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lunedì 21 novembre 2011

Il Fiume della Vita

courtesy AlicePopkorn
Post di Cristina
Mi son chiesta cos'è che profondamente ed intrinsecamente ti induce ad un certo punto della tua vita a voler mettere al mondo un figlio.
L'innato desiderio di genitorialità a mio avviso non basta, non è solo questo.
Come mai questo desiderio non ci travolge a 20 anni?
Del resto si è giovani, si hanno le chances fisiche maggiori così come le energie per seguire la prole ...ma si "ha ancora tutta la vita davanti" e non se ne vede a quell'età diciamo l'incombere del traguardo ... la fine.
Ritengo che in un certo senso metter al mondo un figlio sia un po' come un'estensione della nostra vita terrena:  lui frutto di noi stessi ed in lui trasponiamo la nostra vita ed in un certo senso ci sentiamo rinati e ci par di allontanare lo spettro e la paura della fine.
Ognuno di noi teme la fine perché nessuno sa con certezza se dopo c'è davvero qualcosa, o forse in fondo in fondo tutti sappiamo razionalmente che non c'è niente ma ci illudiamo per timore.
Anche chi a parole a volte nega, tutti la vita la amiamo spasmodicamente ed il pensiero che questa possa avere un termine ci spaventa e magari da qui nascono i nostri diversi "credo" e può essere, in parte, anche il nostro desiderio di procreazione.
Cristina

23 commenti:

Luigi ha detto...

tema molto interessante Cristina: io credo, direi che ne ho quasi la certezza, che la realtà soprannaturale sia una dimensione molto più concreta e reale di quanto riusciamo a vedere con gli occhi;
"l'essenziale è invisibile agli occhi" quasi sempre!!!

Lufantasygioie ha detto...

io la vedo diversamente,l'ho sempre vista diversamente.
Morire non mi fa paura,ho timore di invecchiare,di non essere più autosufficiente,di essere un peso.
Non mi fanno paure le malattie o le patologie,ma essere un pericolo ed un peso,questo si.
Ho imparato ,anche troppo presto,a pensare"meglio l'uovo oggi che la gallina domani".Non faccio progetti a lungo termine,mai.
A presto
lu

Erika ha detto...

Persone che hanno una certa cultura, che sono impegnate nello studio, almeno fino a 25 anni, penso che non abbiano il desiderio di mettere al mondo un figlio a 20 anni. Oggi poi c'è il problema della carenza del lavoro. Arrivati ad una certa età lo si desidera un figlio ma non perchè si teme la morte ma piuttosto perchè noi donne col passare degli anni potremmo avere meno chance di un tempo o perchè veniamo assalite dal timore che il piccolo potrebbe avere dei problemi di salute. Ed ecco che scatta la molla, il desiderio irrefrenabile di diventare mamme. Spesso si sente dire: "O adesso o mai più".Il mio secondo figlio l'ho avuto a 37 anni e l'ho voluto io non per paura della morte ma perhè lo desideravo.Io ho fede e sono convinta che esista qualcosa dall'altra parte perciò non credo che questo desiderio di procreare sia dettato dalla paura di finire nel nulla.
Ciao cara Cristina.

achab ha detto...

Ciao Cristina,un post molto interessante,bella anche la poesia sotto della signora di 80 anni,un saluto anche ad Ambra.
Buona serata.

Ambra ha detto...

Ma certo. Un figlio è l'illusione della continuità. Tu non ci sei più, ma ci sarà tuo figlio.
Come se la morte non ti cancellasse definitivamente, che tu abbia un figlio oppure no.

Adriano Maini ha detto...

Un approccio che, forse pensando troppo in astratto alle gioie della famiglia, non mi ero mai posto. E, sempre in ambito virtuale, letture e letture mi avevano sin qui portato a vedere l'illusione della continuità come ancorata alla dimensione "nonni".

il monticiano ha detto...

Comunque avere un figlio è una gran bella cosa ed io purtroppo ne ho uno solo. E pensare che 52 anni fa, quando nacque, stavo per perderlo.
Le attenzioni che ricevo da lui mi fanno sentire meglio malgrado la mia veneranda età e i miei acciacchi.

Gabe ha detto...

molti figli nascono non voluti,ma poi accettati con gioia.La riproduzione è una fase della nostra esistenza ,e non sono d'accordo che si mettono al mondo figli per paura della morte,i figli sono un aspetto dell'amore per la vita,la fine arriva comunque,con o senza il dono della loro esistenza.
Ciao Cristina

Cavaliere oscuro del web ha detto...

Sono d'accordo con Gabe.
Saluti a presto.

riri ha detto...

Quoto Gabe, decidere di avere un figlio è un atto d'amore:-)
Un abbraccio a tutti voi, buona giornata.

