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Benvenuti nel blog collettivo creato da Ambra

sabato 2 marzo 2013

A LUCI SOFFUSE
Cap. 4 da "Il Precario Mannaro"

Post di Cristina
courtesy  kariu
Ore 9.30 del  mattino, ho già fatto la spesa. Ho aspettato fuori che aprisse il supermercato, il carrello pronto allo scatto, armata di lista e buste ecologiche.
Eravamo io, due signore centenarie e un’altra ragazza contagiata dal morbo precario, oramai fra di noi ci riconosciamo: circa 40 anni, con in mano il cellulare e l’occhio speranzoso, in attesa di una chiamata che ovviamente sarà per un lavoro a tempo determinato, si spera, superiore ai 30 giorni.
Finita la gita di approvvigionamento, mi diletto con lo stoccaggio...Allora le pummarole in frigo, l’acqua pure, ò zucchero nero cumme mè nella dispensa.. ma odo ben uno squillo lontano...no il cellulare non è, la radiosveglia neppure, ci sono è il cordless! Ma dov’è? Guardo ovunque, persino nella lettiera del gatto che in quel momento è ovviamente intento a “comporre” i suoi bisognini e che disturbato si gira e pare mi dica uè ma tu che bbuò? Finalmente trovo il magico apparecchio, era ovviamente al suo solito posto ed ora non squilla più! Rintraccio il numero e chiamo io:
“Buongiorno sono Cristina Izzo, ho trovato una vostra chiamata sul mio numero di casa”
“Si è la Maggiorlavoro deve averla chiamata la mia collega, la dottoressa Alba, ma al momento è al telefono, la faccio richiamare non appena si libera”.
Mezz’ora, un’ora e nessuna chiamata …mi faccio coraggio e chiamo io:
“Salve sono Izzo ero in attesa di una telefonata da parte della dottoressa Alba e…”
“Si sono io…ehm Izzo lei non risponde al telefono ed allora ho scelto per il colloquio un’altra persona”
Penso: ma sta femmena fa i miracoli? ha le candidate tascabili? In meno di un’ora chiama, organizza? Mah. La dottoressa Alba prosegue “Tuttavia lei è fortunata, circa un’ora fa abbiamo ricevuto una richiesta che farebbe al caso suo per un’impiegata commerciale a Diecinallo”, intanto mi dico che tra casa mia e l’agenzia c’è il fuso-orario...Ma chest’ ha fatto tutto un’ora fa? Altro miracolo! San Gennaro prendi esempio! Ritorno in me e con la bocca stretta per dare l’effetto più professionale possibile rispondo “Si perfetto dottoressa, mi dica per cortesia dove e a che ora devo presentarmi”
“Allora l’azienda è una multinazionale, la DottoPlast SpA, l’aspettano oggi alle 12 dovrà chiedere del sig. Riccio”.
Non c’è tempo da perdere sono già le 11 passate e devo ancora prepararmi, ma come potevo dire facciamo almeno alle 12.30? Questa  dottoressa Alba è simpatica come la pioggia quando vai al mare in campeggio con la tenda canadese!
Pantalone classico grigio, décolleté nero e maglione a V grigio, coda di cavallo e via sono già a bordo della fuoriserie arancione…la moka verde purtroppo ha il radiatore bucato ed allora ho chiesto l’auto in prestito a mia suocera: una Fiat Punto del 2000 con 160.000 km, a confronto della mia Panda del ’97 nu bijoux!
Arrivo alla DottoPlast e lì trovo, una città nella città! Passo la porta a vetri con tanto di logo aziendale e arrivo alla reception dove una bellissima donna stile Fara Fawcett del periodo delle Charlie’s Angels mi offre persino un caffè! Aaah ma non è che sono morta e mò sono in Paradiso? Magari divento pure santa, Santa Cristina c’è già il 24 luglio, allora Santa Precaria, protettrice degli interinali, co.co.co, co.co.pro e schiavi del secondo millennio!
Dopo 10 minuti una voce da dietro una porta annuncia “Signora Izzo si accomodi” …e si vede che stu signore si è dimenticato nelle tasche i ciottoli che ha raccolto in riva al mare quest’estate, altrimenti due passi per aprire la porta li avrebbe fatti! Vabbè non iniziamo a pensare male, magari è invalido, ha le stampelle…ed intanto apro la porta, entro e non vedo nulla! Luci spente, tapparelle abbassate, strabuzzo gli occhi e scorgo quattro figure spettrali con accesa solo una piccola lucina da tavolo. Uè ma adesso magari arriva pure il mago Otelma così siamo al completo!
“ Signora Izzo sono il sig. Riccio, le racconto subito di noi: siamo sul mercato da 30 anni e siamo anche quotati in Borsa. Siamo alla ricerca di un’impiegata commerciale che abbia un inglese fluente...” mentre Riccio parla gli altri tre ectoplasmi annuiscono senza proferir parola, in particolare modo una signora con i capelli biondi come la Carrà che ad ogni sί con la testa fa ondeggiare anche in avanti tutta la capigliatura! Chissà se poi a porte chiuse, finito il colloquio, sti quattro spiriti ballano pure il Tuca-Tuca!
“E poi Izzo c’è un particolare ..” dice Riccio con la sua bocca bavosa “se si lavora qui si fa una scelta di vita e nel suo caso ci troviamo costretti a farle firmare una lettera con la quale lei ci garantisce che non avrà figli per minimo due anni perché…”
Ho capito bene?!!!! ma questi mò esagerano e allora esagero pure io: “Scusate ma perché a questo punto  non cercate un candidato uomo?” e condisco il tutto con uno sguardo da Heidi che corre felice nei prati...
“Vede signora, una donna al telefono, soprattutto con una voce gradevole come la sua, dà un’immagine decisamente più professionale e in un certo qual senso coccola il cliente” “Ma allora io sono la persona che cercate!” “E perché mai?” chiede stupito il viscido Riccio...
A questo punto, lascio Heidi tra i monti e scateno il Precario Mannaro: “Perché io in realtà mi chiamo Sansone Izzo, sono un uomo che ha fatto un corso di dizione e mi travesto da donna per cercare lavoro in aziende dinamiche e competitive come la vostra, ma purtroppo le selezioni richiedono sempre figure femminili e…” “Ma che storia triste! Ma che dramma!” si sveglia dal suo loculo la finta Carrà quasi con il pianto agli occhi “Oserei dire vergognoso” dice con la sua voce stridula “Signor Sansone non ho mai sentito nulla di simile!”.  Allora incalzo “Cari i miei signori forse quando si parla di atti vergognosi dovreste un po’ misurare le parole e magari accendere nu pucurillo quella capa morta che avete sul collo!”.
“Ma signor Sansone, signora Cristina lei quindi ?…. cosa?” Balbetta Riccio oramai bagnato di sudore acido “adesso non capisco se..?”
Signò spiegazioni ne ho già date troppe mo v’aggia salutà ho la famiglia che mi aspetta, ovvio una famiglia allargata. Tante care cose e mi raccomando, quando sarό uscita chiudete i sarcofaghi che con la luce del giorno si vede quanto siete brutti.
Esco lasciando sul tavolo un pacchetto di Kleneex a Raffaella Carrà per le sue lacrime ed al Riccio per la sua bava oramai montata a chiara d’uovo.
San Gennà grazie per avermi regalato nel 2009 quella confezione di pastiglie magiche a base di ironia e che fortunatamente non sono ancora terminate.
Cristina

