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lunedì 14 gennaio 2013

Che ne sarà del libro?

Post di Ambra
immagine dal web
Scriveva il Petrarca in una lettera a Giovanni dell'Incisa "Sono posseduto da una passione inesauribile che finora non ho potuto né voluto frenare […] non riesco a saziarmi di libri. Può darsi che io ne abbia già più del  necessario; ma succede con i libri quel che succede con le altre cose: il riuscire a ottenere quel che si cerca stimola ulteriormente l’avidità.
E in verità c’è un fascino tutto singolare nei libri: l’oro, l’argento, le pietre preziose, le vesti purpuree, i palazzi di marmo, i campi ben coltivati, i dipinti, un destriero con splendidi finimenti, tutti gli altri beni di tal genere offrono solo un piacere muto e superficiale; i libri ci danno un godimento intimo, parlano con noi e ci danno consigli e si congiungono a noi con una familiarità per così dire viva e loquace.”

Ospiti a cena. Qualcuno è nuovo, qualcuno lo è da sempre. So che entrando nella mia casa, chi arriva percepisce - che ne sia pienamente consapevole oppure no - un'atmosfera, qualcosa di tangibile che parla dell'armonia o dell'inquietudine di me che ci vivo, perché essa riempie l'aria e la colora.
Entrano e poi, inevitabilmente, un ospite nuovo - quello più attento e più curioso di conoscenza - gira lo sguardo alla ricerca della libreria, si sofferma sui titoli, ne cerca altri.
Immancabilmente, quando questo avviene, io mi sento scoperta, so che le mie letture consentono di guardare nelle pieghe della mia anima.

Ma che ne sarà del libro? Se avere un libro tra le mani vuol dire permettere agli altri di conoscerti almeno in parte, leggerlo vuol dire, non solo un piacere intellettuale, una eccitazione della mente nel ritrovare parole in sintonia di sé, ma anche un piacere fisico, quasi sensuale, che chiunque ami leggere ben conosce.
Immagine di h.koppdelaney. Tutti i diritti riservati
Il contatto tra le tue mani e il libro che risulta morbido, carezzevole al tatto, il rumore leggero quasi impercettibile delle pagine sfogliate dalle tue dita, la presa sul segnalibro da inserire per riprendere le parole che hai arrestato, una gestualità che si accompagna a una sensazione di piacere.

Ma la libreria, il libro, la lettura stanno irrimediabilmente cambiando.
Chi riuscirà più a carpire la mia anima, se non potrà  vedere cosa leggo?

Cosa succederà quando kindle o cobo saranno in mano a tutti e celeranno dietro i loro schermi non un libro, ma un'intera libreria di migliaia di volumi?
Una libreria molto più nutrita di quella che puoi tenere fisicamente in casa, oggi soprattutto, in questi fazzoletti di case dove lo spazio è ridotto al minimo.
L'eleganza di entrambi
Mi hanno regalato un kindle, è bello, la copertina è elegantissima, di un colore che, non so perché, a me richiama l’idea di conoscenza.
Lo alterno alla lettura di un libro cartaceo, una lettura contemporanea di due libri, cosa che non avevo mai fatto, anzi che detestavo, ma mi manca il libro se uso il kindle, con quest'ultimo il contatto con le mie mani risulta freddo.
D'altronde ho coscienza che se l'uomo non avesse voluto abbandonare la sensazione di calore che il mantello accaldato e vibrante del suo cavallo gli trasmetteva, per muoversi invece su un sedile arido e inanimato, oggi non andremmo in auto.
Del resto voi che state leggendo questo post,  noi che giriamo per la blogosfera e leggiamo un e-book, abbiamo già abbandonato, anche se magari non del tutto, il piacere di entrare in una libreria, sentirne il profumo particolare che la distingue da qualsiasi altro ambiente, sedersi in un angolo a sfogliare un libro che forse si acquisterà o forse no, ma intanto abbiamo sbirciato dentro il pensiero di un altro che è entrato in noi, portando la sua ricchezza.
L'estraneità del kindle
A onor del vero devo anche dire che sul kindle si possono scaricare gratuitamente tutti o quasi i classici, mentre i libri editi più recentemente hanno un prezzo sempre inferiore a quello in libreria.
Mi resta la nostalgia del libro stampato sulla carta, delle librerie severe nello studio di mio padre, ma sono contemporaneamente proiettata verso una concezione o meglio una sensazione diversa di lettura, sensazione che al momento mi è oscura, ma che ritroverò prima o poi dentro di me, in modo da provarne il piacere che sicuramente si cela dietro lo schermo.
Parafrasando una nota pubblicità si potrebbe dire "un libro è per sempre", ma anche questo ormai è finito, potrebbe essere sostituito da "uno schermo è per sempre".
Allo schermo della tv o del pc se ne sono aggiunti di sempre più numerosi, il semplice cellulare dapprima e poi man mano, il Laptop, l'iPad, l'iPhone, l'iPod, lo Smartphone, il Navigatore satellitare, pure i bambini col Nintendo. E' un proliferare di display di ogni genere che ci stanno lentamente abituando a guardare e leggere attraverso il velo di uno schermo.
Lo guardo, il kindle, e cerco di amarlo come amo il libro.
Ambra


