1

Benvenuti nel blog collettivo creato da Ambra

giovedì 22 settembre 2011

Testimone di un'umiliazione

Post di Cristina
Lavoro come interinale in un'azienda, ho preso parte ad una riunione dove un collega davanti a tutti è stato vessato ed umiliato.

"Attenzione ragazzo, ti ricordo che da poco sei padre di famiglia! e poi hai il mutuo o sei in affitto?".
Uscita da lì mi son sentita sopraffare dalla tristezza e dal mio volto son scese delle lacrime; qualcuno potrebbe dire "ma non riguarda te ... che piangi?" Eppure - maledetta empatia - ho provato come si è sentito lui e la cosa mi ha spezzato il cuore.
Ho fatto da poco 38 anni e forse dovrei imparare di più a stare a questo mondo, ma davvero non ci riesco. Da un lato vorrei apprendere a non farmi carico nel cuore di certe situazioni, ma dall'altro sento che tale atteggiamento sarebbe come fare una violenza al mio essere, alla mia sensibilità ....
Diventar glaciale e far finta di nulla in tali situazioni, ma poi Cristina "quella vera" che fine farebbe?
Paga l'onestà? Paga la sensibilità? Paga la correttezza? Non so ...forse ho paura di perdermi.

44 commenti:

Galatea ha detto...

Non so rispondere alle tue domande perché sono domande che mi pongo anch'io, capisco benissimo cosa hai provato e la sensazione si impotenza che ci schiaccia.

Bruno dtdc ha detto...

quando prendono di mira i figli, anche indirettamente e li minacciano, è la cosa più tremenda. lacrime di rabbia. legittime. come una bella segnalazione a chi di dovere. Ciao!!!

Cavaliere oscuro del web ha detto...

Sono valori che pagano sempre; ma molti li hanno riposti nel cassetto. Salutoni a presto.

Giada ha detto...

Tutti ci siamo posti queste domande prima o poi.
In fondo la risposta sta già nel tuo cuore.
Secondo me non c'è nulla di più triste di una persona dal carattere dolce e sensibile che, a causa dei troppi dispiaceri, si inaridisce, perdendo quindi anche la capacità di percepire le cose belle - non solo quelle brutte.

nanussa ha detto...

ti capisco.... capisco la tua rabbia, avresti voluto esplodere, vero? anche se non riguardava te!!
a me e' successo personalmente ma non mi sono stata zitta..........
ma forse chissa' avra' fatto meglio il tuo collega...non lo so...
un abbraccio,serena giornata!!

Erika ha detto...

Anch'io avrei provato le tue stesse sensazioni, cara Cristina.
Non si può assolutamente rimanere indifferenti.
Un abbraccio.
Erika

❀~ Simo ♥~ ha detto...

La cattiveria delle persone non ha limiti e si manifesta in diverse situazioni ma l'onestà premia sempre!!!! Un saluto

Mariolino ha detto...

ho una dipendente (badante) non sempre fa il lavoro che vorrei, ma io pago sempre fino all'ultimo centesimo il pattuito.
Aggiungo una serie di benefit materiali (non pattuiti) che comunque rendono netto il lordo e aggiungo una mensilità non a contratto. Moltiplico per una volta e mezza le ferie. La mia parte la faccio, vorrei che la cosa fosse reciproca.
Non sempre l'uomo è così preciso come lo può essere una paga. Non sempre le situazioni possono essere misurate, quantificate in denaro e posto di lavoro.
Delle volte il dipendente si sente vessato altre il datore di lavoro si sente buggerato.
Riprendere un dipendente davanti a tutti non è certo un modo signorile di fare le cose ma certe volte il buggerato si sente talmente buggerato che gli è difficile percepire cosa sia signorile e cosa non lo sia.
Delle volte, l'arroganza è tale che il dipendente assume il ruolo del datore di lavoro e quindi le posizioni vanno ristabilite davanti a tutti.
Raccontata così, la tua storia dice poco sui motivi della vessazione.
Non sempre si può vincere delle volte tocca piangere... soprattutto se si ha torto o come diceva mio nonno "se si tira troppo la cinghia della mietitrebbia".

Alberto ha detto...

Sei rimasta umana, nel senso alto della parola.

Costantino ha detto...

La sensibilità è bellissima,ma è anche una fregatura.
E,accanto a noi "homo homini lupus"!