Il Precario Mannaro - Prologo
Cap. 2 - Cristina Jones
Cap. 3 -   Alta Tecnologia

23 commenti:

Tomaso ha detto...

Ma che brava! Cristina, veramente un bel racconto di normale amministrazione.
Ciao e buon fine settimana.
Tomaso

il monticiano ha detto...

Cristi' un post magnifico, stracolmo d'ironia certamente amara per il fatto che trattasi di persona precaria che cerca lavoro, ma efficacissima contro datori di lavoro veramente schifosi.
Un caro saluto a te e ad Ambra,
aldo.

Beatris ha detto...

Purtroppo siamo vivendo un momento difficoltoso, nel quale è difficile essere ottimisti, viviamo in un momento di incertezze e di precarietà del lavoro!!!
Guardiamo avanti e chissà che cambi qualcosa...
Un abbraccio e buona giornata da Beatris

Paolo Falconi ha detto...

Morbo precario, dottoresse delle agenzie interinali acide ed indisponenti, cape morte in aziende che si ergono a Dio nei loro piccoli universi ... un tempo che sembra un altro millennio le aziende di prestigio si vantavano di avere all'interno un asilo nido
(Olivetti, Buitoni ...)altra mentalità.
C'è da augurarsi che concetti come delocalizzazione, taglio dei costi, efficientismo innaturale e spersonalizzante siano inghiottiti da un buco nero e lasciare solo costellazioni dove la particella di Dio sia rappresentata unicamente dal Rispetto della Dignità di ogni singolo Individuo ... il lavoro come natura, arte che rappresenta Dio e che fa sentire bene un individuo: appunto da Dio.