54 commenti:

Erika ha detto...

Cara Ambra, anche a me mio figlio ha regalato un Nexus per poter, tra le altre funzioni, leggere un libro dicendomi che è ora di non sprecare più la carta.
Devo dire che lo trovo molto utile, soprattutto in viaggio, perchè spesso capita di dover portare con noi qualche libro che non si sa mai dove sistemare, soprattutto se voluminoso. Devo confessare che mi manca il profumo della carta che ho sempre adorato. Ma lo si può sempre alternare con un vero libro.Proprio la scorsa settimana, avendo ricevuto da delle amiche un buono della Feltrinelli, ne ho acquistato uno
"vero".
Buona lettura con il tuo nuovo Kindle!

Michele Scaperrotta ha detto...

bel racconto Ambra
tutto vero!
ma ormai la tecnologia avanza prepotentemente ci dobbiamo adattare al nuovo senza dimenticare il vecchio!
ormai i libri sono 'dentro' la memoria di qualche diavoleria che in pochissimo spazio 'ammassa' un sacco di pagine. Comodo quando viaggi ad esempio, ma ok non ha piu' quel fascino della libreria colma di volumi magari impolverati. tutto cambia! non so se in bene ma e' inevitabile ormai. Buona giornata ciao

Vilma Bellucci ha detto...

La tecnologia avanza ed è vero che bisogna andare al passo con i tempi, ma io credo che non c'è cosa più bella che leggere un libro tenendolo fra le mani, sentirne l'odore, e poi richiuderlo accarezzandone la copertina. Come racconti tu qui, se entro in un appartamento....la prima cosa che mi colpisce è appunto la libreria, è più forte di me...mi affascina ed incuriosisce, e come dici tu c'è una parte di noi in ogni libro che leggiamo. Ricordo che sin da piccola mi piaceva entrare nelle librerie a curiosare...sfogliare...
Un caro saluto

Sciarada ha detto...

Ciao Ambra, riconosco tutta la sacralità che descrivi nell'approccio ad un libro cartaceo e tutto il rispetto che merita questo magico custode di misteri che si svelano lentamente ai nostri occhi curiosi e attenti; con ognuno di loro si crea un rapporto diverso e speciale, ognuno di loro ti parla a modo proprio e tu rispondi sottolineando e annotando i tuoi pensieri a margine, è una vera magia che sinceramente non so si possa creare con i libri elettronici, io non sono ancora riuscita a viverla!
Un abbraccio e buona giornata!

Annamaria ha detto...

