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martedì 4 dicembre 2012

IL PRECARIO MANNARO
ovvero storia di una nuova specie umana

disegno di fabio
Post di Cristina
Cristina Izzo, una volontaria Seneca, si trova da tempo in condizione di dover andare avanti con lavori precari che non le permettono di pianificare un futuro. Pubblicheremo a puntate alcuni post che raccontano diversi “sketch” descritti con molta ironia da Cristina. Filo conduttore le esperienze di una precaria. 

PROLOGO
Quello che sto per raccontarvi sono una serie di episodi vissuti sulla mia pelle. Una pelle un po’ consumata, infiammata, a volte stanca, “la pelle di un precario”, che ha pur sempre conservato un fondo di ironia.
Colloqui, per annunci pubblicati per lavorare tre, quattro mesi … talvolta uno, mi è anche capitato addirittura per un giorno solo.
Non è sempre facile, talvolta penso :<<Ma ho 39 anni e sono ancora qui con in mano poco e niente>>, quando ero ragazzina guardavo le 40enni come delle “donne arrivate” con un lavoro fisso, marito e figli ed invece ora che ne ho io quasi 40 son ancora in ballo con il mio futuro!?!!?
E’ da luglio 2009 che faccio questa vita, da quando la mia azienda mi ha messo in mobilità, anzi, precisamente era il 16 luglio 2009 ... Il 17 ero all’Inps e poi al Centro per l’impiego a fare la coda. Ma il 17 di luglio, ironia della sorte, cade anche il mio 36esimo compleanno. L'anno ha 365 giorni eppure io entro in questo tunnel proprio il giorno del mio genetliaco ... diciamo un tocco di melodramma in più alla storia? <<Oooh poverina altro che auguri… ma povera la mì stelina bela….>> Ehhh sì sapete quanti dopo cena noiosi ho “risolto” con questo mio aneddoto? E vi pare poco? A me no… Talvolta penso: se a dicembre secondo la profezia Maya dovesse finire il mondo, ma  allora chi me lo fa fare di agitarmi tanto per trovare un nuovo lavoro? Quasi quasi me ne torno ancora in disoccupazione ad aspettare tranquilla e a meditare sul detto napoletano (io sono originaria di Napoli) “Pigghiate ò buono quando te vene tanto ò malamente nun manca mai!
Cristina

P.S. - I fatti e le situazioni raccontati sono reali, i nomi di aziende, agenzie interinali e persone ovviamente di fantasia ... ci manca solo la querela!!


31 commenti:

Michele Scaperrotta ha detto...

ciao Cristina ti capisco
i ho due figli laureati ma precari
e' la modernità del mondo d'oggi
o sei figlio di politico come , per dirne uno a caso, la fornero oppure sei un 'bamboccione' che pretende
Non ho parole
buona giornata
ciao

❀~ Simo ♥~ ha detto...

Una storia che ogni giorno ha più del reale....

Paolo Falconi ha detto...

Quando hai fatto riferimento alla profezia Maya, mi hai fatto ricordare l'aneddoto di un vecchio signore, un contabile che conobbi in uno degli innumerevoli contratti a termine ... premetto che a dispetto dell'età era un eccellente contabile.
Raccontava:
"finalmente, dopo tanto tribolare ero riuscito a trovare il posto fisso, mi giunse la lettera di assunzione ad un Ente pubblico, e già pensavo di sposarmi e mi vedevo felice e contento ... peccato che proprio quel giorno un tizio tutto nero (l'uomo nero) affacciato da un balcone dichiarasse guerra al mondo intero:-)
così di posti fissi ben presto ne ebbi due, con il rischio, molto fondato di ritrovarmi fisso per sempre nei secoli dei secoli ... mi ritrovai a marciare, pregando di non marcire, e dopo tre anni a lavorare in Polonia, ma il datore di lavoro era pessimo assai, ostrogota e pure cattivo, in compenso non eravamo mai soli ma in buona compagnia di allegri pidocchietti, sempre allegri e salterini e mai la signora fame ci lasciava ... in compenso come nel film di Benigni c'era un prigioniero russo, che ogni volta che lo incontravo mi diceva" forza!, che son vicini ... stanno proprio qui dietro l'angolo,arrivano!" solo dopo mesi di quello strazio arrivarono i soldati con la stella rossa sul berretto, e finalmente sciogliemmo il contratto con l'ostrogoto, ma rischiammo di esser deportati, che i misha ancora si ricordavano le nostre divise il Don e tutto il resto ... mi salvai per poco e ... ritornai a casa.
Ancora oggi conservo quella lettera di assunzione:-))"

sqwerez ha detto...

il cuore non si stupisce più... e questa non è cosa buona...

