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lunedì 19 gennaio 2015

Parole in movimento

Post di Anna T.

Parole nell'occhio del ciclone
Parole, parole vecchie e nuove che usiamo quotidianamente, senza chiederci da dove provengano e quale sia il loro reale significato nella lingua di origine. Perché le parole migrano, nel tempo, da una lingua all’altra, a volte per rimanere, a volte per scomparire seguendo le mode e le usanze.
E così l’inglese, che nei secoli ha arricchito e ampliato la sua limitata base di vocaboli sassoni con il francese dei conquistatori normanni, poi con il latino degli studiosi, con l’italiano della cultura rinascimentale e oggi con tutte le lingue parlate nel mondo, sta occupando molti spazi anche nella nostra lingua.
L’italiano infatti, ben più ricco e articolato, ma avido di termini nuovi,  è ora in balia dell’inglese, o meglio della lingua parlata negli Stati Uniti. Molte parole sono ormai entrate  a far parte del linguaggio comune, dal computer al manager allo sponsor, che hanno, a loro volta generato verbi e aggettivi, computerizzato, manageriale o sponsorizzato, e via discorrendo.  Abbiamo poi parole inglesi che inutilmente sostituiscono termini italiani, da  happy hour invece di  aperitivo, seguite da breakfast, lunch, brunch, diciamo spesso gay e non omosessuale, perché è più breve o perché sembra meno impegnativo? Seguono poi  una infinita quantità di parole, impossibile citarle tutte, spesso storpiate anche da presentatori radiofonici e televisivi in modo orripilante.
Poi ci sono gli abbandoni o i ritorni: la parola réclame  (chi ha un po' di anni ricorda Carosello) è scomparsa per fare largo all’italiana pubblicità, mentre il latino medium, plurale media, ha fatto un balzo di ritorno dall’inglese all’italiano.
Chi la fa da padrone è il linguaggio dell’informatica e della telematica: mandiamo mail (chi mai direbbe ti ho inviato o inoltrato  una lettera?) , scattiamo selfie (sarebbe ridicolo dire ho fatto un autoscatto), parliamo di scanner e scannerizzare,  e, per finire,  va detto che questo è un post, scritto su un computer, inviato via internet, pubblicato su un blog. E allora?
Anna T.




38 commenti:

silvia de angelis ha detto...

Tantissimi nuovi vocaboli sono entrati a far parte del nostro linguaggio corrente e chi non li usa, può considerarsi "out" del normale scorrere della vita quotidiana
Un caro saluto, silvia

Pino ha detto...

E' vero che a volte si perde "il fascino" di alcune nostre parole, ma è anche vero che spesso si acquista "la praticità" con altre in lingua straniera, soprattutto anglo-americana.

Interessante "post" ...o articolo?!
Un saluto a tutta "l'equipe"! -:)

Ciao.

valerio ha detto...

Visto che siamo Italiani , parliamo la nostra lingua , è un diluvio di parole straniere, male pronunciate, male comprese e molto spesso inutili.

meglio in Italiano
award = premio
backstage = dietro le quinte
break = pausa
aftershave = dopobarba

ciao

Laura Andrighetto ha detto...

Io parlo e scrivo discretamente inglese e tedesco avendo vissuto all'estero.Ho studiato altre lingue anche se non le so parlare . La Lingua Italiana è la più bella in assoluto ,
Il motivo che si usano parole inglesi è perchè sono più incisive e più trendy. Laura A.


parole inglesi è che oggigiorno le trovo più

Silvia Negretti ha detto...

Con la globalizzazione delle comunicazioni è inevitabile che molte parole inglesi in qualche modo si "mischino" con quelle italiane, il che per molti versi rende anche più rapida e facile la comunicazione, basta che non si esageri!
Molti infarciscono di inutili neologismi pseudoinglesi le conversazioni solo per darsi un'aria "vissuta" il che, a mio avviso, alla fine risulta solo ridicolo! ;)
Baci!
S
http://s-fashion-avenue.blogspot.it

Tomaso ha detto...

Non sempre purtroppo non possiamo parlare la lingua tua migliore, e sei costretto a queto ingarbuglio, solo chi lo ha provato lo capisce veramente.
In 60anni di emigrazione ne ho passate tante di queste situazioni e posso affermare che mi anno aiutato molto a crescere.
Tomaso

stefania ha detto...

Ambra cara, tutto ok?Ti aspetto da me.

IlCalesse ha detto...

Originale e coinvolgente!
Grazie Anna e un caro saluto a te, carissima Ambra!
Ciao
Luci@

Luigi ha detto...

personalmente valorizzerei di più i termini dialettali: ci sono infatti molte parole diventate di uso comune che hanno una provenienza regionale, ad es. bancarella, bastian contrario, pelare «sbucciare», cenone, cernia, secondino, demanio, catasto, mondina, boiata, mezzadro, fiacca, birichino, bocciare, sfizio, dritto «furbo», pastetta, bolletta, sfondone, brufolo, bustarella, fetente ecc.
Se ne potrebbero aggiungere molte altre...

Ambra ha detto...