Interessantissimo post, nella sua schiacciante attualità.
Francamente non so quale potrà essere il futuro del libro cartaceo. La versione elettronica, al di là della sua indubbia praticità, non mi attira. Però è anche vero che, come ci siamo abituati a comunicare tramite web, col tempo forse ci abitueremo anche a questo e non rischierò più di andare fuori di casa per far posto alle librerie.
Ma la cosa più bella del tuo post è quella citazione del Petrarca!!!
La davo spesso da leggere ai miei allievi, qualche volta l'ho regalata il primo giorno di scuola come augurio di buon anno.
E' l'idea che il nutrimento dell'anima ha valore inestimabile e offre una gioia che supera ogni altro bene materiale. E il discorso di Petrarca si può facilmente attualizzare.
Grazie Ambra, e scusa se mi sono dilungata!

Mirco ha detto...

Libro, libro, libro, libro per sempre!

La stessa parola "libro" è bella: libro come libero, libro come libagione allegra e gioiosa, libro come librarsi!

Un libro lo guardo, lo annuso, lo tocco per vedere se me ne piace la consistenza, la qualità della carta, la cura nella copertina.

Voglio riprendere in mano un libro che ho letto x-mila anni fa da ragazzo, e scorgervi tra le pagine la briciolina di biscotto che ci avevo lasciato (la mia abitudine di leggere mentre mangio), la macchiolina, il pensiero o la poesiola che in quel momento mi era venuto.

Voglio ritrovare tutti questi ricordi, e fantasticare sulle bricioline lasciate dagli altri, sulle macchioline lasciate dagli altri, sulle poesie che hanno toccato altri cuori!

Libri per tutti, liberi tutti!!!

:o) :o) :o)

Lara Ferri ha detto...

Cara Ambra, penso come te, che il libro cartaceo coinvolga nn solo la mente, ma anche i nostri sensi.
Dal tatto, all'olfatto e persino all'udito, quando velocemente sfogli un libro, per cercarne qualcosa che serve al momento.
Tutta una gestualità che sa di sacro, di intimo rituale.
Da mesi anch'io, sconfortata da mio marito, ho questa tua domanda in me.
Forse ci adatteremo, come sempre del resto e purtroppo, anche a questa tecnologia.
Ma che tristezza.
Grazie Ambra!
Lara

Tomaso ha detto...

Cara Ambra è veramente bello leggere di questi racconti, ci lasciano sempre sorridenti e contenti!
Ciao e buona settimana cara amica.
Tomaso

Annamaria ha detto...

Mirco, che meraviglioso commento, pieno di poesia!!!

Pupottina ha detto...

adoro i libri e lo sai.
la tecnologia ha le sue comodità (lo porti ovunque, non occupa spazio, è discreto perché nessuno sa cosa leggi), ma anche il libro ha, non solo il fascino, ma anche il vantaggio di non spegnersi o andare momentaneamente in tilt quando si sta leggendo la pagina più bella ed emozionante

Luigi ha detto...

bellissimo post Ambra: complimenti vivissimi!!!
Io la penso esattamente come te, anche se da qualche tempo vivo una fase di rigetto nei confronti dei libri sia tradizionali che informatici.
Guarirò???
Magari visitando la tua biblioteca, forse...

Tiziano ha detto...

Il progresso e la tecnologia ci ha portati a questo io non sono un gran lettore ma avere un libro tra le mani
e una senzazione unica per me il libro a una sua vitalità che non morira mai ciao Ambra
buon pomeriggio

Tiziano.

Cavaliere oscuro del web ha detto...

Il libro cartaceo ha tanto fascino, ma è anche vero che usare carta vuol dire tagliare alberi.
Si potrebbe usare carta riciclata e magari trovare il giusto compromesso.
Nel mio pc ho archiviato molti e-book soprattutto classici.
Se mi permetti, colgo l'occasione per consigliare questo collegamento:
http://www.liberliber.it/
Saluti a presto.

Lufantasygioie ha detto...

non daràa mai le stesse sensazioni.L'odore della carta,il rumore dei fogli...
ma è pur vero che il progresso va avanti e spesso c'è tanto spreco di carta...forse non in questo caso.
Baci

Sandra M. ha detto...