Tomaso ha detto...

Cara Zicin è brutto sentire che tutti o quasi tutti parlano come se fossero rassegnati!!!
Coraggio quando si arriva a toccare il fondo poi, o si annega oppure si risale, speriamo che sia la seconda.
Tomaso

nanussa ha detto...

ahahhaha forte l'ultima frase....sono del sud vicino Napoli.....so cosa buol dire quella frase e ti consiglio di seguirla!!

a parte gli scherzi ...viviamo in una situazione di vergogna ....il lavoro dovrebbe essere la prima cosa che l'umanita' dovrebbe avere di certo!!!
non ne parlaimo proprio qui da me il il lavoro e' come vincere la lotteria di capodanno!!!

ciao buona giornata!!

il monticiano ha detto...

Cristi' come ti capisco. Certo conta poco o niente la mia solidarietà ma poiché ai miei tempi - lontanisimmi siamo d'accordo - ho vissuto giornate di disoccupazione - ti dico forza e coraggio e lascia perdere le profezie.
Ho sorriso a quel detto napoletano ma quanta verità in esso.
Un caro saluto a te e ad Ambra,
aldo.

Luigi ha detto...

siamo tutti precari Cris, chi più chi meno: siamo tutti "sott'o cielo" come dicono a Napoli; l'importante è non abbattersi e cercare di reagire sempre con spirito positivo!!!

Pupottina ha detto...

è vero. ormai la vita è precaria ...

Tiziano ha detto...

Ciao Cristina per fortuna io non ho questo problema perche a settantanni suonati, ma ho una figlia di trentanni ancora sul groppone e un lavoro fisso
non lo trovi neanche farlo fare
complimenti per la tua ironia tieni duro che c'e la farrai.

Cristina ha detto...

Cari amici, essere precari è come quando sei nel mare lontano dalla riva e ti manca il fiato per ritornare ed annaspi. Spesso ti trovi a ricoprire ruoli per pochi mesi ed a fare tuo un lavoro che tuo non è. A volte ti piacerebbe proporre delle soluzioni per lavorare meglio ma spesso e volentieri quello che hai da dire tu facente pare di questa "nuova specie umana" non interessa a nessuno perchè tanto sei solo un poveretto di passaggio. Tutto ciò spesso purtroppo rischia anche di intaccare la propria autostima e non è semplice dirsi non te la prendere a cuore. L'Italia dice di seguire il modello americano per il lavoro, peccato però che la mentalità resta sempre quella da gretto popolino non pronto ad accettare nessuna nuova specie differente dallo standard a cui sono abituati. Io malgrado tutto riesco sempre a concludere spesso le mie infernali giornate con "nà risatella ironica" ...
Spero di non avervi tediato con tutto questo sermone, se così fosse amici cari "me dovete proprio scusà, dai che la prossima volta la risatella ve la farete vui con un mio raccontino".
Ci tengo solo a precisare che l'idea è mia ma chi mi ha aiutato parecchio a rileggere e correggere il tutto oltre alla nostra ingambissima Ambra è stata anche la mia amica Laura che spero presto commenterà anche lei, visto che come lei ben sa per me è la sorella che non ho mai avuto.

Adriano Maini ha detto...

Efficace, incisivo spezzone di questa realtà drammatica, che cero non si immaginava potesse verifucarsi per i nostri figli e i nostri nipoti!
P.S.
Il ricordo di Paolo Falconi mi riporta con la memoria ai racconti similari che ho sentito da tanti reduci della guerra.

Cavaliere oscuro del web ha detto...

Purtroppo è la dura realtà dei nostri giorni.

Francesco Zaffuto ha detto...

Penso che occorra dire BASTA e dare una mano. Occorrono idee per cambiare e per creare meccanismi di solidarietà. Occorre dare una mano a lottare. ciao

Lufantasygioie ha detto...

ti capisco benissimo!
Napoletana emigrata a Milano per lavoro...nel 2003,dopo 10 anni di contratti a termine...
Che dirti? A 35 anni ho avuto la fortuna di vincere un concorso...quindi mai perdere le speranze!
In bocca al lupo.
Lu

Sandra M. ha detto...

