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Benvenuti nel blog collettivo creato da Ambra

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martedì 24 giugno 2014

Il maialino rosa

courtesy bizzarro bazar
Post di Doc
“Non mi spiego come, nonostante una carotide interna così tortuosa e piccola, tu sia una persona cognitivamente brillante.”  “Prego?” faccio, io.  ”Si, hai una carotide congenitamente piccola e tortuosa, poi ci hai peccato su! L'irrorazione del cervello è un bel mistero. Fumo, sedentarietà e buona propensione alla cucina ti hanno fabbricato una placca che va rimossa.”

lunedì 13 gennaio 2014

Philomena

immagine dal web
Post di Doc
Philomena è una signora anziana che ha trascorso una normale vita famigliare lavorando come infermiera in una cittadina di provincia inglese. Porta dentro di sé un terribile segreto. Adolescente e ospite di un tristo convento ostello per adolescenti abbandonate, ha avuto un figlio da un rapido incontro in un luna-park. La sua colpa in una integralista Irlanda degli anni 50’ viene scontata lavorando, assieme ad altre compagne con analoghe situazioni, nei ”servizi” del convento, in cambio di vitto, alloggio e ”un’ora d’aria” al giorno con il suo piccolo. Ma il convento è il luogo di baby shopping per americani ricchi. Così il piccolo le viene sottratto e per  la carità di una pietosa novizia, di quel bimbo dopo cinquant’anni le rimane una straziante unica fotografia. L’incontro con un giornalista “esodato” dall’ufficio-stampa di Tony Blair, che si appassiona alla vicenda,  porta il duo in America dove riescono, tramite rocamboleschi escamotages, a ricostruire la vita avuta dal ragazzo e i suoi sviluppi affettivi raggiunti. Soprattutto e ciò avviene alla fine, realizzano la scoperta, di come il figlio creduto perso, abbia ritrovato il suo ricongiungimento con la madre e la sua origine. Non dirò come,  perché in ciò si dipana il dramma di una madre mutilata nella sua maternità dalla rigidità cattiva di istituzioni ufficialmente caritatevoli, non sempre tali. Fantastica la resa recitativa di Judi Dench, che anche con umorismo riesce a metabolizzare esperienze durissime senza farsi coinvolgere dall’odio né farsi sommergere dalla colpa, ma semmai elaborando una pratica di dolente tolleranza. Tratto da una storia vera, è un film, a mio parere, molto commovente e profondo. doc

martedì 5 novembre 2013

"Schola magistra vitae".
(Psicopedagogia, bullismo, lotta di classe di altri tempi)

Mantegna, Camera degli Sposi,
Principino Gonzaga, Mantova.
Post di Doc
Così stava scritto su di una funerea lapide marmorea posta all’ingresso dell’edificio scolastico.
Il primo giorno, alla scuola ci arrivai seguendo di piccolo trotto ed affannato, il mio fratello maggiore, che su di una sgarruppata bici da donna, aveva avuto dai miei genitori, la noiosa incombenza di sostituirli nel rito iniziatico al mio sapere. La scuola era situata nel centro storico della mia città, Mantova, massacrato dai bombardamenti di dieci anni prima, perché vicino alla ferrovia.  Era intitolata al filosofo aristotelico del 400’ Pietro Pomponazzo. Nella grulleria tipica di quell’età il nome del Pomponazzo mi  sembrava inappropriato per un filosofo, che in seguito scoprii, trattava spesso dell’immortalità dell’anima.

mercoledì 25 settembre 2013

Viva l'anarchia (Renato P., ciclista anarchico)

SKYLINE DI MANTOVA DAL LAGO INFERIORE
(immagine ripresa da "Mantova nel cuore" di A.Giovannini, Pubblicazione Verona, Linea quattro edizioni, 2006)
Post di Doc
L’estate va sfumando e sulle Dolomiti imperversano nubi basse e acqua a catinelle. Non è tempo per camminate o infruttuosi giri alla ricerca di porcini. Varrebbe forse la pena di accendere il camino. La pigrizia prende il sopravvento. Lascio perdere. Rai Movie mi fa comparire il viso di Cucciolla ed in rapida successione quello di Gian Maria Volontè. E’ fatta! Rivedo dopo quarant’anni “Sacco e Vanzetti” e mi commuovo ancora sulle note della ballata di Joan Baez. Mi commuovo anche sulla chiusura del film, quando Volontè-Vanzetti con asciutta espressione prima di accomodarsi sulla sedia elettrica dichiara ”viva l’anarchia”.