Molto attuale questo argomento. Mio marito legge, da qualche tempo, su supporto digitale e vorrebbe indirizzarmi...
Io resisto, amo la carta e l'attrito con i polpastrelli, il suo profumo , il girare le pagine, la matita sempre pronta per annotare ....come farlo su uno schermo? Ho provato, perché non sono mai negativa a priori; ma mi viene mal di testa, non trovo la concentrazione. Riconosco a questo mezzo un vantaggio: se devi allontanarti da casa puoi portare con te milioni di pagine e non sovraccaricare il bagaglio....ma oltre questo non so...sarò vecchia, forse...

mr.Hyde ha detto...

Bel post Ambra.D'altra parte, da te questo tipo di sensibilità me l'aspetto..
Per quanto riguarda i libri non riesco a farne a meno.Se debbo consultare,se debbo leggere un racconto, non riesco a farlo in maniera soddisfacente se non ho il contatto carteceo. Saro' un po' 'out'?

Carlo ha detto...

Ciao Ambra e buon pomeriggio. Annosa questione quella del libro elettronico che sostituisce, sempre più, quello classico, cartaceo. Personalmente credo sia inevitabile, come lo è il diffondersi di strumenti tecnologici che rendono più "comoda" e "facile" la nostra esistenza. Da non sottovalutare, inoltre, l'aspetto economico. La cultura, intesa come bagaglio di conoscenze, purtroppo ha anche dei costi. A volte enormi, al punto da non essere sostenibili per alcuni. Un e-book offre la stessa quantità di "cultura" ma ad un costo decisamente inferiore e, quindi, accessibile a tutti. Infine, importante è l'aspetto ecologico. Un libro, se non è realizzato con carta riciclata, significa alberi abbattuti e questo, in un'epoca in cui tutti dovrebbero essere più attenti al mondo in cui viviamo e che lasceremo alle generazioni future, non è sostenibile.

Detto questo, però, personalmente mi sento fortunato ad aver vissuto un'epoca nella quale sono cresciuto con il classico libro tra le mani. E lo sono perché ho provato quelle sensazioni che un libro ti procura e che molti, tra coloro che hanno commentato e tu stessa, hanno meravigliosamente descritto.

Sono quelle sensazioni che le nuove generazioni non potranno mai provare semplicemente perché non esistono più i presupposti per provarle.

Lo verifico, spesso, con i miei nipoti. Se, per esempio, racconto di come era bella quella particolare spiaggia del litorale romano dove le dune di macchia mediterranea facevano da cornice ad un'arenile profondo più di 100 metri e con una sabbia dorata, luogo in cui, solamente con le mani, sulla riva del mare pescavo telline.... loro mi guardano come fossi un marziano perché, oggi, guardando quella stessa spiaggia, vedono un luogo dove non esistono più le dune e l'arenile si è ridotto a qualche decina di metri di spiaggia affollata. Non parliamo delle telline: non solo scomparse ma neanche sanno cosa sono!

Ecco, noi tutti abbiamo provato delle sensazioni, come quella di tenere un libro tra le mani, che nel volgere di qualche decennio... sono scomparse o stanno scomparendo. Chi viene dopo di noi, non saprei se considerarlo fortunato.

Antonella ha detto...

Libro, sempre libro e solo libro. Per me leggere un libro vuol dire tenere quel libro tra le mani, sentire il suo odore di carta e d'inchiostro, toccarlo con affetto, passare davanti alla libreria dopo anni vederlo, accarezzarlo e rivivere le emozioni che mi ha donato. Il concetto di libro non è più lo stesso senza "il libro".
Buona serata.
Antonella

Tomaso ha detto...

Cara Ambra non riesco capire il perché non riesco a mettere il tuo blog nel mio blog rool...
è molto strano!!!
Tomaso

Francesco Zaffuto ha detto...

