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Benvenuti nel blog collettivo creato da Ambra

venerdì 20 maggio 2011

Corsa: metafora della vita

Scritto da Elio
La sofferenza, come tutti sappiamo, può essere di carattere fisico e di carattere psichico.
Spesso l’una si accompagna all’altra. Ed ha conseguenze talvolta enormi.
Soffermiamoci un momento su quella fisica che, fortunatamente è meno comune e ci si cimenta solo in occasioni di incidenti, più o meno gravi, sin da bambini: quante ginocchia sbucciate e teste cucite! Anche questi servono per prepararci alla vita e ad accettarli senza grandi recriminazioni.  Ma ci sono, e questi possono arrivare a qualsiasi età, anche incidenti che ci coinvolgono sia fisicamente che moralmente. E questo nel caso di incidenti che lasciano segni deturpanti o handicap permanenti. Anzi in questi casi il dolore psicofisico è superiore a quelli fisici.
Sarebbe un bene inestimabile potere imparare a soffrire o meglio a non temere la sofferenza.
Chi riesce a raggiungere questo stadio è veramente fortunato.
Io trovo che uno dei mezzi, ce ne saranno molti altri ma io conosco solo questo, è imparare a correre, gareggiando, sulle lunghe distanze. E’ una lotta, con sé stessi, incredibile! Pensiamo ad una gara non eccezionale: i 3.000 metri. Si tratta di circa 10’ di cui la metà è percorsa ripetendoti: “….non ce la faccio, non ce la faccio più, sento il cuore che scoppia ed il prato che fiancheggia la pista è lì invitante che ti guarda indifferente. E continui, continui ad arrancare, a correre per stare avanti a tutti o per non lasciarti sorpassare dagli altri concorrenti. E magari ti prendi anche qualche pedata o, più spesso, gomitata magari anche involontarie ma che fanno un male enorme. Ma devi resistere, resistere e resistere!
Questa sofferenza io trovo essere una maestra incredibile che ti aiuterà nella vita a resistere a tutti i dolori, anche a quelli di carattere psichico.
Per lo meno per me ha alzato, e di molto, la soglia del dolore. Mi piacerebbe sapere se condividete questa mia opinione.
Elio
image cc by esbjorn credit comicartschool.blogspot

25 commenti:

Giada ha detto...

Mi è piaciuto questo post. Ammetto con vergogna, di non essere per niente allenata in fatto di corsa, ma penso che il ragionamento fatto da Elio sia giusto, e che la corsa possa essere un "allenamento" per imparare a non temere la propria sofferenza.
Altro discorso, però, quando la sofferenza non tocca direttamente a noi, ma a chi amiamo... quella purtroppo è una sofferenza che non imparerò mai a non temere.
Un carissimo saluto
Giada

Mariolino ha detto...

Secondo me ci sono i predisposti a lagnarsi e i predisposti al martirio.
I tremila siepi (o tartan liscio) non fanno la differenza.
Lo dici tu stesso "non ce la faccio, no ce la faccio" ma poi stringevi i denti (e tutto il resto che serviva) e continuavi. Ti sei mai ritirato una volta? Penso di no. Il tuo livello di sofferenza era già alto in testa, poi l'allenamento ai fianchi aiuta.

dandelion67 ha detto...

Parole vere le Tue Elio...sono gli incidenti di percorso che forgiano la nostra anima...per il carattere, mi sà che è una causa persa, ma si può cercare di smussare i piccoli difetti che a volte ci impediscono di percorrere la strada con più facilità...veramente un bel vissuto..sereno giorno..
Dandelìon

Tomaso ha detto...

Nonostante la mia eta al mattino c è sempre la ciclett che mi aspetta.
UN giorno vi farò vedere nel mio blog un piccolo clip.
Buona giornata Elio e a tutti gli altri pure.
Tomaso

IsA ha detto...

io faccio ciclette e step tutti i giorni, ogni tanto vado anche in palestra e poi faccio tanti esercizi per la schiena e il collo.
ti auguro un buon week end
baci

Ricardo Miñana ha detto...

Yo tambien utilizo la bicicleta para mantenerme en forma,
gracias por compartir el post.

Que tengas un feliz fin de semana.
un abrazo.

Luigi ha detto...

sono pienamente d'accordo: anche per me la corsa è vitale!!!
Buon week end

Adriano Maini ha detto...

Stando sul versante della metafora, dirò che per quanta esperienza si abbia ci può sempre essere nella vita qualcosa che ci sorprende all'improvviso.

riri ha detto...

Condivido il parere di Adriano (che saluto anche qui), indubbiamente uno di questi modi di combattere dà sicuramente fora interiore e tempra il carattere..Poniamo che non si possa più correre..un altro modo sarebbe scrivere il proprio stato d'animo, ricamare, cucinare anche per gli altri...
Grazie per questo post interessante, buon fine settimana a tutti voi, un abbraccio.

elio ha detto...