Lufantasygioie ha detto...

legittime le tue domande,naturale la tua empatia e capisco la tua rabbia.
Anch'io non conoscendo il motivo di questa frase,mi astengo dal dare giudizio,ma credo che in questo caso è come arrivare ad un bivio....si sceglie o la destra o la sinistra...
Ognuno fa la sua scelta e lui l'ha fatta.
Lu

Cristina ha detto...

Grazie mille per i vostri commenti. Qualcuno mi parlava delle motivizioni che han scaturito tutto questo nei confronti del mio collega...molto semplice è arrivato un macchinario molto pesante il corriere non ha voluto scaricarlo col muletto e visto che il personale operaio è stato messo in cassaintegrazione, han obbligato il mio collega che è un impiegato come me ad usare il muletto, scaricare il macchinario in questione mentre " i manager" stavan lì a ridersela in cortile ed a prenderlo in giro...ebbene il mio collega che beninteso ha comunque svolto questo compito, ha "osato" poi dire che tuttavia questo non era un suo compito visto che non era neanche dotato dell'attrezzatura tipo scarpe antifortunistiche etc...Questo solo per esser chiara sugli eventi. Ad ogni modo ritengo che a prescindere da ogni qualsivoglia situazione non è per nulla corretto e civile umiliare una persona davanti al prossimo facendo chiari riferimenti alla situaizione personale e familiare ("sei padre da poco" "hai il mutuo" ...), le cose si chiariscono vis-à-vis tra le persone e non come è stato fatto dove sto lavorando attualmente. Non è con l'arroganza che si ristabiliscono i ruoli..spesso ci si dimentica che il lavoratore non è solo un mero dipendente ma anche "una risorsa umana e professionale".

zicin ha detto...

Posso immaginare come ti sei sentita.
Partecipare... condividere... immedimarsi è stupendo.
Le sensazioni che hai provato ti fanno onore e... se in determinate occasioni non si può recriminare... si può solidarizzare con chi è stato umiliato e dargli calore
Ti pare poco?

Mariolino ha detto...

dove lavoravo io, tutti facevano tutto (in eventuali situazioni di emergenza), la ditta ha comunque chiuso. Il più delle volte si prende a "caso" quello che si presume sappia fare il lavoro e non quello che si ritiene di voler vessare o "mobbigare".
Se io immagino la scena, me la vedo in tono goliardico, capita. si fanno battute. Certo non si può far tutto, altrimenti poi diventa un vizio (un modo di fare) ma nemmeno va bene fare e poi lamentarsi (ci si fa solo cattivo sangue).
Meglio scaricare un macchinario e farlo cadere dimostrando la propria incapacità. La prossima volta nessuno ci farebbe più conto su un maldestro. Un impiegato che usa il muletto è un valore aggiunto visto da un certo punto di vista.
Le aziende dell'antinfortunistica se ne fregano (ThyssenKrupp insegna niente? Nemmeno il nucleare giapponese?)
ma dei loro investimenti, le aziende si preoccupano di più ...
Risore umane???
un nome inventato dagli uffici del personale per chiamare gli spazzini, operatori ecologici di concetto.
Delle volte penso che tu sia (forse) troppo sensibile, il mondo è una savana, o ridens tu o ridonos gli altri. Non c'è alternativa.

il monticiano ha detto...

Quanta gentaglia dovrebbe prendere esempio da te per la tua sensibilità e per la tua umanità.

Adriano Maini ha detto...

Plaudo alla sensibilità umana di Cristina ed aggiungo che offendere in quel modo un lavoratore denota oltrettutto imbecillità criminale perché ottiene effetti contrari, come é normale in una persona stressata.

Gabe ha detto...

un plauso all'umanità e alla sensibilità,merce in via di estinzione,un saluto

Francesco Zaffuto ha detto...

resta così, siamo attaccati al filo del tuo cuore

Giovanni ha detto...

Cara Cristina sei destinata a soffrire. Ma rimani così per te e per tanti di noi. Ti abbraccio Giovanni

Paolo ha detto...

