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giovedì 7 marzo 2013

Ricordo di un presagio

Post di Giovanni
L'ingresso alla miniera del  Resartico
Fra i ricordi della mia prima giovinezza hanno rilievo gli anni trascorsi in estate in Friuli alle pendici del monte Plauris dalle cui viscere si estraeva un minerale (scisto bituminoso) che una teleferica portava a valle, a Resiutta,  per essere distillato in un fabbricato ancora visibile, lungo il torrente Resia. Le miniere erano state per lungo tempo la prima fonte di reddito per gli abitanti.
Quando mio padre diede nuovo impulso alla produzione con la costruzione di impianti moderni la miniera si trovava in uno stato di semi abbandono. I tempi erano cambiati e la produzione doveva al più presto espandersi. Infatti dalla lavorazione del minerale si estraevano oli pesanti e per successiva distillazione si liberavano le essenze più leggere, la benzina.
Produzione di importanza enorme per l’Italia in guerra.
Con i nuovi investimenti si aprirono i confini per il rimpatrio di tanti minatori che avevano dovuto emigrare confermando l’antica piaga del Friuli di quei tempi. Anche le villotte friulane rimembrano quel dramma come per esempio “l’emigrant”.
In quella memorabile estate fu come se si operasse un miracolo. La valle si riempì di vita di rumori, di impalcature per le costruzioni in cemento armato ed i cuori si aprirono a nuove speranze.
Mio padre era un ingegnere dal carattere schivo e modesto come generalmente sono coloro dotati di ingegno e capacità creative. Era amatissimo e considerato una specie di “salvatore della patria”.
Purtroppo l’autentico propellente creativo era la guerra che come si vide qualche anno dopo distruggeva e non creava.
Ricordo un compleanno di mio padre in quegli anni, quando i minatori portarono a valle per lui una quantità incedibile di stelle alpine. Così tante insieme non le ho più riviste.
Sono passati tanti anni e quando ho potuto sono tornato a Resiutta con lo stabilimento in cemento armato ancora visibile ed abbandonato come la miniera, un tutto divenuto antieconomico con la fine della guerra.
Anche lo scorso anno sono passato da Resiutta. Mi attendeva un’emozione indescrivibile. La mia attenzione fu attratta da una costruzione nuova con l’insegna “Mostra miniera del Resartico”.. Il cuore si era messo a galoppare impazzito come presentissi quel che mi attendeva.
Un museo costruito per ricordare i sacrifici di tanti minatori in quegli anni lontani.
Vi è riprodotta l’imboccatura di una galleria con visibili in rilievo minatori al lavoro. Sono esposti i carrelli che circolavano in galleria per il trasporto del minerale. Alle parete sono esposte tante foto. Ecco la mia agitazione di poco prima: in una foto grande appare mio padre attorniato dai minatori, all’imbocco di una galleria.
Più sotto una sua nota: “Nelle viscere della terra a 400 metri dall’imbocco, sotto 1000 metri di montagna consacrando il lavoro”.
Ogni ulteriore commento e’ superfluo. Penso che un pensiero a quegli uomini e a quell’ingegnere lo possiamo inviare tutti. 
Giovanni


28 commenti:

ladynight ha detto...

grazie per aver condiviso queste emozioni così forti...
un abbraccio grande, a te, e un pensiero condiviso a tutti questi grandi uomini.
a presto.

nanussa ha detto...

mi unisco al pensiero per questi grandi uomini!

buona giornata.

Vitamina ha detto...

Mi hai molto emozionato con questo racconto su un pezzo di storia d'Italia con incastonato tuo padre. Anche il mio babbo era ingegnere...

Paolo Falconi ha detto...

Complimenti a Giovanni
per lo stile narrativo: garbato e ricco di emozioni.

Giovanni ci dice una cosa essenziale: un'impresa è fortemente connessa con il Territorio dove svolge la sua funzione produttiva, se sviluppa questo ha ripercussioni evidenti nell'economia della zona, la gente prospera e non è costretta ad andare altrove.
La delocalizzazione connessa alla Globalizzazione ha deresponsabilizzato gli imprenditori, ma quelli che non si sono sottratti, sacrificando la logica del profitto, lo hanno fatto sulla loro pelle e questo perché negli ultimi 20 anni è mancata (sia a destra che a sinistra) una visione di sostegno programmatica e riformatrice, tanto che la stessa Confindustria ha manifestato più volte inascoltata il suo malessere.

Il guaio e che ancora oggi si parla di sciocchezze elettorali, di miracoli di sopravvivenza, di primati ... perdendo di vista la vera questione ... mentre avremmo, mai come ora, bisogno di uomini"dal carattere schivo e modesto come generalmente sono coloro dotati di ingegno e capacità creative" come era appunto suo Padre.

Cavaliere oscuro del web ha detto...

Mi unisco anch'io al pensiero per questi grandi uomini.

Beatris ha detto...

Meravigliosi ricordi per grandiosi uomini che ci hanno preceduto!
Un racconto sensibile che emoziona veramente!!!
Buona giornata da Beatris

Tomaso ha detto...