Complimenti Cristina sei simpaticissima, e molto brava.

nanussa ha detto...

stiamo vivendo un brutto periodo....
chissa' se in futuro cambiera' qualcosa?

sereno weekend :)

gattonero ha detto...

Tu un lavoro ce l'hai già, senza renderti conto di averlo: ricercatrice di situazioni oltre il limite dell'assurdo. Devi solo trovare qualche anima buona che ti sponsorizzi in euro, e il tuo posto di lavoro sarà assicurato, a tempo indeterminato.
A Cristina/Sansone potrai aggiungere anche Diogene, e vantare nel c.v. millenni di attività, che si è evoluta dalla ricerca dell'uomo in quella di "un" posto di lavoro.
(Al dr. Riccio potevi prospettare la possibilità di non figliare per due anni, a patto che fosse l'azienda a fornire la cerniera e provvedere alla sua manutenzione periodica; ovvero alla fornitura di adeguata cintura munita di lucchetto; ovvero al deposito in cassaforte della parte interessata, fino alla scadenza del termine fissato dal contratto).
Ciao, mi cospargo il capo di cenere nel dirlo, ma quasi quasi spero che la tua ricerca continui, infruttuosa.

Cavaliere oscuro del web ha detto...

Il futuro è veramente un’incognita.
Saluti a presto.

La lanterna dei sogni ha detto...

Un bel post. Ironico ma altrettanto amaro, che gentaglia spesso si trova.

Buona serata!

Erika ha detto...

Hai mai pensato che potresti scrivere dei bei racconti? Sei bravissima, cara Cristina. Dolce domenica a tutti.
Erika

Vilma Bellucci ha detto...

Ironia ed amarezza, un post che ci fa capire molto bene la situazione i cui ormai viviamo da tempo. Apprezzato e letto molto volentieri il tuo post. Molto brava... ti auguro una buona domenica.
Un abbraccio

Adriano Maini ha detto...

Ci stai portando con prosa di crescente espressività sempre più dentro i gironi infernali di questo spietato e schizoide mondo del lavoro italiano.

Melinda Santilli ha detto...

Sembra un pò il racconto delle mie giornate, ma credo che siamo tutti un pò su questa barca...
Un abbraccio!

Alessandra ha detto...

E meno male che hai questa grande ironia!

Sandra M. ha detto...

Ma davvero hai detto tutte quelle cose??? Brava davvero, avrei voluto esserci . Forse tu no, però...santa paletta che disastro questo periodaccio.

Lufantasygioie ha detto...

Siamo in un mondo "schifoso",certe proposte continuano a farle anche con chi un posto ce l'ha!
Ti faccio i complimenti per le risposte sempre pronte ed intelligenti
Lu

Cristina ha detto...

Amici carissimi credetemi rendervi partecipi del mio duro percorso da precario mi aiuta molto, rafforza la mia voglia di non arrendermi e la mia ironia. I racconti mio malgrado o per certi versi mia fortuna sono ancora numerosi. Adesso però non arrendetevi voi che da leggere ce n'è ancora per un po' :)
Buona domenica a tutti.

Carmine Volpe ha detto...

brava dovremmo tutti aver eil coraggio ogni tanto di dire qualcosa, si fanno colloqui che fanno ridere i polli anche dopo tanti anni d'esperienza

Nicolanondoc ha detto...

Riesci a tirarti fuori da situazioni quasi da film dell'orrore con ironia sottile!!
Un saluto.

zefirina ha detto...

l'ironia è una dote fondamentale per la sopravvivenza peccato siano in molti a non apprezzarla e a non capirla!

Giovanni ha detto...

Cara Cristina invidio la tua autoironia. E' un generatore di energia e moltiplicatore di speranze. Auguri. Tienici informati del seguito. Giovanni

Lily Bets ha detto...

L'autoironia ci salva da un tempo cosi' pieno di contraddizioni e ingiustizie...bello il blog in blu !!!

Cristina ha detto...

Grazie mille ancora ....io tengo duro ve lo prometto ma tenete duro anche voi nel leggermi...il Precario Mannaro ha in serbo per voi altri paradossali aneddoti.
A presto

Blogger ha detto...

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