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Benvenuti nel blog collettivo creato da Ambra

giovedì 7 maggio 2009

La finestra

Sicuramente ci sono tanti motivi, interiori e della vita, che ci possono portare a vivere soli.
Io vivo solo da circa quattro anni, cioè da quando ho avuto la possibilità di uscire dalla casa dei miei genitori per averne una
tutta per me.
Mi trovo molto bene, talmente bene che la cosa mi spaventa, non mi voglio immaginare solo, ma non so se sarò in grado di costruire una vita accanto a qualcuno, condividerne gli spazi ed i momenti del quotidiano.
Quando arrivo a casa stanco, la sera, e mi chiudo dietro di me il mondo, nella mia casa mi sento bene, troppo bene per non pensare, a volte, che sia una scelta di comodo.
Per non mettersi in gioco, per non far entrare qualcuno nella mia vita, per non dover essere responsabile altro che di me.
Per assecondare i miei capricci senza dover negoziare con altri.
Non sono sicuro che questa possibilità, questo benessere relativo che mi consente di vivere così, senza mettere in comune esigenze, problemi opportunità e sogni, sia qualcosa di sano.
Come non sono sicuro che la ricerca di una compagnia di vita a tutti i costi lo sia.
Sono molto critico nei confronti di me stesso, ma anche nei confronti degli altri.
Talvolta vedo nelle coppie, nelle convivenze, nei matrimoni una fuga da se stessi, una fuga dalle responsabilità individuali, un rituale sociale che ci mette al riparo dal giudizio altrui e ci fa raggiungere lo status di famiglia, dato di valore di per se.
Ma a me interessa relativamente la situazione degli altri e non voglio con questo sminuire la portata della mia scelta.
C’è una differenza tra cercare la persona con la quale condividere la vita e non trovarla, e cercarla facendo in modo di non trovarla mai.
Mi lamento a volte di essere solo, non di vivere solo, ma cosa dovrei cambiare di me stesso se trovassi questa persona?
Quasi tutto.
Ne sarei capace? Non ho una risposta.
Non voglio inaridire la mia anima, non voglio immaginare la mia vita in questo benessere di autonomia e di egoismo.
Perché a volte egoismo non è solamente appropriarsi di qualcuno mettendoci davanti un aggettivo possessivo, talvolta egoismo è chiudere quella porta senza permettere a nessuno di entrarci.
E guardare dalla finestra il mondo al quale non abbiamo ancora avuto il coraggio di appartenere.
Fabio
image cc by Kelly Hau Photography

6 commenti:

Ida ha detto...

Buongiorno Fabio! Come dicevamo ieri sera nel gruppo a proposito del tuo sentirti a volte solo, scegliendo tuttavia di vivere solo, forse, se decidi di aprire quella porticina, potresti trovare molte risposte alle tue tante domande?
Vuoi sorridere? quando mio marito mi dice che coccola il gatto perché lui è "piccolo e indifeso", gli rispondo sempre "ne caro! ti concedi queste tenerezze perché con lui non ti devi confrontare!"
Un altro sorriso: la foto non rende giustizia alla tua bella testa!!!
Buona giornata - Ida

Luca ha detto...

Come ha detto qualcuno, essere soli è diverso che essere solitari...

Ambra ha detto...

Una bella testa non esclude delle belle spalle...
Ciao Fabio. La tua è una analisi cruda e spietata, dove nulla resta in ombra. Voglio solo aggiungere che pensare al proprio benessere sarà anche egoismo, ma un sano egoismo.

fabrizio ha detto...

Una bella testa non eclude delle belle "palle".
Bisogna stare bene con se stessi per stare bene con gli altri

fabrizio ha detto...

Ambra,bellissima la foto del tuo album personale!!!

Fabio ha detto...

grazie a tutti, cara Ida, come puoi non riconoscermi nella foto?

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