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giovedì 17 marzo 2011

Mala tempora currunt [Viviamo tempi tristi]

Testo di Cristina
Si sente tanto parlare di dignità .... cito testualmente dal dizionario della lingua italiana "nobiltà che l'uomo ha per
sua natura, per i suoi pregi". Che ha per sua natura ma che, aggiungo io, quando non si è più in grado di combattere, di affermarsi vien calpestata senza ritegno alcuno.
Son stata oggi in una struttura privata per fare una terapia a base di campi magnetici alle spalle per una infiammazione (una banalità) ... accanto a me una signora anziana  su di una sedia a rotelle che doveva fare la medesima cosa ad una gamba ... ebbene davanti a me la signora è stata spogliata dall'addetta  e rimasta in mutande con ben in evidenza il suo pannolone per l'incontinenza e da lì l'applicazione del macchinario, poco dopo medesima cosa ma questa volta con un signore.
Entrambi non erano proprio nel pieno delle loro facoltà mentali e lucidità ed io lì con loro che per rispetto evitavo di incrociare i loro sguardi spenti ...
Mi son detta "Ma il rispetto della dignità altrui dov'è? Bisogna sempre essere pronti e pienamente in forze per averla? Non si può  mai abbassare la guardia a questo mondo che son subito tutti pronti a schiacciarci con un misto di compatimento e derisione?"
Ho finito la terapia e me ne son andata con un grande peso al cuore.
Cristina
immagine dal web

31 commenti:

Erika ha detto...

E' vero Cristina. Io ho una certa età ormai ma mi ricordo che mia nonna mi diceva sempre di coprirmi, gli altri non dovevano vedere le mie intimità.... Oggi non ci si vergogna più di niente, è diventato tutto naturale e , in questo caso non si prova un po' di rispetto per due anziani: quei due poveri vecchietti si saranno sentiti in imbarazzo (avrebbero potuto coprirli con un lenzuolo in attesa della terapia).Tu stessa hai provato disagio a vederli e hai cercato di non guardarli....
Io frequento una palestra e quando devo cambiarmi mi giro sempre verso il muro cercando di coprire le mie parti scoperte, coprendomi con un asciugamano.Invece assisto agli spogliarelli delle altre e non solo giovani...Lo fanno con nonchalance. Eppure penso che bisognerebbe avere rispetto di se stessi e degli altri. Cmq sono rimasta colpita quando ho visto una ragazza di 20 anni (una sola...) che per infilarsi il reggiseno si è girata verso la parete e per me è stata una cosa straordinaria visti i tempi in cui viviamo...
Purtroppo penso che andrà sempre peggio....non ho molte speranze...
Ciao Cristina e grazie di aver condiviso con noi questa tua esperienza.
Buon lavoro!
Erika

Giada ha detto...

Esperienze del genere sono capitate anche a me e davanti a me.
Penso sia piuttosto brutto, quando ci si trova in momenti di così estrema vulnerabilità, in cui si dipende totalmente dagli altri, come lo stato di malattia, essere trattati con tale noncuranza, ti fanno sentire un pezzo di carne...
Però ci sono anche medici e infermieri splendidi e dotati di grande pazienza!
Un abbraccio
Giada

tilli ha detto...

Condivido pienamente.
Se non c'è più rispetto per se stessi, tanto che ragazzine si vendono, per una ricarica del cellulare ( ma questa è un'altra storia), che non c'è rispetto, per persone in difficoltà, sia fisica che psicologica,e questo va da 0 a 100 anni...

enrico ha detto...

Come è stato sottolineato, il problema è il rispetto e in generale chi non ha ruispetto per gli altri non lo ha neppure per sé stesso.

♥♥♥ Maddy ♥♥♥ ha detto...

Ciao Cristina,
è davvero triste dover constatare quanto il rispetto x l'umana dignità sia sedimentata sotto stratificazioni arruginite ma coriacee di assoluta noncuranza per la carità cristiana...concordo però con Giada nell'affermare he ci sono, grazie a Dio, anche persone diverse, MIGLIORI, pur essendo una sorta di infinitesimale pianetino a parte...

Un caro abbraccio*

Maddy

riri ha detto...

Ciao Cristina ci si sente male quando accadono episodi simili, ci sono persone che non hanno rispetto, nell'ambito sanitario penso ci voglia passione altrimenti si è sbagliato mestiere, per fortuna non tutti sono così. Un caro saluto a te, agli amici e ad Ambra.

