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giovedì 5 febbraio 2009

La scoperta di un Nuovo Mondo

Perché mi sono avvicinato al mondo del volontariato? La risposta potrebbe essere semplice: “Perché volevo fare qualcosa per il prossimo”.
Per me l’inizio viene da molto più lontano, da
una chiusura totale in me stesso dovuta alla solita depressione.
Mia moglie, con grande affetto e grande intelligenza, mi ha portato ad avvicinarmi a percorsi olistici che prima non volevo neanche ascoltare. Piano piano questo mi ha fatto scoprire dei mondi che non avevo mai nemmeno considerato. Attraverso questi percorsi fatti anche di letture di illuminati mi hanno portato a prendere coscienza della VITA, quella vera!
Con questo non rinnego nulla del mio passato anche se prima credevo di vedere, poi però ho scoperto gli occhiali e adesso vedo molto meglio.I mie occhiali sono stati i libri del Dalai Lama che mi hanno fatto scoprire l’amore e la compassione; ma non solo scoprire, anche e soprattutto …. capire veramente!
Ricordo che prima non avrei mai rinunciato alle mie partite di golf durante il week end finchè un giorno - un sabato - sempre mia moglie, che faceva la volontaria al Don Gnocchi, mi disse: ”Perchè non mi accompagni a dare da mangiare alle bambine?”.
Ho scoperto poi chi erano le bambine: dei corpi che giacevano in un letto o su una carrozzina; solo una o due, diciamo per così dire, si esprimeva con dei suoni-parole e chiaramente il mio shock è stato grande. Quando poi sono uscito, dentro di me avevo un subbuglio fatto di sguardi teneri, di suoni che volevano essere il mio nome, di compassione nel senso buddista.
Questo mi ha dato la consapevolezza che esiste il prossimo che molte volte ha bisogno di aiuto, ma non è in grado di chiederlo. Ci sono però persone che lo possono dare.
Seguendo con il tempo il mio percorso filosofico-spirituale ho anche raffinato il vero significato dell’esistenza del prossimo. Questo ha fatto sì che io iniziassi ad aiutare il prossimo con sostegno materiale a organizzazioni che davano supporto a cause socialmente utili.
Finchè ho scoperto che potevo mettere a disposizione parte del mio tempo con l’apporto della mia professionalità, così un giorno ho telefonato a Seneca e dopo aver incontrato Roberta che mi disse ”Abbiamo proprio bisogno di una persona come te”, eccomi qua a condividere con voi questa bellissima esperienza socialmente utile.
Fabrizio Melocchi
image by alicepopkorn CC Liense

2 commenti:

Fabio ha detto...

Ciao Fabrizio,
questi posti dove giacciono corpi abbandonati, o persone che nessuno vuole più vedere dovrebbero essere visitati da tutti.
Le scuole oltrechè organizzare bellissime gite riceativo/culturali dovrebbero far conoscere ai bambini, fin dalla tenera età che cosa è la vita, anche quando non è perfetta.
Non mi piace questa società che nasconde e sterilizza l'idea del malato, del sofferente, del diverso da noi. La visibilità è un valore importantissimo, essere visibili, anche come sofferenti, significa entrare nella realtà, farvi parte, arricchire il concetto di vita ed approfondirlo.
Questo è un dovere di tutte le diversità, anche di quelle che possono dare fastidio, il concetto è: se esisto devo essere visibile visto che senza visibilità non c'è esistenza sociale.
Rimango molto male quando qualcuno mi racconta di visite in ospedali e di disagio nei confronti della sofferenza.
Perchè se questo disagio è umano, non è umano aggrapparsi a questo per far finta che le cose non esistano. E scansarle.
Visto che esistono è nostro dovere prenderne atto, anche a costo di qualche disagio.
E' questa la vita, cerchiamo, con senso di accoglienza, di fare entrare nel nostro mondo perfetto anche chi, in quel mondo, e non per sua colpa, ha timore di entrare per inadeguatezza o vergogna. Causate del nostro perbenismo e dalla nostra superficialità.

Anonymous ha detto...

Sono completamente d'accordo con te e condivido pienamente quanto hai scritto
Fabrizio

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