Se guado sui miei scaffali trovo anche alcune enciclopedie, quelle sì sono proprio obsolete; ma se guardo i libri dei romanzi, dei saggi e anche quelli di poesia, direi che li trovo molto più comodi e riposanti di una lettura su uno schermo. Sullo schermo una lunga lettura sul video penso che sia faticosa; poi c'è l'oggetto tattile e sacrale per chi lo deve leggere ed anche per chi l'ha scritto; penso che i libri continueranno a durare.
Ma sui costi il tuo ragionamento non fa una grinza. Anche io ho preferito non cercare alcun editore, quelli piccoli spesso ti chiedono un oneroso contributo per le spese, ed ho preferito mettere diversi lavori in rete ad uso e consumo di tutti e senza né costi né guadagni per me. ciao carissima

Carmine Volpe ha detto...

faccio parte di quella generazione nata sui libri, con il profumo della carta, ciramnete le nuove tecnologie hanno facilitato alcune cose ma non la lettura di un romanzo che secondo me deve avvenire su un libro mentre el informazioni com guide ecc me glio su un tablet

Non si dice piacere - La moda passa, lo stile resta ha detto...

io sono fermamente convinta che il fascino della carta, il suo odore e quel legame che inevitabilmente si innesta con il lettore non verrà mai spodestato.

me lo auguro.

bel blog, complimenti!

http://nonsidicepiacere.blogspot.it

riri ha detto...

Una domanda che mi faccio spesso, ultimamente in modo particolare, adoro leggere libri che emanano un po' il profumo dello scrittore la vera essenza della sua anima, diventa freddo invece l'alternativa..per ora nessuno me lo ha regalato, mi conoscono bene, finchè c'è carta stampata io mi sazio..poi si vedrà..Intanto faccio incetta, un po' li compro, un po' attingo da quelli di mio figlio e sono a posto per parecchio tempo:-) Un caro saluto.

Paola Murgia ha detto...

cara Ambra tante cose anche a me non piacciono del progresso ma non è arrestabile. quindi godiamoci la tecnologia, senza sentirsi in colpa per i libri che tanto abbiamo amato.

Adriana Riccomagno ha detto...

Non credo che l'ebook reader potrà sostituire del tutto il libro cartaceo. Sono convinta che rimarranno, come sono, due cose diverse...
P.S. bel post!

RobbyRoby ha detto...

ciao
a Natale mi hanno regalato il Kobo. Devo dire che è comodo, mi piace (non pensavo che mi piacesse). Però leggere un libro, sfogliare le pagine ha qualcosa in più.

Alberto ha detto...

E poi succederà anche che nel nostro kindle, o similari, non ci sarà più niente perché tutti i "nostri" libri saranno nella nuvola e li prenderemo con un clic e li deporremo con un altro clic. Siamo solo alla preistoria digitale.

Rita B. ha detto...

Ciao Ambra che bello leggerti!Tutto vero,mi ricordo quando frequentavo le scuole Medie( a Bozzolo appunto:)si andava in biblioteca noi ragazzine! Il bibliotecario ci indicava il libri che avremmo potuto prendere!
Noi cercavamo sempre di sgarrare un po' andando verso libri per adulti! C'era tutta un'atmosfera particolare,c'era chi era li' a leggere e stava in biblioteca, chi invece si portava a casa il libro!
Ma il profumo della carta era superlibidinoso!Insostituibile! Un altro slogan"che mondo sarebbe senza libro"?
Io non ho ancora sperimentato le cose di cui parli! Sono rimasta cartacea per ora! Ed è vero anche cio' che dici riguardo al libro che ti svela,a volte ti senti scoperta quando qualcuno legge i titoli nella libreria di casa!
Ciao Ambra buona lettura e bacioni bozzolesi!

Anonimo ha detto...

cara ambra ,èpleonastico dirti perchè unlibro sia un complementerietà relazionale.è stato un libro di favole lettomi da una amorevole sorella maggiore o dalla mia mamma a condire un tranquillo scivolare infantile nel sonno.è stato un libro di salgari a sancire la mia spinta emancipativa di crescita e farmi fantasticare sulle giungle orientali.sono stati i libri della mia cultura scolastica a darmi strumenti critici per sondare il reale.un kindle,rigido strumento che realizza la fantasia di veicolarti tutto il leggibile è la metafora della boulimia sugli oggetti che ci pervade,e che ci isola.ma entrare alla feltrinelli e nel compiacersi nel vedere una popolazione che cerca un titolo che poi è un autore o godere dello scambio con la libraia della libreria sotto casa non è un transito di relazionalità?unlibro lo presti ,lo regali,la lasci nei rari book-crossing.un kindle, quando mai.doc

Cosimo Piovasco di Rondò ha detto...