lunedì 27 maggio 2013

L'agguato

Amanti by Manuela Ferrando
Post di Doc

Può esser molto malinconico transitare, di lunedì sera, per corso Vittorio Emanuele. Questo strano maggio amplifica lo spaesamento dei  radi turisti, intenti a compulsare i loro iphones in cerca di notizie e dritte toponomastiche. Me ne ritorno, biciclettando  pigramente, da un concerto del Conservatorio.
La  pipa segmenta in volute di fumo la mia oziosa pedalata, ma si spegne con anomala frequenza. Non si può e non si dovrebbe fumare la pipa andando in bicicletta. Neppure in auto. Forse passeggiando.
La pipa è un oggetto-compagna di pensieri e di meditazione. E’ viva e pretende rapporto. Offesa, mi punisce spegnendosi di continuo.
All’altezza della piazzetta S.Carlo devo fermarmi per attizzarla.

lunedì 10 dicembre 2012

Alla fermata del tram

Namibia: il riconoscimento del cucciolo
Post di Doc

La domenica è piovosa. Si aspetta il tram 16 che, stando all'inattendibile tabella, è in continuo ricalcolo sull'orario di arrivo. Ricalcolo di che cosa? Della pazienza del piccolo gruppo di noi, bagnati utenti. Non importa, tanto è domenica e non ci sono appuntamenti di lavoro, commissioni da svolgere.

giovedì 15 novembre 2012

Amour di Michael Haneke

immagine dal web
Testo di Doc

Di questo regista austriaco avevo visto un inquietante film di tematica sado masochistica (la pianista) ed un altro (il nastro bianco) di cruda preconizzazione del nazismo.
Questo film, Amour, non sfugge ad un certo impianto triste.
Georges (Jean-Louis Trintignant) ed Anne( Emanuelle Riva) sono due anziani insegnanti di musica e concertisti. La loro quieta e risolta vita in una piacevole casa parigina, viene sconvolta dall'irruzione della malattia di Anne.

martedì 6 novembre 2012

Arcipelago cancro: la mia privata onco-cosmogonia

Jan Vermeer, Ragazza col turbante,1665-6
Post di DOC

Che cancro non fosse una bella parola lo realizzai abbastanza presto durante la mia infanzia.
Era inserita in una colorita, arrabbiata espressione mal augurante della mia terra virgiliana, rivolta verso qualcuno non troppo gradito.
E siccome era anche spesso associata a non meglio comprensibili costumi sessuali della genitrice del destinatario, ”cancro” era parola  coperta da un alone di indicibilità e di scandalosità.
Ero l’ultimo nato di una numerosa famiglia, da genitori maturi, che si erano espressi sufficientemente prima della guerra e che, per gli eventi bellici, avevano dato uno stop a programmi di ulteriore espansione demografica.

lunedì 19 marzo 2012

Un'eredità di avorio e ambra


Post di Doc

Come si fa a non recensire un libro che parla di Ambra e avorio?
Edmund de Waal è un professore di arti ceramiche a Londra. Ma è l'erede di una fastosa dinastia di ebrei russi insediatasi a Parigi nella seconda metà dell'ottocento.
Il suo Antenato Charles Ephrussi comincia a raccogliere i netsuke, che sono piccole sculture di avorio, ambra, legno, opere di scultori sconosciuti, ma eccelsi, giapponesi.

domenica 18 dicembre 2011

Un uomo oggetto

Young Man Reading by  takomabibelot
Post di Doc

Ogni relazione umana sana comporta un "uso" dell'altro. Quando s'intraprende la carriera del volontariato si sa che ciò avviene. L'assistito pone bisogni di vario genere anche se non esplicitati. Ha bisogno di conforto, di compagnia, di accompagnamenti, di esser ascoltato e poter trasmettere memoria. In cambio il volontario riceve una remunerazione di stampo immateriale, perché incamera precipitati affettivi di altre vite.

lunedì 5 dicembre 2011

Miracolo a Le Havre

Testo di Doc

Se "Scialla" descrive la ricerca del Padre, "Miracolo a Le Havre" è la ricongiunzione alla Madre.
Idrissa è un tenero, educato adolescente africano che arriva come "carne in scatola" in un dolente container via mare. Riesce a fuggire grazie all'intervento di un poliziotto giudiziario, Monet, che non ama i sistemi nazisti della polizia di frontiera. Si nasconde nei fradici docks del porto e lì trovato, viene  accolto da Marcel Marx, dignitoso e solidale lustrascarpe, coniugato ad Arletty, purtroppo malata di cancro.

mercoledì 30 novembre 2011

Scialla!