Il tuo finale mi diverte e non dimenticare ... "pubblicato da una blogger":-)
Ne aggiungo un altro. "OK", da alcuni scritto anche "occhèi" al posto di "va bene" o "d'accordo" e devo dire che mentre il primo ha un suono sguaiato, gli ultimi due hanno invece un suono morbido e conciliante. Sarà per questo che uso l'espressione ok solo molto raramente.
Nulla di nuovo se dico che la lingua è una cosa viva e continuamente in trasformazione. Riporta in sé parole la cui etimologia è a volte addirittura sconosciuta, a volte antica come il mondo, unisce, almeno per l'italiano che appartiene al ceppo indoeuropeo, latino, greco, dialetti regionali, anglicismi, ecc.

Carmine Volpe ha detto...

bella riflessione, inglese è una lingua rapida secondo me l'italiano è una lingua riflessiva e più ragionata, il mondo va più veloce e quindi anche la lingua italiano utilizza parole più sintetiche anche se forse è più dovuto all'uso delle tecnologia, non è solo tecnica ma e anche modo di pensare che trasforma il linguaggio

il monticiano ha detto...

Sarà forse perché non conosco altre lingue che parlo e scrivo (non molto bene) all'infuori di quella italiana e alla quale sono molto affezionato.
D'accordissimo con il commento di LUIGI.
A volte mi diverto ad usare parole italiane che si usavano molti molti anni fa,

Lufantasygioie ha detto...

hai perfettamente ragione!Bello il tuo finale
lu

Melinda Santilli ha detto...

Concordo su tutto, la nostra lingua sta morendo preda della scarsa qualità dell'insegnamento e del fatto che si legge sempre meno.
La semantica l'ho sempre considerata molto importante e infatti mi tocca "bacchettarti" sulla parola gay: non lo diciamo perchè è più breve rispetto a omosessuale ma perchè deriva da gaius e in antica Grecia e poi a Roma gli omosessuali venivano definiti così mentre le donne (e io mi ci metto, perchè sono della metà omosessuale del cielo) erano e sono chiamate lesbiche in onore di Lesbo, l'isola di Saffo.
Per il resto, come dicevo, d'accordissimo con te.
Ciao, che dal dialetto veneto (schiao) significa schiavo vostro!

Carla, i colori...pensieri della mia mente. ha detto...

Post molto interessante...rispolverei il dialetto che io amo molto e che mi piace intercalare quando dialogo. E' una specie di "appartenenza" che mi coccola. ciaoo a tutti

Tiziano ha detto...

Sono più le volte che sono storpiate magari volutamente
Ma un po di umorismo non fa mai male un caro saluto a tutti.

Cavaliere oscuro del web ha detto...

Oggi la lingua italiana è invasa da parole d'origine sassone e forse la causa è anche la tecnologia, poiché l'inglese è la lingua base.
Saluti a presto

Nella Crosiglia ha detto...

E allora mia cara Anna, come conseguenza abbiamo che l'italiano in linea di massima si parla sempre peggio e male, e poi non usando parole straniere puoi anche venire considerato un tamarro. E siccome l'apparenza vale più della sostanza ..ci adeguiamo, poveri noi!
Un po' sclerotica ? Si, ma oggi fa un freddo cane...
Un grande abbraccio!

EriKa Napoletano ha detto...

Sono sata insegnante di francese che purtoppo è stato soppiantato dall'inglese. I francesi non amano gli anglicismi e quando i miei ragazzi utilizzavano le parole "computer o mouse" anche in francese io facevo notare loro che c'erano dei termini specifici e precisamente "ordinateur et souris". L'anno scorso, mentre il mio nipotino di 4 anni era da noi a Bari, c' è stata un interruzione dell'erogazione di energia elettrica e lui mi ha detto che si era verificato un blackout.Gli ho chiesto chi gli avesse insegnato quel vocabolo e lui mi ha risposto che lo aveva sentito in un cartone animato. A casa io e mio marito parliamo in veneto. Un strucon , Anna!

Francesco Zaffuto ha detto...

Mi piacerebbe scambiare qualche parola in cinese con un cinese, ma so che dovrò ricorrere al mio limitato bagaglio di inglese, ormai il pianeta è stretto e l'importante è capirsi. Tanti anni fa ricordo quella esperienza dell'esperanto, pare superata. Forse arriveremo a un minestrone di parole, ma l'importante e capirsi. Eppure è difficile capirsi, forse occorre sentire anche il battito del cuore.

Laura Andrighetto ha detto...

Sveglio il tuo nipotino ! Ha usato 1 sola parola , dove tu ne hai usate 4 !!!!!!
I termini Inglesi , a volte vanno bene , purchè non se ne abusi.
Anch'io , vicentina, trapiantata in Liguria ,un strucon.
Questo termine me l'ero dimenticato . Buona serata or Good Evenig Laura A.

Cettina G. ha detto...

In effetti con la globalizzazione abbiamo imparato molte parole straniere e le ripetiamo senza renderci conto considerandoli ormai parte della nostra lingua.
Una bella riflessione, ciao

EriKa Napoletano ha detto...