Succederà col libro quello che è successo coi mobili: le persone raffinate continueranno ad apprezzare la libreria e la credenza d'epoca ereditate dalla nonna, vi riporranno i loro oggetti più cari e le metteranno in bella vista; e useranno i mobili dell'IKEA per le cianfrusaglie e gli attrezzi da lavoro...
Così per la lettura: non finirò mai di lodare Google e Wikipedia che mi consentono di ottenere in cinque minuti gli stessi risultati che un tempo mi avrebbero richiesto un pomeriggio (o più) in biblioteca; ma Dante o Petrarca sul lettore di e-book non li leggerò mai.
Bacioni, tuo
Cosimo

P.S. Ho risposto con un mese di ritardo al tuo commento su Ada Lovelace; era finito nello SPAM (?), non chiedrrmi perché... I dettagli li puoi leggere da me, se vuoi...

Adriano Maini ha detto...

Mi viene difficile per il momento pensare che tra libro e futuro digitale c'é la stessa differenza riscontrata per almeno due secoli tra i manoscritti e le prime opere a stampa, infine vincenti e foriere di progresso per tutta l'umanità.

Stefano ha detto...

Cara Ambra
hai fatto una bella fotografia sul problema ''libro - ebook''.
Sono molto legato ai miei libri, (guai chi me li tocca o li sposta dai miei scaffali), ma per il progresso e per mancanza di spazio, si può accettare in parte l'ebook. Comunque complimenti per questa interessante riflessione.
Un abbraccio. Stefano

Minerva ha detto...

Al passo coi tempi...
Nonostante il progresso digitale e l'innovazione degli e-book, le emozioni e la sensorialità del libro cartaceo non tramonteranno mai.

Buona giornata!

gattonero ha detto...

Il poco che so l'ho appreso dai libri, fatti di carta e inchiostro. Pur non negando che il progresso ha i suoi vantaggi, ci fosse un referendum a favore di questo lo boccerei.
Risparmio carta, alberi salvati: basterebbe ridurre le scartoffie burocratiche che continuano a soffocarci, per salvare foreste equatoriali intere.
Per conto mio un libro è poesia, gli aggeggi iper moderni sono solo degli elettrodomestici; un libro dura più di una vita, ti sopravvive... questi giocattolini, alla fine della loro, finiscono all'isola ecologica, sostituiti da altri più avanzati. E, se non trattati al meglio, finiscono per inquinare, danneggiando l'ecosistema assai più degli alberi tagliati per stampare i libri.
Quindi, sì al progresso, ma senza abbandonare la strada maestra, che si sa con certezza dove ci ha portato, mentre quella nuova, per ora, è solo un sentiero, appena accennato.
Ciao, buona giornata.

nella ha detto...

Ambra cara, non riesco proprio a leggere un e.book.
Mi manca il contatto, il leggero suono delle pagine sfogliate, il sottolineare ciò che voglio ricordare, mi infastidisce anche un pochino chi si appropria dei volumi più personali, è come violare la mia interiorià che è mia e basta...
Così vale per i dischi eppure non sono affatto egoista!
Ciao e un grosso bacio!

l'alternativa ha detto...

Quando uscirono le prime fotocamere digitali, mi rifiutavo addirittura di guardarle, vuoi mettere la mia cara reflex analogica? Non l'avrei mai lasciata e quando si faceva un viaggio, quelli che possedevano una digitale scattavano di continuo tanto poi potevano scegliere con cura e io pur parsimoniosa nello scatto, quando tornavo dal viaggio spendevo una cifra per stampare minino i miei 10 rullini da 36, piano piano mi sono avvicinata alla digitale e ora ne ho 3, di cui 2 reflex e una compatta..........e allora? Forse succederà la stessa cosa anche con i libri, ma fin che resisterò terrò fra le mie mani quella carta che mi appassiona e passerò pomeriggi interi nella libreria che amo come una casa e poi vedremo
Emi

Cristina ha detto...

