma molti rimorsi quelli si.
Sono sempre abbastanza distratta quando esco normalmente, dico normalmente perchè le mie vere uscite sono quelle musicali e per la danza . Allora la mia attenzione è protesa al massimo e ho una memoria fotografica non indifferente. Sarà questo mondo che mi permette di non fare distinzioni di età( non la so assolutamente dare)..So che indubbiamente si invecchia, ma ho altre lacerazioni da sanare per quanto mi riguarda.
Gran bel post adorabile amica mia.
Un bacio serale!

speedy70 ha detto...

Purtroppo anche ad aver rimpianti o rimorsi, indietro non si può tornare.... e io sapessi quanti ne ho! Bisogna costruire il futuro giorno per giorno, guardando sempre avanti...

Anna Bernasconi ha detto...

A me gli schiamazzi dei ragazzini infastidivano anche quando ero ragazzina! Che caratteraccio che ho, ha ha ha ah...
Magari quando inizierò ad invecchiare davvero (sono una giovane trentacinquenne) inizierò ad ascoltarli con nostalgia, chissà!

Silvia Negretti ha detto...

Secondo me è inutile stare tanto a pensare a quello che non abbiamo fatto o avremmo potuto fare in passato, tanto non si può cambiare!
Tanto vale pensare a godersi il momento, altrimenti tra altri 20 anni staremo lì a rimpiangere a quello che non abbiamo fatto adesso, no? ;D
Baci!
S
http://s-fashion-avenue.blogspot.it

Mirco ha detto...

Ambra...sono riflessioni molto toccanti, e credo sia nobile e degno di un'anima sensibile per tuo questo esplorarsi dentro e - cosa ogni volta ardua - ricapitolare spietatamente la propria vita.

Ad ogni stagione della propria vita, forse ogni giorno sarebbe sano (così almeno dicono fior fiore di saggi e sagge) essere coscienti che abbiamo a fianco l'alleata Vita e l'alleata Morte.

E forse la parola chiave è proprio questa: consapevolezza.
Se questa manca ogni esperienza, emozione, attimo è perso nel Fiume che tutto riassorbe.
Ma il fatto che dici - in maniera vera e sentita - di "aver vissuto con scarsa consapevolezza" è proprio indice che ti stai riappropriando di tutto, smentendo senza volere le tue stesse parole che ti vorrebbero ignara, orba, spersa.

E proprio tu mi hai insegnato che la Vita è così: si fa una cosa a scapito di un'altra, una terza in sfavore di una quarta e così via, imparando, conoscendo, gioendo e - perchè no - anche soffrendo, giacchè la sofferenza stessa è fondamentale nella vita (anche questo mi hai detto tu stessa tante volte) e paradossalmente ne è un aspetto positivo.
E così credo non sia il caso di avere rimpianti: come tutti hai sbagliato\fatto bene ma hai vissuto **e stai vivendo** pienamente una vita ricca e piena di conoscenza.
Questo è ciò che ci viene chiesto

Ecco insomma...tutta questa spataffiata di roba per contraddirti ancora una volta che come sai è uno dei miei divertimenti principali!!!!

:-D :-D :-D

Silvana Planeta ha detto...

Che bel post, Ambra cara, scritto davvero con l'anima! Vorrei solo lenire, se possibile, il tuo rimpianto, quello di aver vissuto con leggerezza la tua giovinezza. Vedi, secondo me, ciò che adesso percepisci come superficialità, allora era solo spontaneità e gioia di vivere, di vivere l'attimo senza curarsi del futuro, perché di futuro ce n'era ancora tanto dinanzi. Pertanto, anche se avessi avuto la maturità e l'esperienza di oggi, probabilmente avresti vissuto quel periodo esattamente come hai fatto. E poi c'è sempre tempo per una seconda giovinezza, o no?

Ninfa ha detto...

Sì, certo i vecchi spesso sono egoisti, vivono un po' come dei bambini, come se tutto girasse attorno a loro e gli altri non avessero una vita propria. Ma mi fanno anche tanta tenerezza! Quando mio babbo mi dice che nei negozi ci mette una vita a prendere fuori il portafoglio dalla tasca o ad appoggiare le cose vicino alla cassa del supermercato, mi si stringe un po' il cuore, ma sono anche felice che a quasi 90 anni non abbia perso la voglia di andare a fare la spesa...
I giovani...vicino ai giovani e giovanissimi ci sto tutti i giorni, per lavoro. E che carica, che energia hanno! Hanno la vita in mano e spesso però non se ne rendono conto. La scarsa consapevolezza in quell'età della vita è stata non solo tua, Ambra, ma anche mia e di tanti altri. Quante emozioni però ci ha regalato! Che si sia bruciata in un attimo è vero, ma in fondo è bello apprezzare tutte le stagioni della vita portando sempre con noi il nostro prezioso bagaglio dei ricordi. Grazie per questo bellissimo post, ciao!

fulvio ha detto...