Elettra ha detto...

Nonostante i tempi tristi vi giunga il mio augurio di buona Unità a voi tutti componenti del blog Seneca Milano, vi saluto con ad maiora

Lívia ha detto...

Quem trabalha com saúde precisa respeitar a todos e independente disto devemos respeito a tudo, pois tudo nos foi emprestado por Deus para vivermos nesta terra. Um abraço.

Freemax Travel srl ha detto...

Come hai ragione.... sono cose che accadono spesso purtroppo... ormai coloro che svolgono queste mansioni sono talmente diventati delle macchine che non pensano ne riflettono a volte su quello che fanno... e sul fatto che coloro che hanno di fronte sono persone... Un gran peccato veramente...

Krilù ha detto...

E' indubbio che la soglia di quello che viene definito come "comune senso del pudore" è notevolmente mutata, rispetto al passato, tanto che ci si trova spesso ad assistere alla esposizione di nudità esibite con notevole disinvoltura.
Ma coloro che ancora hanno rispetto e pudore per il proprio corpo, oltre a provare imbarazzo e vergogna per la mancanza di pudore altrui, figuriamo quanto dovranno sentirsi umiliati, se costretti all'esibizione del proprio corpo.

il monticiano ha detto...

Purtroppo le umiliazioni che si vivono quando vieni ricoverato in Ospedale sono molte e, purtroppo, ne so qualcosa.
Una volta, in un reparto di terapia intensiva, non volli farmi lavare dalle infermiere.

Viva l'Italia, viva la Resistenza, viva la Costituzione, viva le Donne Italiane.

Francesco Zaffuto ha detto...

Il corpo veste la persona, la mancanza di rispetto per il corpo può diventare mancanza di rispetto per la persona.

Stella ha detto...

Cristina condivido e complimenti per il tuo lavoro...

Cavaliere oscuro del web ha detto...

A volte, veramente c'è poco rispetto in alcune situazioni.Serena notte a presto

Pandora ha detto...

che cosa triste che hai raccontato... :'(

nanussa ha detto...

c'e' poco rispetto in situazioni simili.....purtroppo :(

sereno weekend !

Mariolino ha detto...

scrivi al direttore di quella struttura e sfogati se non ottieni risposte concrete, scrivi ad un giornale, se non ottieni risposta scrivi a chi da a quella struttura possibilità di operare in regime servizio sanitario convenzionato se non ti ascolta scrivi al ministro della sanità e poi al capo dello stato. Nella catena c'è sempre uno che si prende la briga di rispondere e intervenire soprattutto nelle strutture private.
Dove vado faccio sempre casini. Del resto accontentarsi e subire, legittima questa gente a far sempre peggio.

Michele ha detto...

ho passato cica due anni tra ospedali e casa di cura per mia madre, (sono figlio unico: io re io papa)deceduta l'anno scorso, spesso quando vedevo gli anziani che se la facevano sotto, o altre cose del genere, mi chiedevo perche' simili umiliazioni
la dignita' e cose del genere
Poi me ne son fatto una razione o una abitudine e andavo avanti dicendomi che era il corso normale della vita!
Vedevo fratelli litigare per la retta mensile, vedevo figli che non si presentavo a 'ritirare' il genitore: va tu, no io , litigi stupidi
E' brutto diventar anziano senza autonomia!
la dignita' e' di altri
ciao Michele pianetatempolibero

Giovanni ha detto...

Cara Cristina commento in ritardo. Leggere quanto hai scritto mi ha lasciato senza parole. Ottimo il titolo. Viviamo in una società in cui contano solo i soldi, una società in cui non vi è posto per chi non può difendersi, una società del sopruso. Posso tuttavia attestare a titolo di consolazione che esiste unche un'altra sanità ove non viene mai meno il senso del dovere e del rispetto assicurato anche con sacrifici e senza risparmio di energie. Forse si tratta di isolati pianeti ma dà conforto sapere che ci sono. Ci vuole però la fortuna di non sbagliare pianeta. Auguri ciao Giovanni

Ambra ha detto...

I commenti di tutti dicono dell'indignazione che colpisce ttti quando accadono questi avvenimenti. Mi associo a quanto dice Mariolino. Pianta un gran casino quando assisti a queste cose. E mi associo a quanto dice Giovanni. Non tutti sono così. In alcune strutture pubbliche ho notato una grande attenzione ai pazienti sia da parte dei medici che del personale infermieristico.

cristina ha detto...