Si soffre di più, quando manca il lavoro!soprattutto se hai un figlio e un mutuo da pagare ... e sul lavoro se non hai scorza dura e spessa, il pane in casa non lo porti certo ... e che gli dici in famiglia che ti sei offeso, e che per questo hai detto no! ed hai sbattuto la porta? A volte bisogna essere dei buoni incassatori, e non perdere di mira i propri obiettivi e le proprie responsabilità, verso le persone che più amiamo. Nulla toglie al malcapitato di rifarsi in qualche modo, magari trovando un lavoro dove non viene considerato un jolly da manovrare a piacimento(se proprio lo disturba).
Immedesimarsi è buona cosa, non lo nego, ma forse dal suo punto di vista, la cosa ha altro peso, altra misura.

Con simpatia

Cristina ha detto...

@ Paolo io non discuto sul fatto che in certe situazioni bisognerebbe essere dei gran incassatori in quanto si hanno delle responsabilità familiari. Purtroppo quello che mi fa male e vedere chi approfitta dei " problemi"altrui in maniera così bieca con frasi di basso spessore.
@ Mariolino ....a volte penso che dietro quel monitor e nomignolo ci sia qualcuno che si diverte da matti a pizzicare e stuzzicare ...
@ tutti (scusate se non vi nomino uno ad uno ma siete tantini): vi ringrazio per i vostri complimenti e sento che molti di voi han capito in pieno che tempesta mi si è scatenata nel cuore ad assistere ad una scena simile... so che son destinata a soffrire ma non mi sento di cambiare . Grazie a tutti ancora

DIANA. BRUNA ha detto...

Anche a me sarebbero scese le lacrime perchè vedere umiliare una persona che lavora, sapendo le sue difficoltà, è come togliergli la dignità.
Che viltà da parte della persona che ha trattato in modo così incivile un lavoratore!!!
Ciao Cristina, sei una bella e sensibile persona.
Ciao Bruna

Mariolino ha detto...

Cristina,
se tu (o qualsiasi altro) dici bianco io dirò nero e se dirai nero, dirò bianco.
Bisogna farsi piacere l'uva che si può mangiare... per questo dico così.
Scusa, ma ogni situazione può essere buona per rammaricarsi, soffrire, addolorarsi, piangere.
Essere sensibili, in se, non serve a nulla. Non lo capisco.
Capirei, in una situazione del genere, se tu avessi scritto: "vessavano il mio collega e io mi sono messa alla guida del muletto, ho dato un pugno in faccia a quello che rideva di più, ho fatto uno sciopero della fame davanti ai cancelli."
FARE QUALCOSA.
Quando capita un guaio (bianco o nero che sia), o impari a trovare in quella situazione il lato positivo, il senso per imparare qualcosa, la motivazione per venirne fuori questa e meglio la prossima volta, o secondo me la sensibilità sentita dentro, senza fare nulla, serve come la carta delle caramelle per chi ne mangia quintali al giorno (di caramelle) ... un impiccio inutile.
Non vedere solo quello che vedi, se proprio vuoi sempre essere sensibile, al pensiero che ti rovina, fagli compagnia con un'azione.
Tradiresti (credo) meno quella Cristina che credi di non tradire ... e poi tradire in cosa?
"AIGA AE CORDE!" gridò il Bresca in piazza San Pietro (acqua alle funi), nonostante ci fosse divieto a parlare durante il posizionamento dell'obelisco pena la forca.
L'obelisco stava cadendo, ma lui non fu così sensibile da pensare intristito dentro di se "oooohh i bambini fanno oooohhh!!!"
Fece quello che era giusto fare. Lo arrestarono. Bagnarono le corde. L'obelisco fu posizionato e il Papa lo graziò.
... come mi piacciono queste storie a lieto fine.

riri ha detto...

Ciao Cristina, il tuo post mi ha fatto venire in mente un vecchio gruppo di ascolto all'Arsenale della Pace di Torino, un uomo che piange colpisce molto, soprattutto quando dovrebbe avere una corazza, ma imparai da quella persona che il pianto libera la parte migliore che è in noi.Un abbraccio e buon fine settimana.
Non possiamo reprimere il nostro io profondo....

Paolo ha detto...