Molto sveglio, cara Laura! Grazie per il tuo simpatico commento. Ciao. Erika

pia ha detto...

La Lingua Italiana come tutte le lingue neo-latine è una delle più belle, ma se parlare Inglese aiuta a capirci ben venga.
Un abbraccio e buon fine settimana ciao

Evanir ha detto...

Minha Amiga Querida.
Finalmente consegui chegar até seu blog ler matar as saudades
de vc amiga.
Nesse tempo ausente pude contar com pessoas linda de coração e alma como você.
Breve se Deus quiser estarei livre do problema que tem
assolado minha vida a muito tempo.
E vi com tristeza a ausência de pessoas que amo
sem me desejar pelo menos um feliz Dia ,
Ou semana..
Em meus pensamentos nunca esqueço nenhum de vcs ,
pois fazem parte da minha jornada a longa data.
Obrigada de todo coração pelo carinho afeto e ternura.
Deus abençoe seu final de semana.
Um beijo terno e carinhoso.
Evanir.
Aqui é do Brasil..E sou sua seguidora a longa data.

Alberto ha detto...

Però che dire dei francesi che il computer lo chiamano ordinateur e che che sono molto restii a introdurre parole straniere nel loro linguaggio. Noi siamo all'opposto e credo che il comportamento corretto stia in mezzo. Ci sono parole inglesi, tipo leader, che nella traduzione perderebbero. Ma che bisogno abbiamo di usare spending Review o jobs act?

José María Souza Costa ha detto...

Ciao

São as palavras que unem os povos.
Abraços

Mirta Luce nel cuore ha detto...




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•.. (,(”)(”)¤°.¸¸.•´¯`»Un fiore, un sorriso, e tantissime benedizioni!
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SeV a colazione ha detto...

Ciao Anna, mi ha fatto sorridere questo post, soprattutto il finale. È che spesso anche io in classe penso a quante nuove parole siano entrate nel nostro dizionario, poi magari gli studenti non conoscono il significato di termini che a me sembrano così comuni... Mah.
Buona domenica,
V.

Cristina ha detto...

Excelente visión sobre el uso de las palabras!
Feliz semana!

=================================
…Me gusta la gente que tiene personalidad.

Me gusta la gente capaz de entender que el mayor error del ser humano, es intentar sacarse de la cabeza aquello que no sale del corazón.

La sensibilidad, el coraje, la solidaridad, la bondad, el respeto, la tranquilidad, los valores, la alegría, la humildad, la fe, la felicidad, el tacto, la confianza, la esperanza, el agradecimiento, la sabiduría, los sueños, el arrepentimiento y el amor para los demás y propio son cosas fundamentales para llamarse GENTE.

Con gente como ésa, me comprometo para lo que sea por el resto de mi vida, ya que por tenerlos junto a mí, me doy por bien retribuido.
(Fragmento de “La Gente que me Gusta”- Mario Benedetti.)

Espero que este año que recién comienza te ilumine con sus mejores luces, ese es mi deseo para vos.
Un gran abrazo a la distancia.
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keypaxx ha detto...

In effetti, la nostra amata lingua italiana, meriterebbe un miglior trattamento anche riguardo ai nuovi termini anglosassoni.
Sarebbe bello poterla diffondere come la ricchezza del nostro patrimonio storico e letterale ci suggerisce.
Ben trovata.
L'augurio per una serena settimana.
^___^

Anna T. ha detto...

L’invasione dell’inglese in campo italiano è progredita notevolmente con il contributo del Ministero per i beni culturali. “VERY
BELLO”
è infatti il titolo del sito ufficiale del Ministero per promuovere la “GRANDE BELLEZZA” del nostro Paese. A me sembra orribile, ma non sono certo la sola a soffrire dell’obbrobrio, che ha già scatenato critiche e sberleffi dalla Rete. Che se ne dice sul nostro blog?

Minha vida de campo ha detto...

Que interessante esse parole.
Lindo idioma, como iniciante aprendiz do idioma italiano estou a qui apreciar essas lindas palavras.
Tenha uma ótima semana.

nonno enio ha detto...

queste parole che si usano al posto di quelle italiane una volta venivano definite imbarimento della lingua, oggi secondo me la arricchiscono e la ammoderrnano

Sciarada ha detto...

... E allora ? E' il triste prezzo che si paga per le innovazioni che vanno di moda, l'inglese è comodo e veloce ma la dolcezza, la poesia dell'italiano è insostituibile e inimitabile. Ciao Anna, buon fine settimana a te, ad Ambra e ai volontari Seneca !

Lufantasygioie ha detto...

buona domenica cara Ambra e speriamo che da oggi faccia meno freddo.
Lu

Farfalla Leggera ha detto...

Urka! Abbiamo avuto lo stesso pensiero: http://farfalla-leggera.blogspot.it/2015/01/impariamo-ad-amarci-un-po.html

Fanny Sinrima ha detto...

Imagen y texto, ¡¡excelentes!!
Me quedo a seguir tu blog, pues me parece muy bueno.

Un abrazo.

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