Grazie a tutti quelli che mi hanno letto ed a quelli che hanno lasciato un loro commento. Preciso che ho citato la corsa perchè, nel mio caso, è stata quella la chiave. Ma in generale, come ha commentato la maggioranza, può essere qualsiasi esercizio, fisico o mentale, in cui si impara a combattere con sè stessi! Naturalmente, ripeto, è un'opinione.

elio ha detto...

Sì, cara Giada! Sono assolutamente d'accordo con te! Grazie!

Sandra M. ha detto...

Azzeccata metafora della vita , con i mille ostacoli che proprone.
Credo che ogni attività umana ( tu parli della corsa ma ciascuono ha la sua)che richieda perseveranza e "sofferenza" serva a forgiare ed allenare.
Stando sul piano educativo (da ex maestra...deformazione professionale) penso che i genitori debbano lasciare che i loro figli si scontrino anche con i piccoli "dolori" senza difenderli sempre e altranza.

elio ha detto...

Cara Sandra, il tuo commento è assolutamente più chiaro e convincente di quanto io sia riuscito a rendere!
Grazie

Cristina ha detto...

Ebbravo Elio! Il tuo post mi è piaciuto molto ...pure tu stai migliorando molto di giorno in giorno. Parola di nipotina :D

Dual ha detto...

Che sia un inizio settimana sereno :)
Gio'

Mirta - Luce nel cuore ha detto...

Un grande abbraccio ad Ambra, grazie di aver organizzato la festa dei blogger. Ho già postato le foto! Un bacione

Mirta - Luce nel cuore ha detto...

Anna, Elio, Giovanni È stata una grande gioia conoscervi nella festa dei bloggers! Gli amici sono i regali piu belli del mondo!

Mirta - Luce nel cuore ha detto...

Anche a te Giovanni e Paola!!!

Lufantasygioie ha detto...

bellissimo incontro quello di ieri,organizzato tra l'altro alla perfezione!
Mi rammarico solo per non aver potuto fare foto insieme.
Sarà sicuramente per la prossima volta.
nel frattempo vi abbraccio

achab ha detto...

Molto bello il post,un saluto ad Ambra e un bacino.

Mariolino ha detto...

la corsa allena, il cervello comanda. Un giorno il cervello chiede perchè, e anche le gambe, e il dolore se lo chiedono. Vado anche per ospizi, c'è gente che ha fatto la guerra e si lagna per avere la gavetta piena. C'è chi nell'allenamento ha imparato a fare il furbo per risparmiarsi il dolore.
"Ognuno prende la sua croce e il suo dolore" dice sempre mia madre, aspettando sempre che passi uno disponibile con spalle buone e stigmate giù larghe.

Stefania ha detto...

Buonasera Elio,
non sono sicura, di ciò che vorrei dire qui ora ... e questo mi capita raramente, perchè sebbene commetta tanti errori (ma erare è umano giusto?), penso di sapermela cavare abbastanza nella vita e,tutto sommato, di avere le idee piuttosto chiare; tutto questo insomma, per dirti che il tuo post, oltre che ben scritto, mi ha stranamente destabilizzato... (solo per un pò ;-)). Parli sia di dolore fisico che mentale e, certo, un trauma fisico non può, il più delle volte, essere paragonato ad uno mentale e viceversa .. il più delle volte!!... non amo parlare di me,anche se di sofferenza, come moltissime, (se non di più), persone a questo mondo, ne so qualcosa... non fisicamente, ma emotivamente di sicuro. Nonostante le avversità della vita, non mi sono mai tirata indietro e non ho mai mostrato nulla a nessuno!... tanti conoscenti, mi dicono " che volonta!... che forza d'animo...! ecc" ma, se dicessi loro, che spesso la mia rabbia dentro di me urla, per tante situazioni che non vanno come dovrebbero, mi sentirei compatita ... ed è una cosa che non mi piace... la compassione! Per cui, riallacciandomi al primo commento di mariolino, vorei dirti che appunto "Il tuo livello di sofferenza era già alto in testa". Amo le persone spontanee,quelle che sanno reagire e farsi forte di fronte alle avversità, sebbene poi, non Nego che ognuno ha diritto a sentirsi come vuole a questo mondo e soprattutto, nel rispetto comune, di decidere come soffrire e come sentirsi! La verità, almeno credo, è pensare - senza scadere nel patetico - che la sofferenza non è una condizione univoca che può essere riassunta ad un unico comune denominatore; di sofferenza ognuno ha la sua!(ma qui esco fuori tema). Complimenti per la tua esposizione chiara e diretta. A presto.

Paola ha detto...

Un caro saluto a Ambra, Giovanni e alla signora Paola,ad Anna T.,da parte mia e di mio marito. Grazie di tutto Ambra, è stata una bellissima giornata

Vania ha detto...

...che dire...un piacere averTi/Vi conosciute.:)
ciao Vania

Tomaso ha detto...

Evviva le tre donzelle straordinarie.
Pensate che Bologna è impallidita dalla vostra bellezza...
Tomaso

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