Ciao Cristina,
mi piace il tuo medesimarti nelle situazioni altrui, nel tuo post non c'è un riflettore sulle tua condizione di precaria e su i problemi che questa condizione comporta; c'è il senso della compassione, della condivisione e della sofferenza per un altro individuo sentito vicino ... e questo è un sentimento nobile, piuttosto che sottolineare, confessare, pensieri cinici, duri e maledettamente frequenti, nel mondo comtemporaneo della precarietà (meglio a lui che a me ... meglio, così lo mandano via e c'è forse più lavoro per me...), che impoveriscono di certo, non solo il pil, ma il senso di solidarietà e di compartecipazione nel tessuto sociale.
Di contro, l'ipersensibilità, va tenuta a bada, va imbrigliata,controllata... non repressa, altrimenti renderebbe la Vita un Inferno ... tutto potrebbe ferirci, far star male ... rendere inaccettabile ed insopportabile ciò che viviamo, fino alle estreme conseguenze.Comprendo il disagio,per questo nel mio blog ho cercato di confrontare il mio vissuto con l'esperienza brutale vissuta da mio Padre in guerra e durante la prigionia, e comprendere come per sopravvivere sia necessario farsi forza e diminuire la soglia della propria sensibilità ... Certo, è pur vero che mio Padre ha dovuto poi intraprendere un percorso inverso irto e faticoso, per riappropriarsi della sua vita ... insieme a mia Madre e a noi figli.Me ne rendo conto solo da pochi anni, ora che sono un uomo, precario, che si arrabbatta per vivere e dopo tanti anni che mio Padre è morto.

Con Grande Simpatia

tiziano ha detto...

Ciao Cristina.
Tu sei sensibile e onesta, purtroppo sono quelli che pagano di più in questa nostra societa di prepotenti,
bastava prendere quel ragazzo in dispoarte da solo e tutto sarebbe finito la, ma quella gente le osservazioni, in gruppo le fanno di proposito, e ci godono pure
buona domenica
Tiziano

Mirta - Luce nel cuore ha detto...

Cara Cristina magari ci fossero più persone come te, il mondo sarebbe diverso!! Continua così...



';.
.---., \
{}-.__,>=======;==================
`----' ,/
.;'


UNA ROSA per te ed Ambra ....Vi AUGURO UNA DOLCE E SERENA DOMENICA

cristina ha detto...

@ Mariolino vedi che ho ragione io? "se tu dici bianco io dico nero se tu dici nero io dirò bianco"...a questo punto posso solo dirti che scusami ma non abbocco a certe provocazioni.
@Paolo Tiziano e Mirta..non idolatratemi troppo che poi va a finire che ci credo :P

cristina ha detto...

@ riri...."il pianto libera la parte migliore che è in noi"....questas frase credo mi abbia in certo senso cambiato la vita...grazie

Sandra M. ha detto...

Chi dall'alto del suo pseudo-potere
usa l'arroganza per colpire usando scorrettamente e gratuitamente riferimenti personali al puro sopo di ferire e far pesare - appunto-la propria posizine...è solo un imbecille. Penso che non si debba sopportare.

Paolo ha detto...

@Sandra M.
ma si qualifica per quello che è ... e non è un caso che l'azienda (a detta di Cristina) si trova in cattive acque economiche finanziarie ... gli imbecilli finisco sempre per scatafasciare e lo fanno gioiosamente, con il sorriso e senza rendersi conto di quel che sono: basta non prenderli troppo sul serio:-)

Un saluto
a Ambra, Cristina e Sandra

achab ha detto...

Ciao Cristina,ho il nodo in gola per quello che ho letto,quella che è stata fatta a questo ragazzo è una violenza subdola e vergognosa,ho provato anche rabbia durante la lettura,conosco questo genere di cose che spesso capitano in ambienti di lavoro dove l'unica cosa che conta è il profitto e il guadagno senza capire altro,per quanto riguarda te e scusa se mi permetto di dirtelo(io sono un pochino più grande di te)no,non devi cambiare rimani così come sei, cambiare è farsi una violenza e se cerchi di cambiare ti perderai è inevitabile,il provare un certo tipo di sentimenti dimostra che ancora tanti di noi sono umani,non venderti,ti faccio i complimenti per come sei.
Ciao Cristina.
Un saluto anche ad Ambra.
Serena domenica.
Baci e abbracci.

Mariolino ha detto...

Cristina,
e se tu abboccassi tutte le volte solo al tuo sentirti migliore tenendoti sempre ben asciutti i remi in barca???
Di mestiere ho sempre cercato il rovescio della medaglia, ribaltare le situazioni, perchè è raro vada tutto bene a uno che di mestiere fa assistenza agli altri, su rotture, su macchine, idee, fisico.
Se c'è un problema c'è una soluzione, magari non la so, non la conosco, magari non la conosce il mondo ma c'è. Dopo averla cercata, potrei al massimo solo rammaricarmi di non averla trovata (magari in tempo)... ma dopo averla cercata molto.
Se uno/a di mestiere fa lo scopritore/trice di problemi, che dica bianco o nero poco importa, quando parla avrà solo scoperto un nuovo problema bianco o un problema nero.
Mi pare persin troppo ovvio chè la soluzione sia scritta sul lato opposto della moneta, anche se non è detto sia sempre così.