Ciao Ambra,non generalizzare,ci sono vecchi e vecchi,io veleggio felice verso i settanta ma non mi ritrovo nel tuo ritratto,forse perché all'autobus preferisco la bicicletta,perche frequento più volte alla settimana la palestra o perché amo la lettura la musica e l'arte in tutte le sue manifestazioni o perché mi rapporto con i giovani senza la pretesa di insegnare o forse perché amo l'incerto e meraviglioso futuro alla giornaliera ricerca di cosa farò domani.
Un abbraccio,fulvio

La lanterna dei sogni ha detto...

Gli autobus, i centri commerciali sono crocevia di umanità...
Nelle varie stagioni della vita qualche rimpianto si presenta sempre, ogni età in fondo ha la sua croce e la sua delizia.
Buon weekend cara Ambra!

Fanny Sinrima ha detto...

Muy bello post. Un tema muy interesante. Cada etapa de la vida tiene su importancia, y no creo que la juventud sea la mejor, aunque se la sobrevalore.

Un abrazo.

Enrico zio ha detto...

Io penso che per me sia inutile rimpiangere il millennio passato quando ero ancora giovane. Preferisco vivere il mio tempo con
“I piedi ben piantati per terra e la testa fra le nuvole” :-)
Felice settimana
Un abbraccio
enrico

Elio ha detto...

Ciao Ambra, per una volta tanto non sono d'accordo con l'inizio del tuo post. Ho quasi 73 anni e non mi ritrovo nel ritratto che fai dei "vecchi", anche se, personalmente, preferisco "anziani". Non tutti sono dei brontoloni e quelli che lo sono, forse è perché hanno dei problemi fisici. Hanno lavorato tutta una vita per poi avere una pensione di miseria e devono inoltre sopportare i problemi dei trasporti ed acnche del camminare in città dove i mezzi ed i marciapiedi non sono certo adatti agli anziani ed agli handicappati. Alle volte i due problemi coincidono. Resta un fatto che molti giovani oggi non sentono più il bisogno di cedere un posto a sedere nei mezzi pubblici proprio perché sono occupati cpn l'I-phone, l'I-pad od altro.
Condivido la nostalgia della giovinezza, ma allora mi sento veramente "vecchio". Un amichevole abbraccio e grazie per le tue continue visite.

Andrea Rollo ha detto...

Pensare a te è l'emozione più grande che mi regali ogni giorno
Ciao ale

Katia Fusco ha detto...

Ciao piccola stella, ora che brilli luminosa nel cielo, usa la tua luce per illuminare e rendere più dolce il cammino su questa terra a mamma papà Claudietta e a tutti i tuoi cari che tanto ti amano. Per sempre con Ale !!!

Sciarada ha detto...

Quando diventiamo consapevoli delle cose importanti della vita, ci piacerebbe rivestire della stessa importanza gli anni passati ma non è più possibile, l'essere umano quando può non vuole e quando vuole non può più e non c'è insegnamento che tenga, è una strana ironia che mostra il limite di quel che siamo .
Ciao Ambra un abbraccio, buon Avvento !

carla family ha detto...

Ciao Ambra, questo tuo post mi ha colpita in pieno.
Il tempo che trascorre lo sento, eccome se lo sento e sono proprio nella fase del 'se avessi saputo...' e del 'perchè l'ho fatto?' o 'Perchè non ho capito?'
Ora mi soffermo di più ad ascoltare chi è avanti negli anni e osservandoli non posso fare a meno di scoprire che ancora devo imparare moltissime cose, provare altre sensazioni fin qui non provate. Ora sto assaggiando sensazioni che prima non comprendevo e che so i più giovani con comprendono ma comprenderanno.
Tutto fila liscio come l'olio... come il tempo.
Un caro saluto

EriKa Napoletano ha detto...

Ciao Ambra, questo post ricco di riflessioni profonde mi era sfuggito e tu sai perchè...
Anche a me è piaciuto soffermarmi su alcuni commenti. Tutti abbiam vissuto la nostra giovinezza senza rendercene conto, in maniera spesso superficiale e con il desiderio di crescere , di diventare grandi per conquistare l'autonomia. Ora il tempo scorre troppo veloce, almeno per me...Spesso mi domando quante cose potrò fare ancora durante gli anni che mi rimangono e quanti ne avrò a disposizione ma non invidio i giovani perchè ho qualcosa in più di loro:"la saggezza" , un dono conquistato grazie alla maturità.

Vincenzo Iacoponi ha detto...

Ho letto un tuo recente commento in cui affermavi che io esprimevo esattamente ciò che pensavi tu e mi sono incuriosito. Sì, almeno sull'argomento incipiente vecchiaia la pnsiamo allo stesso modo.
Io il vecchietto che se la prende con l'autista dell'autobus lo capisco, ne capisco le difficoltà e le apprezzo, sono anch'io della terza età; però evito di soffermarmi con quelli della mia generazione. Quasi tutti hanno pronto un elenco di acciacchi che sciorinano a tutta callara (a tutta birra deto alla romana) e mi danno tanta tristezza e io non voglio essere triste.
Lo sapevo fin da quando ero al liceo che non sarei stato sempre giovane, è un fatto naturale, ma le rughe stanno sulla faccia, non dentro il cuore e non dentro il cervello che mi si è mantenuto anche troppo giovane.
Va bene così.
Comunque complimenti per il tuo post. Ora mi vado a mettere tra il mucchio dei tuoi sostenitori.

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