Il fascino del libro e della carta stampata a mio avviso non verrà mai meno. Io addirittura prima di scrivere qualcosa per il blog devo prima scriverlo a mano su un quaderno direttamente sul computer non ci riesco.....magari incomincio a diventare vecchietta?

Paolo Falconi ha detto...

Hai ragione i libri in una libreria di casa parlano di chi li legge, ne raccontano i gusti e ne rivelano le sensibilità, le idee.
Il libro in mano alla fermata di un autobus può diventare oggetto di una conversazione e dare la possibilità a due persone di conoscersi.

Credo che nonostante l'avanzare del progresso, ancora per molti anni il libro sarà presente nelle nostre case, per le stesse ragioni che hai ben descritto e perché molti non saprebbero farne a meno, amati per mille ragioni.

Un saluto a Te Ambra

il monticiano ha detto...

Sai Ambra prima del 2007 quando mio fratello mi regalò pc-Pasquale, dal 1999 a quell'an_ no avrò letto oltre un migliaio di libri.
Nel 2008 mi hanno messo al corrente di cosa voglia dire e fare con "blog" e allora ho quasi eliminato la lettura cartacea. Certo anche l'abbassamento della vista ha contribuito e non poco.
Però non ci sono kindle o cose del genere a convincermi di abbandonare la "carta" che, come giustamente dici tu. ha un'attrattiva particolare.
Viva sempre i libri.
Un caro saluto,
aldo.

Cri ha detto...

Argomento delicato e scottante :)
Tutti dicono che il declino del libro è irreversibile, e che in un prossimo futuro resteranno solo gli e-book. Anche questo fa parte della rivoluzione epocale nelle comunicazioni e nei rapporti umani che ci ha investito con l'avvento della tecnologia telematica.
Io per ora uso ancora soltanto l'oggetto libro. Chiunque entri in casa mia troverà due pareti attrezzate, una con cinquemila DVD, l'altra con qualche centinaio di libri che sicuramente sono il mio biglietto di presentazione agli ospiti: difatti io baro e accanto a libri amati e usurati dal continuo utilizzo ho esposto libri che non ho ancora letto, oppure solo assaggiato, ma che aspiro a leggere: libri che mi fanno sentire forte e ricca per il solo fatto di appartenermi e di schierarsi insieme ai loro fratelli nei miei scaffali, attendendo fiduciosi il momento in cui sarò diventata la persona giusta per affrontarli.
Non so se potrò mai soppiantare col virtuale il rito sacro, concreto, consolatorio, della visita in libreria, che è per me quello che Tiffany è per Holly Golightly. Lì dentro mi calmo, mi sento protetta e abbracciata, circondata dal calore dei libri e dall'energia umana dei loro autori che da essi sprigiona. Ci passo pomeriggi interi, e non ne esco mai a mani vuote. Non saprei dove altro rifugiarmi, se chiudessero le librerie... Non so, io credo in un destino dove riusciremo a trovare un modus vivendi in equilibrio tra quelle e i freddi dispositivi di lettura tecnologici. Almeno ci spero con tutte le mie forze :)

leonardo Benedetto ha detto...

Ciao Ambra, penso - e spero - che il libro cartaceo non vada mai alla fine, pure con le riconosciute difficoltà che l'editoria in genere incontra.
Tu sai che io sono appassionato della storia della mia città - e non solo; tante volte, ho riscontrato che per approfondire un argomento non c'è modo migliore che cercarlo nella carta stampata. I motori di ricerca indubbiamente sono un aiuto, ma non hanno -a mio avviso - la completezza e la quantità di informazioni presenti in un testo.
Scusami la lungaggine, comunque W il manoscritto!
Buona serata.

Nicolanondoc ha detto...

..i tempi cambiano, purtroppo. I libri dovrebbero rimanere così come sono..pura passione. Un saluto.