Cristina ha detto...

@ Diana, Sandra, Paolo, Achab...che dire se non che grazie per il vostro (e non solo vs sostegno)...
@ Mariolino...ho riletto tutto quello che hai scritto fino ad ora e ti dico solo una cosa "bel ragionamento da padrone fine a se stesso" Complimenti sarcastici.

Carmine Volpe ha detto...

sai oggi va di moda la sopraffazione, non solo del luogo di lavoro anche per parcheggiare un automobile.

Inizialmente alle prevaricazioni reagivo, oggi valuto la situazione e mi comporto di caso in caso, non perchè sia indifferente ma ho visto che chi ha prevaricato, offeso, è andato molto a finire male.

Io non ti volgio dire che c'è una giustizia divina ma c'è quella della vita terrena.

l'esperienza mi ha insegnato anche come interrompere i comportamenti di sopraffazzione con battute che li mettano in ridicolo.

Mariolino ha detto...

padrone io?
ma se nemmeno al servizio militare mi hanno fatto caporale nonostante tutti i radaristi lo fossero.
Secondo Draghi, 205 milioni di persone nel mondo sono senza lavoro (lo ha detto il 24 Settembre, ieri, al Development Committee a Washigton). E' un dato di fatto.
Probabilmente ci sono anche ex impiegati obbligati ad usare il mulett, minatori obbligati a scendere in miniera con la fune e senza casco, elettricisti costretti ad entrare in una centrale nucleare che emette radiazioni letali, padri di famiglia costretti a cedere un rene al loro datore di lavoro, donne costrette a sparare ad altre donne per avere una pagnotta di pane da dividere, madri mandate a farsi esplodere per dare un posto fisso al figlio. Somali che schiacciano corpi di altri uomini morti sperando di cavarne un po' d'aqcua da vendere.
205 milioni di persone tutte ricattabili se non si inventano qualcosa o accettano quel che c'è.
Si può FARE una rivolta o indignarsi e morire di fame.
Il padrone o lo schiavo non centrano (credo) in questo discorso.
Delle volte mi chiedo come abbia FATTO Mark Zuckerberg (fondatore di Facebook) a diventare il 17esimo uomo più ricco del pianeta. pare abbia un patrimonio personale di 18 milioni di dollari accumulati in un tempo brevissimo e senza dannarsi tanto e forse non sa nemmeno usare un muletto.
Lo so che devo smettere di andare sul blog degli altri.
La regola è sempre la stessa o porti i cioccolatini e usi il muletto per portare altri lettori o sei fuori dalla fabbrica, cioè volevo dire dal blog.

DIANA. BRUNA ha detto...

Ciao Ambra,
non sono riuscita a capire nulla (te l'ho detto che da brava imbranata...tecnicamente sono uno zero!!) e perciò tento di rimandarti un commento per vedere se in questo modo la cosa si sblocca
Ciaoooooo, speriamo in bene
Abbraccio
Bruna

Stefania ha detto...

Cara Cristina,
Sai ... io non ti conosco, ma vorrei dirti che aver postato un articolo così "sentito", e aver dichiarato le tue emozioni, mi hann dato di te, l'idea che tu sia una persona come poche!! Non sono nessuno per giudicare, ma sono stanca di sentire che, una persona, per tenersi un posto di lavoro, debba subire, e subire umiliazioni continuee ... (una situazione simile mi è capitata proprio qualche giorno fa, ma non ne parlerò) ... il tuo post mostra come tu sia una ragazza/donna con dei sentimenti sinceri che oggi sono piuttosto rari ... ti ammiro ... per quelle lacrime che hai avuto il coraggio di versare per una persona diversa da te. Brava.
Per Ambra ...
Mia Carissima,
piano piano sto passando a salutare tutti voi che con gentilezza e garbo non mi avete fatto mancare il vostro sostegno e la vostra comprensione in questo periodo un pò negativo che fortunatamente mi sto lasciando alle spalle ... un abbraccio.

Sciarada ha detto...