immagine dal web
Post di Doc

Scialla è, nel gergo degli adolescenti romani, un mantra continuo e significa: stai tranquillo - take it easy. Ma Scialla è una godibilissima narrazione sulla ricerca del padre.
Luca è uno "sciallato" sedicenne che viene affidato da una madre che deve andare in Africa a Bruno, stralunato professore, ma che apprende di esserne il padre nella indifferibile contingenza.
Bruno, Fabrizio Bentivoglio, vive avendo abbandonato velleità didattiche e letterarie, facendo il ghost-writer per calciatori analfabeti

sabato 2 luglio 2011

Darwin e la strada

Post di Doc

Lo vedo attraversare il semaforo tra corso Magenta e via Carducci. Si trascina dietro con consumata perizia due trolley Samsonite rossi vissuti. Si dirige verso un cestino di rifiuti.

sabato 18 giugno 2011

Le gamin au vélo [Il ragazzo con la bicicletta]

Testo di Doc

Ieri in un venerdì reso affrancato dalle incombenze solite sono andato al cinema.
Il ragazzo con la bicicletta è stata la mia scelta.
Cyril è un arrabbiato e deluso ragazzino. Vive in un istituto per minori abbandonati.

martedì 1 marzo 2011

Tenerezza

Scritto da Doc

Li vedo spesso, la mattina, presso il bar dove bevo il caffè ed indugio in chiacchere tra il gogliardico e l'impegnato con gli amici prima di recarci a lavorare.

sabato 6 novembre 2010

Criminali o folli


"Criminali o folli" è un agile libro presentato al festival della letteratura di Mantova a Settembre.
E' opera dello psichiatra Corrado Bizzarri, mio fraterno amico, che ha diretto per molti anni il Dipartimento di Salute Mentale di Parma ed ora insegna alla scuola di specializzazione della Clinica psichiatrica.
Il libro che ha come sottotitolo : "nel labirinto della perizia psichiatrica" affronta delitti storici ed attuali, sull'onda dell'eterno quesito se debbano essere puniti o curati.
Corrado Bizzarri lo presenterà di persona a Milano affiancato dal criminologo Professor Adolfo Ceretti venerdì 12 novembre alle ore 21 allo spazio Forma in piazza Tito Lucrezio Caro n1.

mercoledì 13 ottobre 2010

Una sconfinata giovinezza

Un film, un buon film.

Mi riferisco ad "Una sconfinata giovinezza", di Avati. Lino e Chicca (Fabrizio Bentivoglio e Francesca Neri), elegante e colta coppia borghese senza figli, entrano nella spirale drammatica della malattia, l'Alzheimer di lui.
La progressione della malattia precipita Lino in un baratro di scadimento cognitivo e comportamentale, che non bloccano Chicca dal continuare ad amarlo, dolorosamente.
Il tema è trattato con rigore clinico, ed in questo senso divulgativo. Specie nella regressione a tempi lontani, infantili del protagonista, tempi cui Lino catarticamente ritorna per il suo scomparire.

martedì 2 febbraio 2010

L’uomo che verrà

Un film appena uscito che vale la pena di vedere: "L'uomo che verrà". La trama è narrata dai libri di storia. Ripercorre le tragiche vicende della strage di Marzabotto.
In un'atmosfera da "Albero degli zoccoli" di Olmi, però calata in una piccola comunità degli Appennini bolognesi, si dipana la tragedia della ferocia che non risparmia nessuno: uomini, donne, bambini, vecchi inermi.
Risalta la figura di una piccola muta, Martina, resa muta da un trauma psicologico precedente: la morte di un fratellino. Lei riuscirà a sopravvivere e a salvare un nuovo fratellino nato nella rappresaglia nazista. La necessità di una salvifica ninna nanna per il piccolo le ridarà la voce per l’opportunità vitale di un uomo che verrà.

giovedì 26 novembre 2009

La gerla


Ho avuto un’infanzia felice. Credo. Sicuramente libera. Sono l’ultimo nato di una numerosa famiglia, da genitori anziani che si erano espressi sufficientemente prima della guerra, e poi gli eventi, forse, li avevano demotivati.
Fatto sta che molto poco diplomaticamente mia madre mi presentava come il “fuori programma” e, quando era particolarmente arrabbiata con me, come “l’incidente”. Di fondo sono stato molto amato dai miei genitori e, a loro modo, anche dai miei fratelli che tentavano di correggere la deriva pedagogica che i miei genitori con me, indubbiamente, conducevano.
In soldoni i miei fratelli (due maschi e una femmina) mi affibbiavano gli sculaccioni che a loro volta avevano preso, e che i miei genitori non avevano più l’energia di elargirmi quando e se dovuto.

mercoledì 13 maggio 2009

Un libro da leggere


Vorrei indicare ai volontari
ed in generale a chi ama leggere,
un libro,
peraltro regalatomi da mia figlia.

Il titolo è


“Che cosa ti aspetti da me?”.

Autore Lorenzo Licalzi, edizioni BUR,Euro 7.

Tratta dell’inatteso in una storia profonda di vecchiaia e malattia.
Doc