Cari Amici, grazie mille per i vostri commenti...sono contenta di aver sentito così tanta indignazione in voi così come l'ho provata io. E' vero non tutte le persone e strutture sono così e posso dirvi che i giorni a seguire nella medesima struttura altri terapisti hanno agito in maniera totalmente diversa rispetto alla collegha della volta precedente - questo ci tengo a dirlo - e la cosa mi ha rincuorato un pochino. Come dicono sia Ambra che Mariolino bisognerebbe fare un gran casino ma io purtroppo in questa situazione mi trovo con le cosiddette mani legate in quanto una cara amica che lavora in quella struttura mi ha trovato un posto per la mia terapia malgrado fosse tutto pieno e tutti mi conoscono come "l'amica di..." e non vorrei recare qualche problema alla persona che si è tanto prodigata per me, ma credetemi se non ci fosse stato "questo vincolo" mi sarei fatta sentire di sicuro ed il fatto di non poterlo fare mi ha fatto sentire male.

Paola ha detto...

Concordo con Ambra che saluto caramente! è veramente triste assistere a certe cose, e purtroppo capita negli ospedali o strutture parallele, di vedere gli anziani trattati senza rispetto.. è vero, non si può mai abbassare la guardia che ti calpestano; non è bello sapere questo e capisco il peso sul cuore di Cristina. Un caro saluto

Adriano Maini ha detto...

Una vicenda veramente triste, ma vedo che in tanti si concorda sul fatto che ci sono ancora molti addetti alla sanità dotati di buona coscienza. Il che farebbe ben sperare.

Gabe ha detto...

Splendida accoglienza! che meraviglia! complimenti

Sandra ha detto...

Passo per un saluto affettuosissimo ad Ambra e a tutti i volontari Seneca...son mancata per un po' ma son di nuovo qui. E intenzionata a leggere con calma tutto ciò che mi son persa.

cosimo ha detto...

E' un ottimo lavoro, complimenti!

Buona settimana Ambra!

Cristina ha detto...

Grazie molte a tutti per i vostri commenti...è vero bisogna farsi sentire quando si assiste a determinate situazioni, purtroppo io sono andata in questa struttura grazie ad una cara amica che lavora lì la quale si è prodigata tantissimo per trovarmi un posto per fare la terapia malgrado non ci fosse disponibilità, difatti tutti i terapisti mi conoscevano "come l'amica di..." pertanto non me la son sentita di tirar sù un polverone per non mettere in difficoltà la mia amica, seppur non nego che è stato davvero molto difficile per me "non agire", tuttavia nei giorni seguenti ho continuato a fare la terapia con altri terapisti i quali si son comportati, grazie al cielo, in maniera diametralmente diversa ovvero con professionalità e rispetto.

Michele ha detto...

cioa Ambra passavo di qui
Michele pianetatempolibero

Sandra ha detto...

Non so se sarei stata zitta. Capisco il tuo sgomento: a volte viene una specie di groppo in gola. Ma, caspita, questa bieca ignoranza che autorizza a pensare l'altro come un oggetto , va fermata.
Qualche anno fa ad uno sportello dell'anagrafe , con molta calma ma fermezza feci vergognare l'impiegata che dava del "tu" e con un certo tono ad uno straniero davanti a me allo sportello. Quando toccò a me , con lo stesso suo tono , iniziai "MI DAI UN CERTIFICATO DI RESIDENZA?"...Avvampò come un pomodoro.

Fabio ha detto...

ciao Cristina, penso che l'ambiente medico, per chi ci lavora, tenda a trasformare la percezione delle persone in percezione di corpi. Non so se mi spiego, raramente di fronte a tanta sofferenza si riesce a mantenere la lucidità e l'emotività necessaria, credo che gli operatori sanitarii al di la' della loro volontà si ritrovino a vedere corpi e non persone. Forse questo è necessario a loro per mantenere freddezza di fronte a tante situazioni che nemmeno immaginiamo, certo a noi lascia l'amaro in bocca.

Giuliana ha detto...

hai ragione, spesso quando non si ha la forza di reagire, quando non si ha la forza di opporsi, quando si ha bisogno degli altri "diventiamo dei tappetini" e veniamo trattati "da tappetini".
Dove c'è il cuore, dove c'è il buonsenso delle persone? A volte siamo soltanto numeri.

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