Ciao Cristina, quella che deve cambiare non sei tu, ma è quel vile ricattatore che si è rivolto in quei termini al tuo collega, il valore di essere un essere umano l'ha perso lui non tu!

Lufantasygioie ha detto...

un saluto affettuoso
lu

cristina ha detto...

@ Sciarada, Lufaantasy, Stefania...grazie per il vs sostegno

Carla, i colori...pensieri della mia mente. ha detto...

ho lavorato 40 anni in un'azienda e tornando indietro con la memoria queste cose non erano accettate.
La solidarietà tra lavoratori era all'ordine de giorno e quindi davanti ad un caso così si era solidali nel fermarsi.
La prossima volta prima di vessare un lavoratore, qualsiasi responsabile stava ben attento.
Purtroppo i sani valori sono andati via via scemando ed ognuno si è trincerato dietro ai propri interessi e così l'unione, la forza collettiva è andata scomparendo.
E dall'alto del potere "imbecille£ qualcuno ne approfitta.
Da sola non è possibile fare nulla, ma se dovesse ancora succedere, consiglio vivamente di trovare tra di Voi una solidarietà..perchè oggi tocca a te domani tocca ame.
Sostengo inoltre che quel tuo collega, visto che non era attrezzato per guidare un muletto, poteva benissimo rifiutarsi e qualsiasi giudice gli avrebbe dato ragione ed i responsabili andavano nei guai di legge.
Non rileggo..spero si sia capito il mio concetto.
ciaooooooooooooo

Mariolino ha detto...

Carla,
siamo quasi vicini di casa.
Forse hai sentito parlare di Gasfire (Candy), e di Molino Mottana di Erba.
La prima ha chiuso, nonostante solidarietà, lotte sindacali, e una giunta di centro sinistra e poi di centro destra, tutto è finito in nulla, nemmeno sanno cosa farsene (a distanza di parecchi anni) delle aree dismesse in centro. Avevano persino organizzato un concorso per giovani architetti (del politecnico di Lecco) per la riqualificazione di questo "centro" ma sono lì come allora, ancora casermoni dismessi e malandati in mezzo alla città.
La prima ha trasferito la produzione in Turchia e la seconda ha solo mantenuto lì gli uffici commerciali. Compra e vende sfarinati da computer a computer.
Il risultato delle lotte e dei giudici per ogni situazione dubbia, ha fatto si che tutti diventassero precari e dove possibile le produzione fossero spostate in aree meno sindacalizzate. Oggi spostano le fabbriche come spostare i camper.
Purtroppo la situazione non è così tragica solo nel lavoro, ma per esperienze avute la "malattia" si è trasferita alla sanità.
Le troppe cause contro chi opera e cura fa sempre più vittime fra i malati.
Nessuno vuol curare, nessuno vuol operare, perchè il garantismo verso il malato penalizza, certe volte, troppo chi deve curarlo.
Risultato tutti fermi in attesa che il male passi da solo.
I tempi delle Trade Union sono finiti.
Non c'è lavoro.
Cristina scrive di lavorare in un'azienda dove altri sono già in cassa integrazione.
Se un impiegato non sale su un muletto, daranno in outsourcing il magazzino.
Da noi, diedero fuori prima le paghe, poi il magazzino, poi l'intera amministrazione, poi l'assistenza, poi anche la vendita.
Restarono solo le persone per l'importazione e dei concessionari esterni. A Euro acquisito gestirono tutto dalla Germania online su internet B2B.
Purtroppo non c'è alternativa. Se vogliamo lavoro e vogliamo confrontarci con la Cina, o produciamo alta qualità o dobbiamo fare passi e passi indietro nella tutela del lavoro.
Da queste parti vanno forte Europspin, Lidl, LD ... discount, e ci vedo anche gente con Suv e fuoristrada a farci la spesa.
Non ci comprano tutti solo la carta, l'alcool o la candeggina per i pavimenti ... segno che la gente riesce ad accontentarsi sempre "più ... di meno".

Fabio ha detto...

Ciao Cristal,
la tua reazione emotiva è un buon segno, significa che non ti sei ancora abituata (e spero non ti abituerai mai) alle ingiustizie e che rimane dentro di te, fecondo e impetuoso, un fiume di sensibilità e di umanità che ti rende più forte degli altri, non più debole. Più forte perchè animata da passioni!

Iscriviti a Feed Burner