Carla, i colori...pensieri della mia mente. ha detto...

ciaoo Cristiana ..che bello leggerti e soprattutto leggere questo bel testo.
Io ho due figli e non ho mai pensato alla continuità o alla paura della morte, ho voluto e desiderato dei figli perchè per me era una voglia di amore. tutto qui.
Probabilmente ai miei tempi si poteva anche decidere di avere figli in età piuttosto giovane, ora, con la carenza di sicurezza mi sembra più che ovvio che si ci sa razionalità e consapevolezza di una tale decisione.
ciaoo Cristiana...un abbraccio

Sandra M. ha detto...

La cosa veramente straordinaria nell'avere figli, crescerli ...è vederli adulti, rivedere in loro quello che tu eri, capire attraverso i loro sguardi , i loro problemi, quello che devono aver provato i tuoi genitori quando tu eri un bimbo e poi un adulto. Insomma la banale ma non troppo "ruota della vita" della quale mia nonna parlava sempre....

Sandra M. ha detto...

Dimenticato: che bella l'immagine dell'header...quel cerbiatto indifeso ma per nulla intimorito....

Costantino ha detto...

Come dice giustamente Ambra,un figlio è l'illusione della continuità.
Nello stesso tempo è qualcosa di innato,non solo negli umani, che persino i grandi filosofi non hanno saputo spiegare im modo convincente.

Ninfa ha detto...

In genere a vent'anni non ci si pensa a mettere al mondo dei figli, perchè le cose che interessano sono altre: lo studio, il lavoro, il gruppo degli amici, l'emancipazione dalla famiglia d'origine...A volte questo vale anche per i trentenni o più e non mi stupisce che il desiderio di maternità "nasca" in età più che adulta. Se poi un figlio sia visto anche come un'estensione della propria vita non saprei, certo può essere...Ciao Cristina, complimenti per il post, un argomento interessante su cui riflettere.

Rita Baccaro ha detto...

Nel desiderio di procreazione c'è innanzitutto un grande progetto d'amore tra due persone che vedono nella creatura nascente la loro fusione di corpi ed anime, un essere che diventa simbolo e realtà del loro amore e che porterà nel tempo questo messaggio. non so forse sarò una romanticona, ma non ci vedo nel desiderio di procreare un collegamento col termine della vita.
Voglio ringraziare Ambra, anche te Cristina e tutti coi del blog Tra sogni e realtà per aver inserito il banner "I'm a human blogger" ma soprattutto perchè ne condividete i valori e le scelte insieme a me e a tanti altri.
un abbraccio

riri ha detto...

Un saluto al collettivo:-)Buon fine settimana.

Dual ha detto...

Io credo che con gli anni uno voglia lasciare qualcosa di se su questo mondo..ed ecco i figli..un continuo di noi che viaggia nei secoli..L' immortalita' !!!
Gio'
http://remenberphoto.blogspot.com/

❀~ Simo ♥~ ha detto...

ciao Cristina, un argomento molto interessante ma anche di difficile discussione....I figli sono una benedizione, sono gioia, sono dolori....Purtroppo si sono situazioni difficili perchè chi li desidererebbe non possono averli e in altri casi c'è chi li rifiuta....
Un saluto

cristina ha detto...

@ tutti: mamma mia ma quanti siete!
I figli son sicuramente un atto di amore questo è indubbio ma come dicevo nel post a volte mi vien da pensare però che nn son solo questo...gli anni passano per tutti e come diceva qui Dual forse abbiamo un po' tutti bisogno di lasciare qualcosa di noi su questa terra.
Grazie di cuore per le vostre risposte. A presto

♥ Ele ♥ ha detto...

I figli sono un dono...a volte arrivano senza essere cercati, altre invece, rimangono sospesi, perchè è questo è il destino.

Gli anni passano per tutti e nessuno è immortale. Quel che rimane di NOI non sono i nostri figli, ma il bene che ciascuno ha saputo donare al prossimo. CON o SENZA prole.

Serena domenica a tutti!
Elena

dandelion67 ha detto...

Ho vissuto la paura della morte , quando la vidi nel volto di mia Madre...nei mesi successivi non riuscivo a farmene una ragione..ne parlai con un sacerdote che mi fece comprendere quanto io fossi legata alla materia...la mia paura di perdere il controllo sul mio corpo era cammuffata dal dolore per la perdita di mia Madre...il ciclo della Vita compresi...questo sono i Figli...il nostro desiderio di continuità fisica...e quanto ci prodighiamo nel dar loro il meglio, materialmente...spesso perdendo di vista i valori e l'Armonia e l'Equilibrio con Madre Terra...Colei che ci accoglie e se glielo permettiamo ci insegna a vivere a lungo ed in salute...condividendo il cammino con i Figli e gli Affetti che abbiamo fortuna di avere vicino..
grazie per la riflessione Cristina..
sereno finire del giorno..
dandelìon

Cristina ha detto...

@Ele grazie molte per la tua dolcezza
@Dandelion il tuo commento mi ha commossa

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