Io che di anni ne ho sessantatre e non sono precaria ma pensionata...fortunata, dunque? ....leggo e penso con tanta tristezza a quando avevo io la tua età (scusa il tono confidenziale) e avevo tanti sogni, quasi certezze sul futuro della cosiddetta Società. Certo qualcosina abbiamo sbagliato.Bisogna dare forza e voce a chi dimostra di avere idee per andare oltre e migliorare...qualcuno deve pur esserci.

Anonimo ha detto...

Saluti da BOrdeaux ERika

Anonimo ha detto...

Saluti da BOrdeaux ERika

Lara Ferri ha detto...

Siamo finiti in un mondo impressionante.
Cara Cristina, ho anch'io una figlia.
Lavora di sera in un bar per qualche euro. Lo fa, ne sono convinta, solo per uscire dalla mortificazione di essere ancora a nostro carico.
A te i miei migliori auguri!
Ciao,
Lara

Enrico Bo ha detto...

Stiamo facendo pagare ai nostri figli quanto abbiamo in abbondanza ricevuto...

Sciarada ha detto...

Cara Cristina come darti torto, questi non sono per nulla tempi di serenità ed in punta di piedi auguro a te, a tutti i precari, ad Ambra ed ai volontari Seneca, una buona festa dell'Immacolata!
Un abbraccio!

José María Souza Costa ha detto...

Invitación
Yo soy brasileño, y tengo un blog, muy simple.
Estoy lhe invitando a visitar-me, y se posible, seguimos juntos por ellos.
Fuerza, Alegría y Amizad.
Ven acá, y deja un comentário, para YO, seguí en su blog con facilidad.
Yo, estoy te seguyendo.
Abrazos, del Brazil.

www.josemariacosta.com



Antonella Leone ha detto...

Fortunatamente non ne ho avuto ancora a che fare, ma leggendo il post posso immaginare il tuo stato d'animo e spero che la situazione si possa risolvere! e dato che la profezia maia per quanto mi riguarda è una cretinata, hai ancora un'anno per vederti come una di quelle 40enni che immaginavi ,l'importante però è non perdere la speranza!!

Ninfa ha detto...

Per fortuna che non ti manca l'ironia a sostenerti in una situazione che appare davvero tragica...visto che siamo a fine anno ti puoi però rilassare un pò, buona idea, e se la profezia dei Maya non si avverasse, ripartire agguerrita alla ricerca del lavoro nell'anno nuovo.
Non ho vissuto sulla mia pelle la realtà del precariato, ma so cosa vuol dire, pur avendo un posto fisso, doversi accontentare di uno stipendio alquanto "risicato". Erano altre le aspettative ed i sogni che avevo un tempo riguardo alla mia professione. Ciao e tanti auguri, Cristina!

Lufantasygioie ha detto...

buon fine settimana
Lu

Soffio ha detto...

storie ormai assai diffuse che non tendono a terminare

Erika ha detto...

Nel '73 io sono stata fortunata: ho avuto un incarico a t.i. nella scuola superiore per sette ore settimanali in tre località della provincia di Bari. Le cattedre di Lingua e Letteratura Francese erano poche ... L'anno dopo mi hanno dato 18 ore ma sempre in tre paesi e così son andata avanti per 12 anni nonostante nel '78 fossi diventata di ruolo.
Per voi giovani le cose son più difficili. Io le sto vivendo con mia figlia ( 37 anni a febbraio) che da maggio si trova nelle tue stesse condizioni.I politici promettono lavoro ma lo assicurano solo ai lori figli.
In bocca al lupo Cristina!

Carlo ha detto...

C'è troppa rassegnazione in giro e, questo, non aiuta di certo a cambiare questo stato di cose. Però, ben venga la tua storia e ironia, magari riesce a risvegliare qualche coscienza un po troppo sopita. Basterebbe immedesimarsi in realtà come la tua per provare quel giusto sdegno che ci farebbe dire.... basta! Però non accade e questo è più tragico di mille storie come la tua.

Ciao.

Blogaventura ha detto...

Con la riforma dell'art18 hanno reso tutti precari. Vogliono mano d'opera ricattabile e a basso costo. L'inversione di tendenza rispetto a questa situazione dipende solo dalla capacità di lottare tutti insieme e con forza. Da soli non si va da nessuna parte. Un caro saluto, Fabio

Alberto ha detto...

In questi casi, in questo caso, mal comune non è mezzo gaudio purtroppo. Un abbraccio.

Cristina ha detto...

Grazie a tutti per il coraggio che mi fate siete davvero gentili. Difficilmente mi arrenderò e ancor più difficilmente accantonerò la mia ironia per fare posto alla tristezza.

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