Gabe ha detto...

vedo che siamo la maggioranza a non cedere al libro elettronico,utile,pratico,ma freddo.
Io ho due librerie stracariche e continuo ad andare in libreria e a sentire il desiderio di comprare un libro,anche se non lo leggerò nell'immediato e ai miei nipoti,pur piccoli,ne ho regalati tanti,più dei giocattoli.
(vedere Pablo, 2anni e mezzo,nel vasino con un libro in mano,è una cosa simpaticissima)
Ti faccio i miei complimenti per questo post,molto stimolante
un bacio

nanussa ha detto...

ciao ambra verro' a leggere con calma piu' tardi............ per ora ti auguro un felice anno e un buon weekend a presto!!

Sandra M. ha detto...

Sono tornata perché mi sono ricordata che , da settimane,mi dimentico di dirti quanto sia bella la foto dell'intestazione. Una poesia!
Buon week end.

Galatea ha detto...

Cara Ambra sei riuscita, come tu sai fare, a trattare l'argomento in maniera splendida, raccontando le tue emozioni, ma anche una verità che non ci piace molto, il tutto condito con quotidiana poesia, e così mi sono vista anch'io tra le tue parole e tra i tuoi dubbi.
Vivo come te questo amore-odio per i libri elettronici, che uso solo quando proprio voglio leggere un libro, ma so già che è solo curiosità perchè le recensioni sono pessime e non mi va di spendere tanto per qualcosa che molto probabilmente non finirò di leggere, mentre per il resto le emozioni del cartaceo sono troppo irresistibili, dall'odore, al tatto, ma anche al piacere di vederlo lì sistemato nella mia libreria, che ti ricorda il momento esatto in cui lo hai letto, che aspetta di essere coccolato e magari riletto.

Roscio ha detto...

Cara Ambra, purtroppo o per fortuna, tutto cambia e sempre più vorticosamente. Tutto ciò in cui ci specchiavamo non riflette più la nostra immagine ma un'icona sfocata dalla velocità del cambiamento. In questo caso le modalità fleepbook che ci fanno girare virtualmente le pagine ci ricorderanno il libro, fedele compagno di tante notti insonni e vedrai, tra un pò i nuovi apparecchi di comunicazione multimediale riprodurranno odori a noi familiari che simuleranno l'aria di casa e di raccoglimeto che una buona lettura tradizionale ci donava. Inoltre l'abbattimento dei prezzi e il corrispettivo non abbattimento di alberi dovrebbero essere a favre della diffusione di questa buona pratica in attesa della comunicazione telepatica dei concetti. Un abbraccio

Alessandra ha detto...

Anch'io adoro la carta...certo l'e-book ha le sue comodità, ma non ha la poesia del cartaceo....che comunque occupa spazio.Io non so più dove mettere i libri e mi dispiace disfarmene, anche di quelli che non mi sono piaciuti!

giulio ha detto...

Chi legge adora la carta.mi è piaciuto moltissimo come hai trattato le simpatie/antipatie verso il cartaceo e il lettore elettronico, facendone una bella analisi razionale ed emotiva contemporaneamente.giulio

Achab ha detto...

Bellissimo testo,adoro il profumo della carta e anche il suo rumore mentre scrivo anche a macchina.
Buon inizio di settimana cara Ambra.

Tiziana Bergantin ha detto...

Mi piace il libro da sfogliare. Mi piace l'idea che l'autore si sia messo a scriverlo proprio per me, presuntuosa. Ciò nonostante sono attratta dalla tecnologia e dai suoi strumenti. Ora leggo sempre meno sul cartaceo, queste ultime novità le vorrei tanto provare ma avendo un portatile per ora non ne sento il bisogno. Trovo che sarebbe utilissimo in viaggio. Ciao Ambra, bellissimo e attualissimo post.

Laura Mint ha detto...

Un po' di tempo fa anche io avevo dedicato un post alla questione e-book/libri cartacei... Posto che indubbiamente un libro cartaceo non ha eguali ed è qualcosa di unico, l'ebook reader è molto comodo per i viaggi o per sperimentare (secondo me) generi che non siamo sicuri ci piacciano o che non siamo convinti di acquistare in forma cartacea "tradizionale". Bellissimo post! Un abbraccio ed a presto, Laura

Blogger ha detto...

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Blogger ha detto...

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