Caro Giovanni, sono ricordi indelebili, che quei uomini hanno lasciato alla storia.
Buona giornata amico.
Tomaso

Erika ha detto...

NOnostante in quella miniera si producesse qualcosa che serviva alla guerra, tuo padre aveva creato lavoro, quegli uomini gli erano riconoscenti, lo rispettavano, lo amavano. E tu lo confermi quando racconti del dono delle "stelle alpine". Mi unisco al tuo ricordo, caro Giovanni, con molto piacere.

riri ha detto...

Una grande emozione!!
Un saluto Giovanni, con semplice ammirazione.

Carmine Volpe ha detto...

si la memoria va sempre esercitata s enoi siamo oggi quello che siamo lo dobbiamo anche a loro

Lufantasygioie ha detto...

post emozionante e ben raccontato.
Un ricordo forte e ricco.
Lu

Pupottina ha detto...

un'emozione forte.
un racconto emozionante.
un abbraccio

leonardo B ha detto...

Quello del minatore è stato (è ancora?) un mestiere durissimo, riportato in questo post con molta energia.
Posso comprendere e immaginare la tua sorpresa e l'emozione nel rivedere quella vecchia miniera trasformata in museo, con la fotografia del tuo papà!

P.S. Tra in canti popolari friulani, "l'emigrant" è uno di quelli che prediligo.

Buona serata!

Sciarada ha detto...

Ciao Giovanni, faccio del tuo pensiero il mio, mi unisco a te e rendo omaggio all'ingegnere e ai suoi minatori!
Ciao Ambra e buona giornata a donne e uomini!

Achab ha detto...

Un testo bello e emozionante,buona serata,un augurio a tutte le donne che scrivono in questo blog e auguri alla cara amica Ambra.

Antonella Leone ha detto...

immagino che non sia stato facile né viverlo né raccontarlo, ad ogni modo hai ragione un pensiero a quegli uomini possiamo darlo tutti.

Adriano Maini ha detto...

Altro che un solo pensiero va inviato a minatori che hanno lasciato un segno nell'epopea della fatica umana, ma anche nella storia del genio collettivo dei lavoratori. Credo sia degna di lode la creazione del museo. E va sottolineata la valenza di un testo che aggiunge emozioni genuine a quelle già insite nei fatti narrati.

Cristina ha detto...

Giovanni grazie per avere condiviso con noi questo spaccato di memoria. Anche io conosco Resiutta ci sono stata circa 20 anni con amici che avevano una casa lì a trascorrere qualche giorno . E' una "terra" maliconica ma non ostile e ricordo le donne del luogo che mi salutavano con un "MANDI" ed io sorridevo senza capire...grazie ancora e complimenti per il tuo impareggiabile stile.

il monticiano ha detto...

Oltre che un pensiero un'infinità di elogi e di ringraziamenti per tutti loro in primis il tuo papà.
Mi è tornata in mente la tragedia di Marcinelle.

Alberto ha detto...

Il pensiero va a questa Italia, a questi italiani come tuo padre, e penso alla memoria individuale e collettiva che fanno una nazione.

Ambra ha detto...

Nel ricordo il passato si riveste di eroismi grandi e piccoli, ma questi sì devono essere stati tempi dolorosamente eroici.

Elio ha detto...

Ciao Giovanni, ottimo il vostro blog associativo. Ho passato qualche vacanza in Friuli, quando abitavo a Venezia ed in modo particolare a Montereal Cellina.
Una volta il scisto bituminoso si estraeva a mano ed oggi si pensa di estrarne il gas con la frattura idarulica del sottosuolo, cosa che provoca danni enormi alla natura. Negli U.S.A. ormai nesuno riesce più a fermare le varie industrie e qui in Europa è Total che cerca in tutti i modi di applicare questa tecnica disastrosa. Speriamo che i vari governi riescano a non cedere alle pressioni od alle bustarelle.
Adesso vado sull'altro blog ed un saluto ad Ambra.

Giovanni ha detto...

Grazie a tutti. Una parola certo inadeguata per esprimere il mio sentimento di gratitudine per il pensiero rivolto ai minatori e a quell'ingegnere.
Cristina, a Resiutta ti dicevano mandi. E' un vocabolo derivato dal latino che tradotto vuol dire "rimani con dio".
Mandi Ambra, mandi a tutti. Giovanni

Mirta - Luce nel cuore ha detto...

█▌█▐BUON ♥ GIORNO▌█ █▌
★ SPLENDIDA DOMENICA★



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Alessandra ha detto...

Tanti eroi spesso sconosciuti!Oltre al pensiero, un grazie!

Paola ha detto...

Emozionante ricordo per momenti del passato, per tuo padre, persona amata come dimostrano quelle stelle alpine e la mostra che è stata allestita....il tutto descritto da te con amore e nostalgia affettuosa.
Un caro saluto a te e alla signora Paola

Elio ha detto...

Mandi, deriva effettivamente da "in manu dei".

alessio borzani ha detto...

Auguri sentitissimi. Spero che noi tutti si possa passare una Pasqua serena con i nosri cari!!!

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